<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Deltaindex</title>
	<atom:link href="https://www.deltaindex.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.deltaindex.it/</link>
	<description>Business a misura di talenti</description>
	<lastBuildDate>Mon, 02 Nov 2026 11:42:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.4</generator>

<image>
	<url>https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2024/06/favicon-150x150.png</url>
	<title>Deltaindex</title>
	<link>https://www.deltaindex.it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Più assumi, meno paghi: per i giovani lo sconto Ires raddoppia</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/piu-assumi-meno-paghi-per-i-giovani-lo-sconto-ires-raddoppia/</link>
					<comments>https://www.deltaindex.it/journal/piu-assumi-meno-paghi-per-i-giovani-lo-sconto-ires-raddoppia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 11:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OCCUPAZIONE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=10585</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 2027 la maggiorazione sul costo dei nuovi assunti a tempo indeterminato sale al 40% per gli under 36. Il risparmio Ires arriva al 9,6%. Ma senza crescita netta dei dipendenti non scatta</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/piu-assumi-meno-paghi-per-i-giovani-lo-sconto-ires-raddoppia/">Più assumi, meno paghi: per i giovani lo sconto Ires raddoppia</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un tecnico di 25 anni, assunto a tempo indeterminato, costa a una piccola impresa 35mila euro l’anno. Oggi, se l’organico cresce, quell’assunzione fa risparmiare 1.680 euro di Ires. Dal 2027 il risparmio sale a 3.360 euro. Il doppio.</p>
<p>È l’effetto della superdeduzione potenziata dal disegno di legge di Bilancio 2027, ora all’esame del Parlamento. La misura, nota come «Più assumi, meno paghi», esiste già. Il governo ha deciso di renderla più generosa per due categorie: i giovani sotto i 36 anni e le lavoratrici madri. L’obiettivo è spingere le assunzioni stabili più di quanto sia avvenuto finora.</p>
<p>La platea potenziale è ampia. In Italia i lavoratori dipendenti tra 15 e 29 anni sono 2,5 milioni, secondo l’Istat, e più della metà lavora al Nord.</p>
<p><strong>Come funziona oggi</strong></p>
<p>L’incentivo è nato con la riforma fiscale, all’articolo 4 del decreto legislativo 216/2023. Valeva per il solo 2024 ed è stato prorogato fino al 2027 dalla legge di Bilancio 2025. Chi assume a tempo indeterminato può dedurre dal reddito, oltre al costo del lavoro, una quota in più: il 20%, che sale al 30% per alcune categorie di lavoratori da tutelare di più.</p>
<p>Tradotto in imposta, con l’Ires al 24%, il risparmio è pari al 4,8% del costo del nuovo assunto. Per le categorie più tutelate arriva al 7,2%.</p>
<p><strong>Cosa cambia dal 2027</strong></p>
<p>Dal 1° gennaio la maggiorazione passa al 40% per chi assume un giovane sotto i 36 anni e all’80% per le lavoratrici madri. Il risparmio d’imposta sale così al 9,6% del costo del giovane e al 19,2% per le donne. Su una lavoratrice che costa 40mila euro l’anno, l’impresa paga 7.680 euro di Ires in meno. Il resto della norma, come ricostruisce Il Sole 24 Ore, non dovrebbe cambiare.</p>
<p><strong>Le tre condizioni</strong></p>
<p>Lo sconto non scatta con la sola firma del contratto. Servono tre condizioni.</p>
<p>La prima: l’organico deve crescere davvero. Sia il numero dei dipendenti a tempo indeterminato sia quello complessivo devono essere più alti dell’anno precedente.</p>
<p>La seconda: il bonus si calcola sulla cifra più bassa tra due voci. Da una parte il costo dei nuovi assunti, dall’altra l’aumento del costo totale del personale rispetto all’anno prima. Se nel frattempo altri dipendenti escono, la base si riduce.</p>
<p>La terza: la deduzione passa dalla dichiarazione dei redditi. Si incassa subito solo se l’impresa ha utili sufficienti. Chi chiude in perdita la vede slittare agli anni successivi, quando tornerà a fare utili.</p>
<p>Per i gruppi i conti sono più complessi: l’aumento dell’occupazione va verificato sommando entrate e uscite di tutte le società.</p>
<p><strong>Assumere non basta</strong></p>
<p>Qui c’è il punto che interessa chi si occupa di persone in azienda. La superdeduzione premia la crescita netta dell’organico. Non basta assumere un giovane: bisogna anche non perderne altri. Un’impresa che assume tre under 30 e ne vede uscire due nello stesso anno si ritrova con un bonus ridotto. Se l’organico non cresce, lo perde del tutto.</p>
<p>In pratica il fisco premia chi trattiene, non solo chi assume. E per un giovane il primo anno in azienda è quello in cui decide se restare. Accoglienza, formazione e una prospettiva di crescita chiara non sono più solo leve di attrattività. Diventano anche una voce del bilancio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/piu-assumi-meno-paghi-per-i-giovani-lo-sconto-ires-raddoppia/">Più assumi, meno paghi: per i giovani lo sconto Ires raddoppia</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.deltaindex.it/journal/piu-assumi-meno-paghi-per-i-giovani-lo-sconto-ires-raddoppia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VIDEO &#8211; Maria Anghileri (Confindustria Giovani): «Anche una piccola impresa può produrre le competenze»</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/video-maria-anghileri-confindustria-giovani-anche-una-piccola-impresa-puo-produrre-le-competenze/</link>
					<comments>https://www.deltaindex.it/journal/video-maria-anghileri-confindustria-giovani-anche-una-piccola-impresa-puo-produrre-le-competenze/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 11:05:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DELTA INDEX TV]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=10576</guid>

					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. Nella quinta videotip per Delta Index Tv la presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria spiega come una Pmi può formare i giovani che non trova sul mercato. Gli strumenti ci sono, ma prima serve un cambio di mentalità</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/video-maria-anghileri-confindustria-giovani-anche-una-piccola-impresa-puo-produrre-le-competenze/">VIDEO &#8211; Maria Anghileri (Confindustria Giovani): «Anche una piccola impresa può produrre le competenze»</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Una piccola impresa non ha un’academy. Non ha un ufficio formazione e spesso nemmeno un responsabile del personale a tempo pieno. Eppure il tessuto produttivo della Lombardia, come quello dell’Italia, è fatto soprattutto di aziende così. Ed è lì che migliaia di giovani entrano ogni anno nel mondo del lavoro.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2">Il problema di partenza è noto. Secondo il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, nel 2025 quasi un’assunzione su due è stata di difficile reperimento. Una ricerca dei Giovani Imprenditori di Confindustria, citata da Maria Anghileri, indica nella difficoltà a trovare manodopera specializzata e collaboratori qualificati il primo ostacolo per il 57,9% delle imprese. E l’84,1% di chi non trova le competenze sul mercato ha reagito in casa: formazione diretta, collaborazioni con scuole, università e Its, gli Istituti tecnologici superiori.</div>
</div>
<div class="article-body">
