C’è un momento, spesso silenzioso, in cui un’azienda capisce di essere arrivata a un bivio. Non perché manchino gli ordini o il mercato rallenti, ma perché iniziano a mancare le persone giuste, o perché quelle che arrivano se ne vanno presto, senza fare rumore.

È una lettura che intercetta con precisione i temi emersi dall’Osservatorio Delta Index. Il rapporto tra aziende e Generazione Z non si inceppa per un problema di motivazione o di «atteggiamento» dei giovani, ma per un difetto di progetto. Molte imprese continuano a cercare giovani adattabili a modelli organizzativi pensati per altri tempi, senza interrogarsi davvero su che cosa stanno offrendo in termini di crescita, apprendimento, senso del lavoro.
La Generazione Z, in questo scenario, non chiede scorciatoie. Chiede chiarezza. Chiede di capire che lavoro farà, come crescerà, quali competenze potrà sviluppare. Tonani non indulge in idealizzazioni generazionali, ma riconosce ai giovani una qualità spesso sottovalutata: la capacità di leggere i contesti. Le aziende incoerenti vengono intercettate rapidamente. E abbandonate altrettanto in fretta.
Un altro elemento centrale è il rapporto tra impresa e territorio. Nel libro emerge con forza l’idea che il futuro del lavoro non si costruisce dentro i confini aziendali, ma in un ecosistema che coinvolge scuola, formazione, istituzioni. Quando questo dialogo manca, il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro diventa strutturale. Ed è qui che il tema dell’orientamento, caro al Delta Index, assume una valenza strategica: senza relazioni stabili e continuative, l’incontro tra giovani e imprese resta episodico e inefficace.
«Costruire il futuro» non offre soluzioni preconfezionate. Ma lancia un messaggio netto: il tempo dell’attesa è finito. Le aziende che non ripensano oggi il loro modo di attrarre, formare e trattenere le persone rischiano di trovarsi domani senza giovani, prima ancora che senza competenze. Il futuro del lavoro non è una promessa lontana. È una scelta quotidiana. E riguarda, prima di tutto, le imprese.