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	<title>ORIENTAMENTO Archivi - Deltaindex</title>
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	<description>Business a misura di talenti</description>
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	<title>ORIENTAMENTO Archivi - Deltaindex</title>
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	<item>
		<title>Gen Z, il 90% crede ancora nel lavoro ma il 23,9% si perde prima a scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ORIENTAMENTO. La ricerca Censis-Fondazione Costruiamo il Futuro smonta il luogo comune dei ragazzi disillusi. Il problema si pone quando la scuola non riesce a orientare e così la distanza dal futuro si allarga</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/gen-z-il-90-crede-ancora-nel-lavoro-ma-il-239-si-perde-prima-a-scuola/">Gen Z, il 90% crede ancora nel lavoro ma il 23,9% si perde prima a scuola</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Non hanno voglia di lavorare. Oppure sì, ma solo a certe condizioni: meno sacrificio, più tempo per sé, più attenzione al benessere. È questo il ritornello polarizzante che accompagna il racconto dei giovani italiani. Una chiave di lettura semplice, ripetuta, quasi automatica. Ma anche comoda. Perché sposta il problema alla fine del percorso, sul lavoro, quando il nodo vero potrebbe stare molto prima.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2">Prima del lavoro c’è la scuola. E soprattutto c’è il modo in cui la scuola riesce – o non riesce – a rendere visibile il futuro. È da qui che conviene partire per leggere «Senso della scuola, senso del lavoro», la prima rilevazione dell’Osservatorio Iride nato dalla collaborazione tra la Fondazione Costruiamo il Futuro ETS e il Censis. Una ricerca che guarda il sistema educativo con gli occhi dei ragazzi. E quello che emerge è meno rassicurante del previsto: non siamo davanti a una generazione disimpegnata, ma a una generazione che fatica a dare senso al percorso che dovrebbe accompagnarla verso il lavoro.</div>
</div>
<div id="scroll1" class="article-body">
<h3>Una scelta da costruire</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>I dati raccontano tutt’altro che una fuga dal lavoro. Il 90% dei giovani dice di voler trovare un lavoro che ama, l’89% punta al successo professionale, l’88% a una vita soddisfacente. Il lavoro resta centrale, ma cambia posizione: non è più un destino da accettare, è una scelta da costruire. Non a caso la ricerca descrive ragazzi insieme ottimisti e preoccupati, fiduciosi e incerti, ben lontani dallo stereotipo dei «bamboccioni».</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2">Il punto di svolta sta qui. Alla domanda se la scuola prepari al mondo futuro, il 18,4% risponde «molto» e il 53,3% «abbastanza». Ma il 22,8% dice «poco» e il 5,5% «per niente». In altre parole, oltre un giovane su quattro non si sente preparato ad affrontare il futuro. Non è il lavoro a essere in discussione, ma il percorso che dovrebbe renderlo comprensibile. Ed è proprio in questa fascia più critica che si concentrano i segnali di rottura: il 60,3% pensa che la vita vera sia fuori dalle mura scolastiche, il 55,4% vive la scuola come troppo stressante e competitiva, il 46,1% si sente disorientato rispetto a un futuro incerto, il 42,6% la considera noiosa.</div>
</div>
<div class="article-body">
<p>Ciò accade mentre i giovani continuano a investire nello studio. Il 68,7% vuole proseguire la formazione, contro il 31,3% che preferirebbe lavorare subito. Non solo: per il 49,6% diploma o qualifica rappresentano il requisito minimo per trovare lavoro, mentre un ulteriore 38,1% ritiene necessario continuare a studiare. Solo una minoranza considera il titolo un semplice «pezzo di carta». Il punto, quindi, non è la perdita di valore dello studio, ma la sua difficoltà crescente a tradursi in prospettive concrete. E infatti il 76,3% degli studenti dice che, potendo tornare indietro, rifarebbe la stessa scuola: segno che la legittimazione della scuola regge, ma non basta più da sola a orientare il dopo.</p>
</div>
<div class="half-story" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="28534"></div>
<div class="article-body">