<p>Era il paradosso da cui la presidente nazionale dei Giovani Imprenditori era partita nella prima videotip per Delta Index Tv: le aziende non trovano le competenze, i giovani non trovano opportunità di qualità. Nella quinta pillola la domanda si fa concreta. Le grandi imprese hanno i mezzi per diventare produttrici di competenze. Ma una Pmi, una piccola e media impresa, come fa?</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<h3 class="position2">Non serve un’academy</h3>
</div>
<div class="half-story" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="97115">Anghileri parte da un’ammissione: una Pmi «non riesce a realizzare un’academy come può fare un’impresa più strutturata». Ma non è quello il punto. Per formare i collaboratori, spiega, un’academy non è necessaria: «A volte basta un tirocinio ben fatto, un apprendistato, basta un collegamento con un Its e con una scuola».</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont left">
<figure style="width: 173px" class="wp-caption alignleft"><a title="Maria Anghileri, presidente Giovani Imprenditori di Confindustria" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/11/2/photos/anghileri-anche-una-piccola-impresa-puo-produrre-le-competenze_91397766-d6ab-11f1-9cdf-0003e0897d42_1920_2880.jpg" data-credits="Gian Vittorio Frau" data-title="Maria Anghileri, presidente Giovani Imprenditori di Confindustria"><img decoding="async" class="lozad" title="Maria Anghileri, presidente Giovani Imprenditori di Confindustria" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/11/2/photos/cache/anghileri-anche-una-piccola-impresa-puo-produrre-le-competenze_91397766-d6ab-11f1-9cdf-0003e0897d42_1920_2880_v3_medium_libera.jpg" alt="Anghileri: «Anche una piccola impresa può produrre le competenze»" width="173" height="260" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/11/2/photos/cache/anghileri-anche-una-piccola-impresa-puo-produrre-le-competenze_91397766-d6ab-11f1-9cdf-0003e0897d42_1920_2880_v3_medium_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Maria Anghileri, presidente Giovani Imprenditori di Confindustria (Foto di Gian Vittorio Frau)</figcaption></figure>
<p class="zoom-gallery new libera left">Sono strumenti alla portata anche di un’azienda con pochi dipendenti. L’apprendistato unisce contratto di lavoro e formazione. Gli Its costruiscono i percorsi insieme alle imprese del territorio. E un tirocinio, se è «ben fatto», diventa il primo tratto di strada di un giovane in azienda, non un periodo di prova a basso costo. In tutti e tre i casi il giovane impara sui processi reali dell’azienda, accanto a chi quel lavoro lo fa già.</p>
</div>
</div>
<div id="scroll2" class="article-body">
<h3>Una questione culturale</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Gli strumenti, però, non bastano. Anghileri pensa che «il punto cruciale sia anche culturale»: l’imprenditore «deve capire che la spesa in formazione non è un costo, ma è un investimento sulla sua competitività».</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>È la frase che chiude la videotip ed è quella che pesa di più. Nell’intervista integrale all’Osservatorio Delta Index la presidente l’aveva spinta oltre, rispondendo all’obiezione più comune. Se un’impresa dice «non formo il giovane, altrimenti se ne va», aveva spiegato, ha «una visione un po’ miope».</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Per la Generazione Z la formazione non è un benefit accessorio. È uno dei motivi per cui sceglie un’azienda e uno dei motivi per cui decide di restarci. Già nella prima videotip Anghileri aveva messo la formazione accanto alla crescita e al salario, tra le cose che un’azienda deve offrire per trattenere un giovane. Nel modello dell’Osservatorio Delta Index è il pilastro Formare, quello che collega l’ingresso di un giovane alla sua permanenza. Una piccola impresa che sa raccontare cosa insegnerà a chi entra ha già un argomento in più per farsi scegliere.</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/video-maria-anghileri-confindustria-giovani-anche-una-piccola-impresa-puo-produrre-le-competenze/">VIDEO &#8211; Maria Anghileri (Confindustria Giovani): «Anche una piccola impresa può produrre le competenze»</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.deltaindex.it/journal/video-maria-anghileri-confindustria-giovani-anche-una-piccola-impresa-puo-produrre-le-competenze/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dati, stipendi e previdenza: il consulente è un alleato della Gen Z</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/dati-stipendi-e-previdenza-il-consulente-e-un-alleato-della-gen-z/</link>
					<comments>https://www.deltaindex.it/journal/dati-stipendi-e-previdenza-il-consulente-e-un-alleato-della-gen-z/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 09:34:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTRARRE]]></category>
		<category><![CDATA[IN RISALTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=10573</guid>

					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. Secondo il nuovo Osservatorio Zucchetti sui Consulenti del lavoro sono tre adempimenti che possono diventare leve per attrarre, accogliere e trattenere i giovani</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/dati-stipendi-e-previdenza-il-consulente-e-un-alleato-della-gen-z/">Dati, stipendi e previdenza: il consulente è un alleato della Gen Z</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>«Vogliamo che i consulenti del lavoro ci considerino dei loro partner, non semplici fornitori». Lo ha detto Domenico Uggeri, vicepresidente e responsabile della Business Unit HR di Zucchetti, presentando a Lodi il nuovo Osservatorio. È lo stesso salto che un’impresa può chiedere al proprio consulente sul fronte dei giovani. Zucchetti ha presentato anche un manifesto in dieci punti e il nuovo brand Zucchetti HR Prof, dedicato ai professionisti del lavoro. Il messaggio vale anche a valle. La ricerca indica almeno tre terreni.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2">Il primo sono i dati. L’86% delle analisi che le aziende chiedono agli studi riguarda costi, budget e bilancio. Il 45% degli studi usa già l’analisi dei dati per fare consulenza, 20 punti in più del 2025. Eppure nelle paghe c’è già molto altro: ingressi, uscite, età, assenze. Il report la definisce una «miniera d’oro». Il riferimento è a tutto ciò che riguarda le persone: turnover, assenteismo, saldi ferie, organico per genere ed età. Secondo gli stessi Osservatori Zucchetti, molti uffici del personale non hanno il tempo o le competenze per analizzarli. Quanti under 30 lasciano l’azienda entro un anno, e dopo quanti mesi, è un numero che il consulente può già estrarre. Per un’impresa che vuole trattenere i giovani è il punto di partenza.</div>
</div>
<div class="article-body">
<p>Il secondo è la trasparenza retributiva. Dal 7 giugno, con il decreto legislativo 96 del 2026, le aziende devono indicare ai candidati la retribuzione iniziale o la fascia prevista e non possono chiedere quanto guadagnavano prima. È una richiesta che la Generazione Z avanzava da tempo: sapere subito quanto vale un posto, senza scoprirlo al terzo colloquio. Un annuncio con una cifra chiara diventa così anche un modo per distinguersi. Il 50% dei consulenti la considera un’opportunità, il 60% tra gli studi con più di 20 collaboratori.</p>
</div>