<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a title="None" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/3/30/photos/gen-z-il-90-crede-ancora-nel-lavoroma-il-239-si-perde-prima-a-scuola_39262866-2c11-11f1-84d6-ff427df3aa91_1920_1747.png"><img decoding="async" class="lozad" title="None" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/3/30/photos/cache/gen-z-il-90-crede-ancora-nel-lavoroma-il-239-si-perde-prima-a-scuola_39262866-2c11-11f1-84d6-ff427df3aa91_1920_1747_v3_large_libera.png" alt="Gen Z, il 90% crede ancora nel lavoroma il 23,9% si perde prima a scuola" width="100%" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/3/30/photos/cache/gen-z-il-90-crede-ancora-nel-lavoroma-il-239-si-perde-prima-a-scuola_39262866-2c11-11f1-84d6-ff427df3aa91_1920_1747_v3_large_libera.png" data-loaded="true" /></a></figure>
</div>
<div id="scroll2" class="article-body">
<h3>Ancora troppe gerarchie culturali</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Il sistema educativo continua però a orientare più per gerarchie culturali che per opportunità reali. Oltre la metà degli studenti sceglie il liceo, mentre tecnici e professionali restano indietro. Negli ultimi vent’anni i licei sono saliti dal 41,5% al 52,4%, mentre i professionali sono scesi dal 23,8% al 15,3%. È una distribuzione che non segue la domanda del mercato del lavoro, che continua a richiedere competenze tecniche. Il risultato è un disallineamento strutturale. Questo squilibrio si costruisce molto presto: tra chi esce dalle medie con 10 e lode, il 94% sceglie il liceo; tra chi esce con 6, solo il 18,7% va al liceo, mentre il 43,5% finisce nei tecnici e il 37,8% nei professionali. Più che orientamento, è una selezione implicita. Il paradosso è percorsi meno scelti sono spesso quelli più vicini al lavoro reale. Eppure restano meno attrattivi, alimentando la distanza tra formazione e sistema produttivo. Anche quando si guarda al dopo-diploma il divario resta netto: si immatricola all’università il 73,8% dei diplomati liceali, contro il 34,3% dei tecnici e appena il 13,8% dei professionali. E tuttavia, tra chi arriva dai tecnici, la quota che sceglie percorsi Stem è persino più alta di quella dei liceali, 38,5% contro 30,7%. Segno che i percorsi tecnici non sono affatto secondari sul piano delle competenze strategiche, ma continuano a pagare un deficit di prestigio.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Questa distanza si riflette nel mercato del lavoro. In Italia il tasso di occupazione giovanile è del 34,4%, contro il 49,4% della media europea. I Neet (Not in Education, Employment or Training) sono il 15,2%, ben sopra l’11,1% Ue. Anche la disoccupazione giovanile resta elevata, intorno all’11,4%.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>E questa fragilità nasce prima del lavoro. Nasce dentro il sistema educativo. Lungo il percorso si perdono oltre 96 mila studenti, il 16,5% di una coorte. E la dispersione è fortemente diseguale: tra i 18-24enni con genitori poco istruiti gli early leavers arrivano al 23,9%, mentre scendono all’1,6% tra chi ha almeno un genitore laureato. La scuola, quindi, non solo orienta poco, ma fatica anche a compensare le disuguaglianze di partenza.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Ma anche tra chi arriva alla fine emergono criticità pesanti. Quasi uno studente su due non raggiunge competenze adeguate in italiano e oltre la metà in matematica. Non è solo dispersione, è qualità del capitale umano.</p>
</div>
<div id="scroll3" class="article-body">
<h3>Fatica a immaginare il lavoro</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>In un Paese che invecchia e perde giovani, non è un dettaglio statistico: è un problema di produttività futura, di capacità di innovare, di tenuta del sistema. Emerge un quadro chiaro. I giovani non rifiutano il lavoro, ma faticano a immaginarlo. Studiano, ma raramente vedono dove la teoria prende forma. Le professioni restano lontane, i contesti produttivi poco conosciuti, i passaggi tra formazione e lavoro poco visibili. Così anche le scelte diventano più deboli. L’orientamento arriva tardi e resta spesso teorico. Ma costruire un’idea di lavoro richiede tempo, esposizione, esperienza. Il punto allora non è aggiungere un adempimento, ma ridurre una distanza: rendere il lavoro visibile dentro i percorsi educativi, costruire continuità tra scuola e realtà produttiva, anticipare il momento in cui i ragazzi iniziano a immaginarsi nel mondo. Non è solo una questione educativa. È una questione economica: è lì che si forma &#8211; o si indebolisce &#8211; il rapporto tra giovani, competenze e lavoro. A renderlo ancora più evidente è un ultimo scarto: nel 2024 gli early leavers italiani sono ancora il 9,8%, sopra la media Ue del 9,4%, mentre tra i giovani con genitori poco istruiti l’abbandono precoce sale al 23,9%. È qui che scuola, lavoro e disuguaglianze si intrecciano: la difficoltà di orientare non rallenta solo la transizione, ma allarga anche le distanze sociali.</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Un ragazzo su tre non ha mai visto un’azienda. Nuovi ponti tra orientatori e imprese</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/un-ragazzo-su-tre-non-ha-mai-visto-unazienda-nuovi-ponti-tra-orientatori-e-imprese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 09:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ORIENTAMENTO. Il 30% degli studenti non ha mai visitato un’azienda e oltre la metà conosce poco il tessuto produttivo del territorio. Dal convegno Asnor–Aidp nasce un’alleanza tra orientatori, imprese e istituzioni per costruire nuovi ponti tra scuola e lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/un-ragazzo-su-tre-non-ha-mai-visto-unazienda-nuovi-ponti-tra-orientatori-e-imprese/">Un ragazzo su tre non ha mai visto un’azienda. Nuovi ponti tra orientatori e imprese</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un ragazzo su tre non ha mai visto da vicino un’azienda. </strong>Non ci ha mai messo piede. Non ha mai visto come si lavora dentro un capannone, un ufficio, una linea di produzione. Non ha mai parlato con chi ogni giorno progetta, vende, costruisce. E poi ci chiediamo perché il lavoro, per molti giovani, resta un mistero. È da questa distanza concreta tra scuola e imprese che è partita la riflessione del convegno <strong data-start="699" data-end="751">«Scuola e lavoro: costruire ponti per il futuro»</strong>, ospitato all’Auditorium Olmi di Bergamo e promosso da <strong data-start="807" data-end="853">Asnor &#8211; Associazione nazionale orientatori</strong>, in collaborazione con <strong data-start="877" data-end="895">Aidp Lombardia</strong> e con il patrocinio della <strong data-start="922" data-end="946">Provincia di Bergamo</strong>.</p>
<p>L’incontro ha riunito orientatori, dirigenti scolastici, responsabili delle risorse umane e rappresentanti delle istituzioni per discutere uno dei nodi più complessi del mercato del lavoro contemporaneo: <strong>il rapporto tra sistema educativo e mondo produttivo</strong>. Ad aprire i lavori è stato Paolo Motta del Gruppo Bergamo di Aidp Lombardia e a fare da filo conduttore dell’iniziativa è stata <strong>Helga Ogliari</strong>, organizzatrice dell’evento e figura che rappresenta simbolicamente il punto di contatto tra i due mondi, essendo attiva sia nella comunità degli orientatori sia in quella dei responsabili HR. «La transizione dalla scuola al lavoro &#8211; ha spiegato &#8211; è una delle sfide più rilevanti del nostro tempo. Per affrontarla serve una visione condivisa e soprattutto una collaborazione concreta tra chi orienta i ragazzi e chi poi li accoglie nelle aziende».</p>
<figure id="attachment_9980" aria-describedby="caption-attachment-9980" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-9980 size-medium" src="https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560443-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" srcset="https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560443-300x217.jpg 300w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560443-1024x740.jpg 1024w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560443-768x555.jpg 768w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560443-1536x1109.jpg 1536w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560443-2048x1479.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-9980" class="wp-caption-text">I relatori della tavola rotonda</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le esperienze dal territorio</strong></h3>
<p>Nel corso della mattinata si sono alternati interventi che hanno portato il punto di vista delle istituzioni, della scuola e delle imprese. Sono intervenuti <strong>Pasquale Gandolfi e Umberto Valois</strong>, presidente e vicepresidente della Provincia di Bergamo, <strong>Annie Pontrandolfo</strong>, presidente nazionale Asnor, e <strong>Marco Vigini</strong>, vicepresidente Aidp Lombardia. Accanto a loro hanno portato la loro esperienza <strong>Pamela Mologni</strong> di Bergamo Sviluppo, <strong>Erminio Salcuni</strong>, vicedirettore di ABF, <strong>Claudia Caccia</strong>, coordinatrice della progettazione e dell’internazionalizzazione dell’Istituto Paleocapa, <strong>Raffaella Donghi</strong>, CFO di Sangalli Spa, <strong>Laura Nember</strong>, senior educational specialist Lombardia di Gi Group, e <strong>Paolo Ferrari</strong>, founder e ceo di Skillherz e Delta Index.  