<div class="half-story" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="16505">Il terzo è la previdenza. Dal 1° luglio chi è alla prima assunzione nel settore privato aderisce automaticamente al fondo previsto dal contratto, con 60 giorni per scegliere diversamente. Tocca al datore di lavoro informarlo, indicare il fondo e raccogliere la sua scelta. Spiegarlo bene nei primi giorni è già un gesto di accoglienza. Per un giovane è la prima occasione di guardare al proprio futuro con l’azienda accanto. Oggi la pianificazione previdenziale è offerta dal 26% degli studi.</div>
<div class="article-body">
<p>Tre adempimenti che, letti con Delta Index, diventano tre leve: attrarre con la chiarezza, accogliere con l’attenzione, trattenere conoscendo i propri numeri. Il consulente, in questo percorso, può essere davvero un partner.</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/dati-stipendi-e-previdenza-il-consulente-e-un-alleato-della-gen-z/">Dati, stipendi e previdenza: il consulente è un alleato della Gen Z</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.deltaindex.it/journal/dati-stipendi-e-previdenza-il-consulente-e-un-alleato-della-gen-z/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studi poco attrattivi? Il 37% ha già iniziato a cercare giovani</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/studi-poco-attrattivi-il-37-ha-gia-iniziato-a-cercare-giovani/</link>
					<comments>https://www.deltaindex.it/journal/studi-poco-attrattivi-il-37-ha-gia-iniziato-a-cercare-giovani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 09:13:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTRARRE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=10570</guid>

					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. Per il 60% della categoria la professione non attira gli under 27. Stella (Zucchetti): «I consulenti ricoprono un ruolo fondamentale di intermediazione con le PMI per la loro trasformazione digitale»</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/studi-poco-attrattivi-il-37-ha-gia-iniziato-a-cercare-giovani/">Studi poco attrattivi? Il 37% ha già iniziato a cercare giovani</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Sei consulenti del lavoro su dieci sono convinti che la loro professione non attiri i giovani. È il dato più netto della prima edizione dell’Osservatorio Professionisti del Lavoro di Zucchetti, presentata in anteprima nazionale nei giorni scorsi allo Zucchetti Village di Lodi, davanti a 200 professionisti. Ma dentro la stessa ricerca c’è anche l’altra metà della storia: quasi uno studio su due ha deciso di non restare a guardare.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>L’indagine ha coinvolto a maggio 432 studi che elaborano le paghe e gestiscono il personale per conto delle imprese. «Abbiamo realizzato il primo Report dell’Osservatorio Professionisti del Lavoro 2026 con l’obiettivo di offrire ai consulenti del lavoro un’analisi approfondita dell’evoluzione della professione», spiega Luca Stella, presidente dell’Advisory Board degli Osservatori Zucchetti HR. I consulenti, ricorda, «ricoprono un ruolo fondamentale di intermediazione con le PMI per la loro trasformazione digitale».</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>L’Osservatorio Delta Index &#8211; che ha una partnership con Zucchetti &#8211; ha letto la ricerca con la propria lente sulla Gen Z. Gli studi professionali sono piccole imprese a tutti gli effetti e, come le imprese, devono attrarre, selezionare, formare e trattenere i giovani. Con una ragione in più per guardarli da vicino: sono i consulenti a cui ogni giorno si rivolgono le aziende del territorio. Il punto, per Delta Index, non è stabilire chi abbia ragione, ma capire che cosa uno studio può cambiare da domani.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<h3 class="position2">Le ragioni che si danno</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>A chi giudica la professione poco attrattiva, la ricerca ha chiesto il perché. Il 52% risponde «lavoro complicato e troppe norme». Seguono, distanziati, chi attribuisce la distanza ai giovani stessi (9%) e chi ritiene la professione poco al passo con i tempi (7%). Solo il 6% parla di lavoro sottopagato. Il report avverte che è il punto di vista dei professionisti, non necessariamente quello dei ragazzi. Qui si apre lo spazio per agire. Le ricerche sulle nuove generazioni che Delta Index legge ogni settimana indicano, accanto alla retribuzione, sempre le stesse richieste: equilibrio tra lavoro e vita privata, flessibilità, prospettive di crescita chiare. Sono le leve che il report stesso cita tra i fattori sociologici, insieme ad altri nodi che con la paga c’entrano poco. Nelle scuole mancano percorsi che facciano conoscere il mestiere e le sue possibilità: il 6% dei consulenti indica proprio la scarsa conoscenza della professione. Pesa il pregiudizio di un lavoro carico di scadenze e responsabilità. E sempre più ragazzi scelgono la carriera in azienda, percepita come più stabile. Nella prefazione la giuslavorista Orsola Razzolini, dell’Università di Milano, indica la strada: le organizzazioni degli studi «devono poter garantire nuovi equilibri tra indipendenza, sicurezza economica ed effettiva possibilità di bilanciare lavoro e vita personale».</p>
</div>
<div class="half-story" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="21891"></div>
<div class="article-body">
<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a title="None" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/11/2/photos/studi-poco-attrattivi-il-37-ha-gia-iniziato-a-cercare-giovani_9b8d6ab0-d69c-11f1-9cdf-0003e0897d42_1920_1776.jpg"><img decoding="async" class="lozad" title="None" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/11/2/photos/cache/studi-poco-attrattivi-il-37-ha-gia-iniziato-a-cercare-giovani_9b8d6ab0-d69c-11f1-9cdf-0003e0897d42_1920_1776_v3_large_libera.jpg" alt="Studi poco attrattivi? Il 37% ha già iniziato a cercare giovani" width="100%" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/11/2/photos/cache/studi-poco-attrattivi-il-37-ha-gia-iniziato-a-cercare-giovani_9b8d6ab0-d69c-11f1-9cdf-0003e0897d42_1920_1776_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a></figure>
</div>
<div id="scroll2" class="article-body">
<h3>Chi ha già cominciato</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>La consapevolezza cresce. Tra le priorità dei titolari la gestione dei collaboratori sale di 7 punti in un anno: il 22% la mette al primo posto, seconda solo all’efficienza dei processi. Già nel 2025 il 79% degli studi dichiarava difficoltà a trovare personale. E molti hanno cominciato a muoversi. Il 37% degli studi ha avviato iniziative per attrarre giovani collaboratori: academy interne, rapporti con scuole e università. Un altro 10% lo farà a breve. Tra gli studi con più di 20 collaboratori la quota sale al 77%: il 65% è già partito, il 12% si sta organizzando. Come sempre, più fatica per i piccoli: nelle realtà fino a cinque collaboratori ha cominciato il 24%. Eppure anche uno studio di tre o quattro persone ha strumenti alla portata: un rapporto stabile con un istituto tecnico o un istituto tecnologico superiore, un tirocinio seguito davvero, un affiancamento per chi entra. È un percorso che le imprese conoscono bene: chi si struttura prima arriva prima ai giovani.</p>
</div>
<div id="scroll3" class="article-body">