Tra gli interventi più significativi anche quello di <strong>due studentesse diplomate all’Istituto tecnico Paleocapa di Bergamo</strong>, che hanno portato la loro esperienza diretta di passaggio dalla scuola al lavoro. Nel loro racconto è emerso con chiarezza quanto gli incontri con le aziende organizzati durante il percorso scolastico abbiano inciso sulle scelte successive. Le visite aziendali, i momenti di confronto con imprenditori e professionisti e le esperienze di contatto con il mondo produttivo hanno permesso loro di <strong>capire concretamente come funzionano le imprese e quali professioni esistono</strong>, rendendo molto più consapevole l’ingresso nel mondo del lavoro. Una testimonianza semplice ma efficace, che ha dato volto umano a un tema spesso affrontato solo attraverso numeri e analisi.</p>
<h3><strong>I dati che spiegano il problema</strong></h3>
<p>Proprio quei numeri aiutano a capire perché esperienze come quella raccontata dalle studentesse non siano ancora così diffuse. A margine del convegno sono stati presentati infatti alla stampa alcuni <strong>dati inediti raccolti dall’Osservatorio Delta Index su oltre 600 studenti</strong>, che fotografano la distanza tra giovani e sistema produttivo.</p>
<p>Il primo dato è emblematico: <strong>il 30% degli studenti non ha mai visitato un’azienda</strong>.</p>
<p>Un altro <strong>33% l’ha fatto una sola volta</strong>, mentre solo il resto ha avuto più occasioni di entrare in contatto diretto con il mondo produttivo.</p>
<p>Non sorprende quindi un secondo indicatore: <strong>oltre la metà degli studenti dichiara di conoscere poco il tessuto economico produttivo del proprio territorio</strong>. Il <strong>52,5% afferma di conoscerlo poco</strong>, mentre il <strong>13,1% per niente</strong>.</p>
<p>Numeri che si collegano direttamente alle riflessioni emerse durante la mattinata: se i ragazzi non entrano mai nelle aziende, difficilmente possono immaginare quali professioni esistano e quali opportunità offrano. Alla domanda su chi dovrebbe aiutarli a conoscere meglio il mondo delle imprese, le risposte degli studenti restituiscono una fotografia significativa.</p>
<p>Il <strong>29% indica la scuola</strong>, il <strong>19% le istituzioni</strong>, il <strong>18% le aziende</strong>.</p>
<p>Ma la risposta più interessante è un’altra: <strong>il 33% dei ragazzi ritiene che tutte queste realtà debbano lavorare insieme</strong>. Una sintesi quasi perfetta del senso del convegno. Il passaggio dalla scuola al lavoro, infatti, non può essere gestito da un solo attore: richiede <strong>una responsabilità condivisa tra sistema educativo, istituzioni e mondo produttivo</strong>.</p>
<h3><strong>Il corridoio tra scuola e impresa</strong></h3>
<p>In questo scenario si inserisce il brand <strong>Skillherz</strong>, sviluppato da <strong>Edoomark</strong>, che rappresenta uno degli strumenti pensati per mettere in relazione diretta studenti e imprese. Se l’Osservatorio <strong>Delta Index</strong> analizza il rapporto tra aziende e Generazione Z dal punto di vista delle imprese, <strong>Skillherz lavora invece direttamente con i ragazzi</strong>, accompagnandoli nella scoperta del lavoro. A raccontarlo durante il convegno è stato <strong>Paolo Ferrari</strong>, founder e ceo di Skillherz e Delta Index. «Quando si parla di mismatch tra domanda e offerta di lavoro &#8211; ha spiegato &#8211; si pensa subito alle competenze. Ma spesso il problema nasce molto prima: <strong>i ragazzi non conoscono il lavoro</strong>». Ferrari ha raccontato ciò che accade spesso negli incontri di orientamento con gli studenti. «Quando chiediamo cosa vogliono fare da grandi, le risposte sono quasi sempre legate alle professioni più visibili, quelle che vedono sui social o nei media. Ma quando iniziamo a raccontare cosa succede dentro le aziende del territorio, molti scoprono per la prima volta mestieri e tecnologie che non avevano mai immaginato».</p>