<h3>Meno carte, più consulenza</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>C’è poi un elemento che può cambiare la percezione del mestiere. Il 45% dei consulenti applicherebbe l’intelligenza artificiale alla consulenza normativa, il 38% all’automazione delle attività ripetitive. Le norme che oggi spaventano i ragazzi possono pesare meno e lasciare spazio alla parte più interessante del lavoro. A una condizione: che il tempo liberato non tolga ai giovani il primo gradino su cui imparare, ma li porti prima verso il lavoro di valore. Il report descrive una professione che vuole passare da gestore di adempimenti a consulente d’impresa e specialista delle persone. È un’immagine molto più vicina a ciò che cerca la Generazione Z. Lo confermano le competenze più difficili da trovare: consulenziali (48%) e normative (39%) prima di quelle digitali (13%), terreno su cui i giovani partono avvantaggiati. Il report lo dice chiaramente: il professionista non deve diventare un esperto di algoritmi, ma un utilizzatore consapevole. Un ventenne che entra in studio con dimestichezza digitale può essere una risorsa anche per chi lo accoglie.</p>
</div>
<div id="scroll4" class="article-body">
<h3>Il Delta Navigator</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Per uno studio, come per un’azienda, le domande diventano precise. Chi accompagna il giovane nei primi mesi. Se il percorso di crescita è scritto o resta implicito. Quanto conta il tempo personale. Quanto tempo passa tra il colloquio e la risposta. Per capire dove il percorso si interrompe, l’Osservatorio mette a disposizione il Delta Navigator, questionario gratuito di autovalutazione che si richiede a info@deltaindex.it. Vale per le imprese di ogni dimensione e per gli studi che vogliono continuare a crescere insieme ai giovani.</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/studi-poco-attrattivi-il-37-ha-gia-iniziato-a-cercare-giovani/">Studi poco attrattivi? Il 37% ha già iniziato a cercare giovani</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.deltaindex.it/journal/studi-poco-attrattivi-il-37-ha-gia-iniziato-a-cercare-giovani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Manovra 2027, i giovani pagano meno tasse. Ma la prima mossa tocca all&#8217;azienda</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/manovra-2027-i-giovani-pagano-meno-tasse-ma-la-prima-mossa-tocca-allazienda/</link>
					<comments>https://www.deltaindex.it/journal/manovra-2027-i-giovani-pagano-meno-tasse-ma-la-prima-mossa-tocca-allazienda/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 09:07:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAPITALE UMANO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=10564</guid>

					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. Dall'imposta all'1% sugli aumenti per gli under 30 ai fringe benefit esentasse fino a 2.000 euro, dalla deduzione al 140% per chi assume al forfettario a 100mila euro: le misure del ddl di Bilancio che toccano il lavoro dei giovani. Quasi tutte funzionano solo se l'impresa le attiva</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/manovra-2027-i-giovani-pagano-meno-tasse-ma-la-prima-mossa-tocca-allazienda/">Manovra 2027, i giovani pagano meno tasse. Ma la prima mossa tocca all&#8217;azienda</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’impiegata di 27 anni. Lavora in un’azienda privata e guadagna 26mila euro lordi l’anno. Nel 2027 il suo datore di lavoro decide di darle un aumento di 2.500 euro. Oggi su quella cifra pagherebbe 575 euro di Irpef. L’anno prossimo ne pagherà 25. Fanno 550 euro in più in tasca in un anno.</p>
<p>C’è però una condizione. L’aumento deve arrivare. E a deciderlo non è lo Stato, ma l’azienda.</p>
<p>È questa la chiave per leggere il capitolo giovani della legge di Bilancio 2027, approvata dal Consiglio dei ministri mercoledì 28 ottobre e illustrata in conferenza stampa a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con il ministro dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e il viceministro Maurizio Leo. Una manovra da circa 26 miliardi di euro, con una dichiarazione d&#8217;intenti precisa: «Vogliamo che un ragazzo che inizia a lavorare in Italia senta che questa nazione vuole spronarlo», ha detto la premier.</p>
<p>Lo sprone, però, passa quasi sempre dalle imprese. Ecco cosa contiene il provvedimento, in attesa del testo definitivo che arriverà in Parlamento.</p>
<p><strong>Il premio under 30: l&#8217;1% sugli aumenti</strong></p>
<p>È la misura principale per i giovani. Nel 2027 gli aumenti di stipendio riconosciuti ai dipendenti del settore privato nati dopo il 31 dicembre 1997 saranno tassati con un’imposta sostitutiva dell’Irpef dell’1%, fino a 2.500 euro l’anno. Il requisito di reddito: lavoro dipendente fino a 28mila euro.</p>
<p>Non importa se il giovane è appena entrato in azienda o se ci lavora da anni. Conta solo che il suo reddito cresca. Rispetto all’Irpef ordinaria del 23%, il risparmio arriva fino a 550 euro l’anno. La somma, ha spiegato la premier, si può erogare in dodici mensilità o in un’unica soluzione.</p>
<p>Non è un assegno dello Stato. È uno sconto fiscale su soldi che deve mettere il datore di lavoro: senza aumento, il beneficio non scatta. E vale per un solo anno. Lo schema ricalca quello dell’imposta al 5% sugli aumenti da rinnovo contrattuale, introdotta per il 2026 per i lavoratori di tutte le età fino a 33mila euro di reddito e confermata anche per il 2027.</p>
<p>Per un’impresa il conto è semplice. A parità di costo, un aumento dato a un giovane sotto la soglia dei 28mila euro arriva in busta paga quasi intero. Ed è un argomento da spendere già al colloquio.</p>
<p><strong>Fringe benefit fino a 2.000 euro</strong></p>
<p>Seconda misura, stessa platea. Per i lavoratori con età non superiore a 30 anni il limite di esenzione dei fringe benefit sale a 2.000 euro. Oggi la soglia piena spetta solo a chi ha figli a carico; per tutti gli altri si ferma a 1.000 euro. Secondo la premier, l&#8217;intervento da solo può valere fino a mille euro in più all&#8217;anno. Con le regole in vigore, dentro quel tetto entrano anche il rimborso delle utenze domestiche e dell&#8217;affitto o del mutuo della prima casa: voci che per chi è appena uscito dalla famiglia pesano più di ogni altra.</p>
<p>Il dato va letto accanto a quello dell&#8217;Osservatorio Welfare 2026 di DoubleYou (Gruppo Zucchetti), di cui Delta Index è partner: la Gen Z riceve in media 720 euro di credito welfare all&#8217;anno, il valore più basso tra tutte le generazioni, e ne spende il 77% in buoni acquisto per spesa e carburante. Il nuovo tetto apre spazio. Se però viene riempito solo di buoni spesa, l&#8217;azienda perde l&#8217;occasione di rispondere a ciò che i giovani chiedono davvero: casa, mobilità, formazione, autonomia economica. È lì che un pacchetto costruito sull&#8217;età diventa un argomento da mettere nell&#8217;annuncio di lavoro, non un dettaglio da scoprire dopo la firma.</p>
<p><strong>Chi assume giovani deduce il 140%</strong></p>
<p>Sul fronte delle assunzioni la manovra rafforza la superdeduzione del costo del lavoro, la formula «più assumi, meno paghi». Oggi le imprese che aumentano l&#8217;organico deducono il 120% del costo dei nuovi assunti. Nel 2027 la percentuale sale al 140% per i giovani con meno di 36 anni e al 180% per le lavoratrici madri. In pratica l’impresa risparmia di Ires il 9,6% del costo del giovane assunto. Ma servono due condizioni: l’organico deve crescere davvero e l’azienda deve avere utili sufficienti per dedurre subito, altrimenti il beneficio slitta agli anni successivi.</p>
<p>Si aggiunge la proroga al 31 dicembre 2027 degli esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani, donne e lavoratori nelle Zes (Zone economiche speciali), che sarebbero scaduti a fine anno. Confermate anche la tassazione al 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali e l&#8217;imposta all&#8217;1% sui premi di produttività. Precisazione sui tetti: l’imposta al 5% sugli aumenti da rinnovo contrattuale vale fino a 33mila euro di reddito, l’1% sui premi di produttività fino a 80mila euro.</p>
<p>Messo insieme, è un pacchetto che abbassa il costo del primo contratto stabile e alleggerisce le tasse sugli aumenti successivi. Per chi cerca giovani la domanda cambia: non è più se l&#8217;azienda possa permettersi di assumerli, ma se sappia spiegare ai candidati come questi sconti diventeranno busta paga, crescita e prospettiva.</p>
<p><strong>Partite Iva, il forfettario sale a 100mila euro</strong></p>
<p>Per chi lavora in autonomia non arriva una flat tax riservata ai giovani. La novità riguarda tutti i forfettari: la soglia di ricavi e compensi per entrare e restare nel regime passa da 85mila a 100mila euro. Con un vincolo: sopra gli 85mila euro scatta l&#8217;obbligo di applicare l&#8217;Iva (imposta sul valore aggiunto), perché la franchigia è legata alle regole europee. Il governo ha annunciato una trattativa con Bruxelles per alzare anche quella.</p>
<p>Per i più giovani resta la leva che già esiste: l&#8217;imposta sostitutiva al 5%, invece del 15%, per i primi cinque anni delle nuove attività che rispettano i requisiti. Non è legata all&#8217;età, ma è di fatto lo strumento con cui molti under 35 aprono la partita Iva. Oggi chi supera gli 85mila euro esce dal regime l&#8217;anno successivo. Con il nuovo tetto, un giovane professionista che cresce potrà restarci fino a 100mila euro, anche se da quella soglia in su dovrà fatturare con l&#8217;Iva.</p>
<p>Per le aziende che lavorano con freelance giovani, da chi fa grafica e comunicazione a sviluppatori e consulenti, significa collaboratori che possono crescere di fatturato senza perdere il regime agevolato.</p>
<p><strong>Casa, la cedolare all&#8217;1% per gli inquilini under 35</strong></p>
<p>C&#8217;è poi una misura che non tocca la busta paga ma pesa su ogni scelta di lavoro lontano da casa. Sugli affitti a canone concordato la cedolare secca scende dal 10% al 5%. E se l&#8217;inquilino ha meno di 35 anni il proprietario paga l&#8217;1%. Su un canone annuo di 12mila euro il proprietario pagherà 120 euro di imposta. Vale solo per i contratti a canone concordato, quelli a prezzo calmierato fissati dai Comuni con le associazioni di proprietari e inquilini. Le regole per gli affitti transitori e per gli studenti sono ancora da scrivere, e non è chiaro se ci saranno limiti di reddito.</p>
<p>Per un&#8217;impresa che deve attrarre giovani da fuori provincia, o che lavora già con convenzioni e alloggi per i neoassunti, è un argomento in più da mettere sul tavolo con i proprietari del territorio.</p>
<p><strong>L&#8217;Irpef riguarda poco i giovani</strong></p>
<p>Il taglio dell&#8217;Irpef, con il secondo scaglione al 33% che si allarga da 50mila a 55mila euro di reddito e un beneficio massimo di 500 euro all&#8217;anno, riguarda il ceto medio. Chi è all&#8217;inizio della carriera, con redditi lontani da quella fascia, quasi non lo vedrà.</p>
<p><strong>Cosa resta da scrivere</strong></p>
<p>Il disegno di legge deve ancora approdare alle Camere e i dettagli faranno la differenza: limiti di reddito, contratti ammessi, modalità di verifica dell&#8217;età. Il limite dei 30 anni per il premio, finora, è stato indicato solo in conferenza stampa. Durante l&#8217;esame parlamentare le cifre potranno cambiare.</p>
<p>Una cosa però è già chiara. Questa manovra non mette soldi direttamente in tasca ai giovani. Mette in mano alle imprese gli strumenti per farlo a un costo più basso. Chi li userà per primo, e saprà dirlo ai candidati, avrà un vantaggio. Chi aspetterà, lo lascerà agli altri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/manovra-2027-i-giovani-pagano-meno-tasse-ma-la-prima-mossa-tocca-allazienda/">Manovra 2027, i giovani pagano meno tasse. Ma la prima mossa tocca all&#8217;azienda</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.deltaindex.it/journal/manovra-2027-i-giovani-pagano-meno-tasse-ma-la-prima-mossa-tocca-allazienda/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VIDEO – SCOPRI IL “DELTA NAVIGATOR”: «Un giovane che entra oggi nella vostra azienda sa dove può arrivare?»</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-un-giovane-che-entra-oggi-nella-vostra-azienda-sa-dove-puo-arrivare/</link>
					<comments>https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-un-giovane-che-entra-oggi-nella-vostra-azienda-sa-dove-puo-arrivare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 16:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DELTA INDEX TV]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=10560</guid>

					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. Restare in azienda dipende da ciò che si vede davanti a sé. Federica Romagna apre le pillole sul trattenere: la crescita deve essere una direzione chiara</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-un-giovane-che-entra-oggi-nella-vostra-azienda-sa-dove-puo-arrivare/">VIDEO – SCOPRI IL “DELTA NAVIGATOR”: «Un giovane che entra oggi nella vostra azienda sa dove può arrivare?»</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Entrare in un’azienda è una scelta. Restarci, spesso, dipende da ciò che si riesce a vedere davanti a sé. Da qui parte la nuova pillola video di Federica Romagna, Top Voice LinkedIn, la prima della serie realizzata con l’Osservatorio Delta Index dedicata al tema del trattenere i giovani.</p>
<p><strong>Un’attesa senza direzione</strong></p>
<p>Un giovane che non conosce le possibilità di crescita, le competenze che potrà sviluppare e le tappe che può raggiungere rischia di percepire il proprio percorso come un’attesa senza direzione. Ed è proprio in quell’attesa che si indebolisce il legame con l’azienda.</p>
<p><strong>Una direzione, non una promessa</strong></p>
<p>Il messaggio della pillola è chiaro: una prospettiva di crescita non deve essere necessariamente una promessa di carriera. Deve essere una direzione riconoscibile, qualcosa che il giovane possa vedere e su cui possa orientare il proprio impegno. Non servono traguardi garantiti, serve un percorso leggibile.</p>
<p><strong>La domanda alle imprese</strong></p>
<p>Da qui la domanda che ogni organizzazione dovrebbe porsi: nella nostra azienda un giovane sa dove può arrivare? Ha davanti a sé un percorso di crescita visibile?</p>
<p>L’attrattività verso la Gen Z non si presume: si osserva, si misura, si può migliorare. Delta Navigator permette di fare una prima autovalutazione dell’attrattività della propria impresa e di individuare le aree su cui concentrare l’attenzione. Per saperne di più: www.deltaindex.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-un-giovane-che-entra-oggi-nella-vostra-azienda-sa-dove-puo-arrivare/">VIDEO – SCOPRI IL “DELTA NAVIGATOR”: «Un giovane che entra oggi nella vostra azienda sa dove può arrivare?»</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-un-giovane-che-entra-oggi-nella-vostra-azienda-sa-dove-puo-arrivare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VIDEO &#8211; SCOPRI IL &#8220;DELTA NAVIGATOR&#8221;: «Il primo giorno in azienda: percorso pensato o tutti a nuotare da soli?»</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-il-primo-giorno-in-azienda-percorso-pensato-o-tutti-a-nuotare-da-soli/</link>