<figure id="attachment_9981" aria-describedby="caption-attachment-9981" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-9981 size-medium" src="https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560445-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" srcset="https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560445-300x267.jpg 300w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560445-1024x910.jpg 1024w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560445-768x683.jpg 768w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560445-1536x1366.jpg 1536w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560445-2048x1821.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-9981" class="wp-caption-text">Paolo Ferrari, ceo di Skillherz e Delta Index</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo il nodo dell’orientamento non riguarda solo la scelta del percorso di studi, ma <strong>la possibilità di incontrare concretamente il lavoro</strong>. «Se un ragazzo non entra mai in azienda &#8211; ha aggiunto Ferrari &#8211; difficilmente potrà immaginarsi dentro quel mondo. Il nostro compito è costruire quel corridoio tra scuola e impresa che oggi spesso manca». Un corridoio fatto di incontri, testimonianze, visite aziendali e esperienze dirette. Ogni anno, attraverso i progetti di orientamento di Skillherz, vengono coinvolti <strong>oltre 20 mila studenti e più di 310 classi</strong>, con percorsi che mettono i giovani in relazione diretta con le imprese del territorio. «Quando i ragazzi entrano davvero in azienda &#8211; ha concluso Ferrari &#8211; succede qualcosa di semplice ma decisivo: il lavoro smette di essere un’idea astratta e diventa una possibilità concreta».</p>
<h3><strong>Prima delle competenze servono esperienze</strong></h3>
<p>Il confronto di Bergamo ha messo in evidenza un punto spesso trascurato nel dibattito sul lavoro giovanile. Prima delle competenze servono <strong>esperienze</strong>. Prima del curriculum serve <strong>la conoscenza del lavoro</strong>. E prima ancora delle politiche occupazionali serve <strong>un incontro reale tra chi orienta i giovani e chi li accoglierà nelle aziende</strong>. Solo così quei ponti evocati nel titolo del convegno possono diventare strutture solide. Perché il lavoro, per essere scelto, deve prima di tutto essere <strong>visto da vicino</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/un-ragazzo-su-tre-non-ha-mai-visto-unazienda-nuovi-ponti-tra-orientatori-e-imprese/">Un ragazzo su tre non ha mai visto un’azienda. Nuovi ponti tra orientatori e imprese</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Guidati da Skillherz gli studenti in formazione sul set con troupe e attori professionisti</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/guidati-da-skillherz-gli-studenti-in-formazione-sul-set-con-troupe-e-attori-professionisti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 09:04:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=9913</guid>

					<description><![CDATA[<p>ORIENTAMENTO. Dalla Formazione scuola lavoro al set di un vero cortometraggio: con Skillherz gli studenti entrano in un contesto produttivo reale, affiancando professionisti del cinema e sperimentando sul campo competenze trasversali oggi decisive per l’ingresso nel mondo del lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/guidati-da-skillherz-gli-studenti-in-formazione-sul-set-con-troupe-e-attori-professionisti/">Guidati da Skillherz gli studenti in formazione sul set con troupe e attori professionisti</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Accanto alla troupe di Oki Doki Film, al regista Beppe Tufarulo e agli attori Giorgio Marchesi e Antonia Fotaras, che hanno girato il cortometraggio «Le Faremo Sapere», ora nella shortlist 2026 del Premio David di Donatello, c’era anche un gruppo selezionato di studenti delle superiori che aveva partecipato alla Formazione scuola lavoro gestita da <strong class="gsto">Skillherz</strong> all’interno del <strong class="gsto">progetto «Settima Arte» di Oriocenter</strong>. Non si è trattato di una simulazione né di un laboratorio creativo fine a sé stesso. Il progetto ha inserito i ragazzi in un contesto produttivo vero, dove le decisioni hanno conseguenze e il lavoro di ciascuno incide sul risultato finale.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<h3 class="position2">Le competenze si sviluppano in ambienti reali</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>«È solo quando i giovani entrano in ambienti reali che emergono competenze che a scuola restano invisibili», sottolinea <strong class="gsto">Paolo Maria Ferrari, ideatore del brand Skillherz</strong>. «Collaborazione, gestione dello stress, capacità di ascolto e di adattamento non si insegnano a parole: si sperimentano». Il progetto «Settima Arte», sviluppato per Oriocenter, nasce proprio con questo obiettivo: far vivere</p>