					<comments>https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-il-primo-giorno-in-azienda-percorso-pensato-o-tutti-a-nuotare-da-soli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 11:39:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DELTA INDEX TV]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=10557</guid>

					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. Entrare in azienda significa imparare processi, linguaggi e relazioni. Federica Romagna spiega perché l’onboarding è il banco di prova della selezione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-il-primo-giorno-in-azienda-percorso-pensato-o-tutti-a-nuotare-da-soli/">VIDEO &#8211; SCOPRI IL &#8220;DELTA NAVIGATOR&#8221;: «Il primo giorno in azienda: percorso pensato o tutti a nuotare da soli?»</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">Il primo giorno in azienda non dovrebbe essere un salto nel vuoto. Entrare in un’organizzazione significa imparare processi, linguaggi, responsabilità e relazioni. Senza un accompagnamento, anche un giovane motivato può faticare a capire cosa ci si aspetta da lui e quale spazio può occupare.<br />
</span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">Federica Romagna (Top Voice LinkedIn) affronta questo tema nella nuova pillola dedicata alla formazione, insieme all’Osservatorio Delta Index. Perché l’onboarding non è una formalità: è il primo passo con cui un’azienda dimostra se la promessa fatta in fase di selezione corrisponde davvero all’esperienza. Quanto è strutturato l&#8217;ingresso nella tua azienda? </span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">𝘓’𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵à 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘭𝘢 𝘎𝘦𝘯 𝘡 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘶𝘮𝘦: 𝘴𝘪 𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢, 𝘴𝘪 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘢, 𝘴𝘪 𝘱𝘶ò 𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳𝘢𝘳𝘦. 𝘝𝘶𝘰𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘳𝘦 𝘥𝘢 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘵𝘶𝘢 𝘪𝘮𝘱𝘳𝘦𝘴𝘢 𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘰 è 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘦 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪? </span></p>
<p><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449-1f3fb.png" alt="👉🏻" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 𝐃𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐍𝐚𝐯𝐢𝐠𝐚𝐭𝐨𝐫 ti permette di fare una prima autovalutazione della tua attrattività e individuare le aree su cui concentrare l’attenzione.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-il-primo-giorno-in-azienda-percorso-pensato-o-tutti-a-nuotare-da-soli/">VIDEO &#8211; SCOPRI IL &#8220;DELTA NAVIGATOR&#8221;: «Il primo giorno in azienda: percorso pensato o tutti a nuotare da soli?»</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-il-primo-giorno-in-azienda-percorso-pensato-o-tutti-a-nuotare-da-soli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VIDEO – SCOPRI IL “DELTA NAVIGATOR”: «Come cercate i vostri candidati? Attraverso quali canali arrivano i giovani alla vostra porta?»</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-come-cercate-i-vostri-candidati-attraverso-quali-canali-arrivano-i-giovani-alla-vostra-porta/</link>
					<comments>https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-come-cercate-i-vostri-candidati-attraverso-quali-canali-arrivano-i-giovani-alla-vostra-porta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 11:25:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DELTA INDEX TV]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=10550</guid>

					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. Cercare sempre negli stessi canali porta sempre gli stessi profili. Federica Romagna spiega come i giovani arrivano davvero alla porta dell’azienda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-come-cercate-i-vostri-candidati-attraverso-quali-canali-arrivano-i-giovani-alla-vostra-porta/">VIDEO – SCOPRI IL “DELTA NAVIGATOR”: «Come cercate i vostri candidati? Attraverso quali canali arrivano i giovani alla vostra porta?»</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="expanded" class="style-scope ytd-text-inline-expander"><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">Se cerchiamo sempre negli stessi luoghi, rischiamo di trovare sempre gli stessi profili. Il modo in cui un’azienda cerca i candidati racconta molto della sua capacità di aprirsi a competenze, percorsi e prospettive differenti. </span></div>
<div class="style-scope ytd-text-inline-expander"><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">Federica Romagna affronta questo tema nella nuova pillola della serie realizzata con il nostro Osservatorio: come arrivano davvero i giovani alla porta dell’azienda? La selezione non comincia dal colloquio. Comincia dal modo in cui decidiamo dove cercare. </span></div>
<div class="style-scope ytd-text-inline-expander"><span class="style-scope yt-formatted-string" dir="auto">𝘓’𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵à 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘭𝘢 𝘎𝘦𝘯 𝘡 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘶𝘮𝘦: 𝘴𝘪 𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢, 𝘴𝘪 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘢, 𝘴𝘪 𝘱𝘶ò 𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳𝘢𝘳𝘦. 𝘝𝘶𝘰𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘳𝘦 𝘥𝘢 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘵𝘶𝘢 𝘪𝘮𝘱𝘳𝘦𝘴𝘢 𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘰 è 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘦 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪?<br />
Delta Navigator ti permette di fare una prima autovalutazione della tua attrattività e individuare le aree su cui concentrare l’attenzione.</span></div>
<div id="snippet" class="style-scope ytd-text-inline-expander"></div>
<div id="source-attributions-wrapper" class="style-scope ytd-expandable-video-description-body-renderer"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-come-cercate-i-vostri-candidati-attraverso-quali-canali-arrivano-i-giovani-alla-vostra-porta/">VIDEO – SCOPRI IL “DELTA NAVIGATOR”: «Come cercate i vostri candidati? Attraverso quali canali arrivano i giovani alla vostra porta?»</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.deltaindex.it/journal/video-scopri-il-delta-navigator-come-cercate-i-vostri-candidati-attraverso-quali-canali-arrivano-i-giovani-alla-vostra-porta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VIDEO &#8211; Maria Anghileri (Confindustria Giovani): «Turnover dei giovani, fallimento o normalità?» La lettura di Anghileri</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/turnover-dei-giovani-fallimento-o-normalita-la-lettura-di-anghileri/</link>
					<comments>https://www.deltaindex.it/journal/turnover-dei-giovani-fallimento-o-normalita-la-lettura-di-anghileri/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 16:16:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DELTA INDEX TV]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=10545</guid>

					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. Per la presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria il ricambio dei ventenni, doppio rispetto ai millennial, è in parte fisiologico. Ma chiede alle aziende di riflettere: i ragazzi tengono insieme talento, famiglia e amicizie</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/turnover-dei-giovani-fallimento-o-normalita-la-lettura-di-anghileri/">VIDEO &#8211; Maria Anghileri (Confindustria Giovani): «Turnover dei giovani, fallimento o normalità?» La lettura di Anghileri</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Quasi uno su due: nel 2025 il turnover dei lavoratori della Generazione Z ha toccato il 45,99%. Lo misura l’Osservatorio Zucchetti HR 2026 su oltre 145mila aziende e circa 3,35 milioni di dipendenti a tempo indeterminato. Non un sondaggio, ma le cessazioni registrate nelle buste paga. Il dato è in calo rispetto al 51,09% del 2024. Resta però più del doppio di quello dei millennial.</p>
</div>
<div id="scroll1" class="article-body">
<h3>Fallimento o normalità?</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Come va letto questo numero? Lo abbiamo chiesto a <b>Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria</b>. La sua risposta tiene insieme due piani. Da una parte, il dato racconta «qualcosa di fisiologico». A vent’anni si ha voglia di sperimentare e di cambiare. E il mercato del lavoro oggi offre molte opportunità: chi è giovane può permettersi di guardarsi intorno. Dall’altra, quel numero «ci deve far riflettere come imprese prima di tutto».</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2"></div>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont left">
<figure class="zoom-gallery new libera left">
<p><figure style="width: 134px" class="wp-caption alignleft"><a title="Maria Anghileri, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/10/26/photos/turnover-dei-giovani-fallimento-o-normalita-la-lettura-di-anghileri_64fb1f72-d153-11f1-8d75-68f8fc95c125_1920_2880.jpg" data-credits="Foto Gian Vittorio Frau" data-title="Maria Anghileri, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria"><img decoding="async" class="lozad" title="Maria Anghileri, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/10/26/photos/cache/turnover-dei-giovani-fallimento-o-normalita-la-lettura-di-anghileri_64fb1f72-d153-11f1-8d75-68f8fc95c125_1920_2880_v3_medium_libera.jpg" alt="Turnover dei giovani, fallimento o normalità? La lettura di Anghileri" width="134" height="201" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/10/26/photos/cache/turnover-dei-giovani-fallimento-o-normalita-la-lettura-di-anghileri_64fb1f72-d153-11f1-8d75-68f8fc95c125_1920_2880_v3_medium_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Maria Anghileri, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria (Foto di Foto Gian Vittorio Frau)</figcaption></figure></figure>
</div>
</div>
<div id="scroll2" class="article-body">
<h3>La vita è una sola</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Il punto principale, per Anghileri, è uno: «Oggi un giovane non distingue la vita dal lavoro». E ancora: «La vita è una sola». Dentro quella vita il lavoro deve trovare il suo posto accanto alle aspettative e al talento di ciascuno, ma anche alla famiglia e alle amicizie. Il vero nodo è qui. Un’offerta che chiede di sacrificare tutto il resto, per quanto ben pagata, rischia di non reggere. Al contrario, un’azienda che riconosce questo equilibrio parte avvantaggiata. Per molto tempo il lavoro è stato il centro attorno a cui organizzare tutto il resto. Per un ventenne di oggi è un pezzo di un progetto più ampio. Se il pezzo non si incastra, si cambia.</p>
</div>
<div id="scroll3" class="article-body">
<h3>Cosa può fare l’azienda</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Il turnover, allora, non va letto solo come scarsa fedeltà. È un’informazione. Ogni giovane che se ne va dice qualcosa su come l’azienda si inserisce, o non si inserisce, nella sua vita.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Le leve sono concrete. Parlarne presto, già al colloquio e nei primi mesi: chiedere che cosa conta fuori dall’ufficio, dagli orari agli spostamenti, dallo sport alla famiglia. Dove il lavoro lo consente, offrire flessibilità. Dove non lo consente, come nei reparti produttivi e nei turni, garantire almeno orari prevedibili e rispettati. E ascoltare: con colloqui periodici con chi resta, con colloqui di uscita fatti sul serio con chi va. Conta anche il percorso. Un giovane che vede dove può arrivare, e in quanto tempo, ha un motivo in più per restare. Uno che non lo vede, a vent’anni, va a cercarlo altrove.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Trattenere è uno dei quattro pilastri su cui l’Osservatorio Delta Index misura l’attrattività delle imprese verso la Gen Z. Ed è quello dove il dato Zucchetti pesa di più. Il turnover non sparirà: a vent’anni si cambia. Ma la differenza tra un’uscita fisiologica e una perdita evitabile la fa l’azienda.</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/turnover-dei-giovani-fallimento-o-normalita-la-lettura-di-anghileri/">VIDEO &#8211; Maria Anghileri (Confindustria Giovani): «Turnover dei giovani, fallimento o normalità?» La lettura di Anghileri</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.deltaindex.it/journal/turnover-dei-giovani-fallimento-o-normalita-la-lettura-di-anghileri/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da qui al 2030, più che crescere le aziende sostituiranno chi è in uscita</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/da-qui-al-2030-piu-che-crescere-le-aziende-sostituiranno-chi-e-in-uscita/</link>
					<comments>https://www.deltaindex.it/journal/da-qui-al-2030-piu-che-crescere-le-aziende-sostituiranno-chi-e-in-uscita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 10:49:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAPITALE UMANO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=10541</guid>

					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. Il rapporto con le previsioni Inapp-Prometeia: servono 3,5 milioni di lavoratori, ma i giovani calano. Per le imprese il passaggio di testimone è un’urgenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/da-qui-al-2030-piu-che-crescere-le-aziende-sostituiranno-chi-e-in-uscita/">Da qui al 2030, più che crescere le aziende sostituiranno chi è in uscita</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Da qui al 2030 le imprese italiane avranno bisogno di circa 3,5 milioni di lavoratori. Sembra il segnale di un’economia in espansione. Purtroppo non lo è. Quasi quattro assunzioni su cinque serviranno a coprire i posti lasciati liberi da chi va in pensione, cambia lavoro o si trasferisce: oltre 2,7 milioni di sostituzioni, contro circa 740 mila posti davvero nuovi.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2">Sono le previsioni dello «Scenario di medio termine per l’economia e l’occupazione», il rapporto curato da Maria Grazia Mereu per l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp) con Prometeia, pubblicato recentemente. Non sono rilevazioni, ma stime costruite con modelli econometrici sulle informazioni disponibili. L’Osservatorio Delta Index le ha lette con il proprio focus verticale: che cosa significano per un’azienda che deve rinnovare l’organico puntando sui giovani.</div>
</div>
<div id="scroll1" class="article-body">
<h3>Il nodo dei tecnici</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Il dato più netto riguarda le figure su cui si regge la manifattura. Per le professioni tecniche, per artigiani, operai specializzati e agricoltori e per i conduttori di impianti, secondo le previsioni il fabbisogno sarà interamente di sostituzione: i posti nuovi saranno zero o in calo. Eppure serviranno circa 460mila tecnici, 262mila tra artigiani, operai specializzati e agricoltori, 185mila conduttori di impianti e macchinari. Oltre 900mila persone, solo per non lasciare vuote le postazioni di chi esce.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2"></div>
</div>
<div class="article-body">
<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a title="None" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/10/26/photos/2030-piu-che-crescere-le-aziende-sostituiranno-chi-e-in-uscita_b829915e-d128-11f1-8d75-68f8fc95c125_1920_1752.jpg"><img decoding="async" class="lozad" title="None" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/10/26/photos/cache/2030-piu-che-crescere-le-aziende-sostituiranno-chi-e-in-uscita_b829915e-d128-11f1-8d75-68f8fc95c125_1920_1752_v3_large_libera.jpg" alt="2030, più che crescere le aziende sostituiranno chi è in uscita" width="100%" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/10/26/photos/cache/2030-piu-che-crescere-le-aziende-sostituiranno-chi-e-in-uscita_b829915e-d128-11f1-8d75-68f8fc95c125_1920_1752_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a></figure>
<p>I numeri complessivi lo rendono ancora più chiaro. I tecnici in Italia erano 4 milioni e 531mila nel 2024 e saranno 4 milioni e 508mila nel 2030: di fatto gli stessi. Artigiani, operai specializzati e agricoltori scenderanno da 3 milioni e 705mila a 3 milioni e 567mila. Reparti che non si allargano, ma che andranno ripopolati.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Per un imprenditore il messaggio è semplice. Il reparto non crescerà, ma andrà rifatto quasi da capo. Chi oggi governa una linea, programma una macchina o coordina una squadra ha accumulato anni di esperienza. Quando uscirà, porterà con sé un sapere che nessun annuncio di lavoro può comprare già pronto.</p>
</div>
<div id="scroll2" class="article-body">
<h3>Meno giovani in arrivo</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Il problema è che dall’altra parte della porta ci sono sempre meno persone. Secondo il rapporto la forza lavoro italiana diminuirà da qui al 2030, soprattutto per il calo dei 15-24enni e delle età centrali. L’unica fascia in crescita sarà quella tra 55 e 64 anni: proprio quella che si avvicina all’uscita.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Nello stesso periodo la disoccupazione è prevista in discesa dal 7,8% del 2023-2024 al 6,2% del 2030. Tradotto: meno candidati disponibili, più aziende a contenderseli. Un mercato più stretto, in cui sempre più spesso è il candidato a scegliere.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Cambierà anche il profilo di chi bussa alla porta. I laureati passeranno da poco più del 23% della forza lavoro nel 2022 a circa il 28% nel 2030. Giovani più istruiti, ma meno numerosi, e proprio per questo più selettivi.</p>
</div>
<div class="half-story" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="30411">Ed è proprio il diploma il titolo su cui si giocherà la partita più grande: circa 1,56 milioni dei 3,5 milioni di lavoratori necessari, richiesti soprattutto per sostituire. Seguono i laureati, circa 1,33 milioni, dove pesano di più le professioni nuove. Per chi ha al massimo la licenza media il fabbisogno, circa 613mila persone, nasce solo dalle uscite.</div>
<div id="scroll3" class="article-body">
<h3>Dove nascono i posti nuovi</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>I posti aggiuntivi, quei 740mila, si concentreranno altrove: nelle professioni intellettuali e scientifiche, nel commercio e nei servizi, nelle mansioni non qualificate. Le dinamiche più sostenute riguardano le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, dove tra sostituzioni e posti nuovi serviranno ogni anno quasi 5 occupati ogni 100 già presenti. Seguono ingegneri, architetti, specialisti delle scienze della vita e delle tecnologie digitali. Qui i giovani laureati avranno più scelta, e le aziende più concorrenti.</p>
</div>
<div id="scroll4" class="article-body">
<h3>La Lombardia corre di più</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>In Lombardia la pressione sarà più forte. Il modello stima tra il 2025 e il 2030 una crescita dell’occupazione dell’1,9%, contro l’1,7% della media italiana. I servizi aumenteranno del 3,2%, l’industria del 2%, mentre le costruzioni perderanno il 10,9% degli occupati: una frenata comune a tutte le regioni, che sconta la fine degli incentivi fiscali sulla casa e l’esaurirsi della spinta del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) entro il 2027. Nel 2030 la regione produrrà il 23,2% del valore aggiunto italiano, più dell’intero Mezzogiorno, che si fermerà poco sopra il 22%.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Per le imprese lombarde significa sommare due domande: quella di chi va sostituito e quella di chi serve per crescere. Con un bacino di giovani che non si allarga.</p>
</div>
<div id="scroll5" class="article-body">
<h3>Il tempo dell’affiancamento</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>È qui che le previsioni diventano una questione di organizzazione. Se gran parte delle assunzioni dei prossimi anni servirà a sostituire, il momento decisivo non è il giorno in cui il lavoratore esperto esce, ma gli anni che lo precedono. Un giovane assunto quando il senior ha già svuotato la scrivania trova un posto, non un mestiere. E il passaggio non si improvvisa in qualche settimana: in molti mestieri tecnici servono anni perché un giovane diventi autonomo.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Nel lavoro dell’Osservatorio Delta Index con le aziende il punto emerge spesso: la fatica non sta solo nel trovare i giovani, ma nell’inserirli in tempo e nel dare loro qualcuno da cui imparare. Un ragazzo della Generazione Z che entra in azienda vuole capire che cosa sta imparando e dove lo porterà. Un affiancamento chiaro, con un esperto che ha tempo e mandato per insegnare, risponde a entrambe le domande. Ed è anche uno dei modi più efficaci per trattenerlo: chi sente di crescere ha meno motivi per guardarsi intorno.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Il primo passo è quasi banale: guardare l’età delle persone reparto per reparto e chiedersi chi uscirà nei prossimi cinque anni, con quali competenze, e chi oggi sarebbe in grado di raccoglierle.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Dove la risposta è nessuno, l’assunzione di un giovane non può aspettare, e va programmata con lo stesso anticipo con cui si pianifica l’acquisto di un macchinario. Il ricambio non è un progetto per il futuro: è già un’urgenza.</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/da-qui-al-2030-piu-che-crescere-le-aziende-sostituiranno-chi-e-in-uscita/">Da qui al 2030, più che crescere le aziende sostituiranno chi è in uscita</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.deltaindex.it/journal/da-qui-al-2030-piu-che-crescere-le-aziende-sostituiranno-chi-e-in-uscita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