<figure style="width: 165px" class="wp-caption alignleft"><a title="Paolo Ferrari, founder di Skillherz" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/2/9/photos/guidati-da-skillherz-studenti-sul-set-con-troupe-e-attori-professionisti_368a2bd6-0595-11f1-b4f3-33b1383bcd71_1920_2074.jpg" data-title="Paolo Ferrari, founder di Skillherz"><img decoding="async" class="lozad" title="Paolo Ferrari, founder di Skillherz" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/2/9/photos/cache/guidati-da-skillherz-studenti-sul-set-con-troupe-e-attori-professionisti_368a2bd6-0595-11f1-b4f3-33b1383bcd71_1920_2074_v3_medium_libera.jpg" alt="Paolo Ferrari, founder di Skillherz" width="165" height="178" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/2/9/photos/cache/guidati-da-skillherz-studenti-sul-set-con-troupe-e-attori-professionisti_368a2bd6-0595-11f1-b4f3-33b1383bcd71_1920_2074_v3_medium_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Paolo Ferrari, founder di Skillherz</figcaption></figure>
<p>ai ragazzi un’esperienza che non li prepara a «fare cinema», ma a confrontarsi con le logiche del lavoro. Orari, vincoli, imprevisti, responsabilità condivise. Elementi che trasformano un’attività formativa in una palestra di competenze trasversali, oggi sempre più richieste dalle imprese.</p>
</div>
<h3 data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="37971">Il contributo creativo e organizzativo dei ragazzi</h3>
<div class="article-body">
<p>Osservando il comportamento degli studenti sui set, è emersa una consapevolezza ulteriore. «Quando ai ragazzi viene data fiducia e uno spazio autentico, il loro contributo non è solo creativo, ma anche organizzativo &#8211; spiega Ferrari -. Non sono spettatori: diventano parte del processo».</p>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont left">
<p class="zoom-gallery new libera left">Da qui la scelta di coinvolgere alcuni studenti selezionati nella produzione del cortometraggio, affiancando professionisti del settore in una vera esperienza di lavoro estivo. Il risultato, misurabile anche nei riconoscimenti ottenuti dal film, è solo una parte della storia. Quella più rilevante riguarda il metodo. Skillherz dimostra che l’incontro tra giovani e imprese funziona quando è progettato, guidato e inserito in contesti reali.</p>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/guidati-da-skillherz-gli-studenti-in-formazione-sul-set-con-troupe-e-attori-professionisti/">Guidati da Skillherz gli studenti in formazione sul set con troupe e attori professionisti</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il 33% dei diplomati è disorientato. Scuola e lavoro ancora distanti</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti/</link>
					<comments>https://www.deltaindex.it/journal/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 09:13:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. Tra scelte in famiglia e iniziative improvvisate, l’orientamento dei giovani non regge. Colombo (Adapt): «Senza comunità formative vere, i ragazzi restano soli davanti a decisioni fondamentali»</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti/">Il 33% dei diplomati è disorientato. Scuola e lavoro ancora distanti</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Il dato più netto è anche il più spiazzante: in Lombardia un diplomato su tre non ha le idee chiare sul proprio futuro professionale. Non è una fotografia marginale, ma il segnale di una frattura profonda tra scuola, lavoro e aspettative delle nuove generazioni. È da qui che prende avvio la ricerca «Orientare i talenti. Dati, strumenti, esperienze e prospettive», realizzata da Fondazione Adapt, che mette nero su bianco una verità ormai difficile da ignorare: l’orientamento non può più essere un momento isolato, né un adempimento formale, ma una vera infrastruttura strategica per il futuro del Paese.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2"><strong class="gsto">Il disorientamento che colpisce il 33,2% dei diplomati del Nord-Ovest è il prodotto di una concatenazione di fattori strutturali</strong>. Da un lato, un sistema educativo che continua a privilegiare la trasmissione dei saperi rispetto alla capacità di aiutare gli studenti a leggere se stessi; dall’altro, un mercato del lavoro che evolve rapidamente e rende sempre più difficile immaginare traiettorie lineari. La ricerca evidenzia come oltre il 40% dei giovani dichiari di aver scelto il proprio percorso formativo senza una reale conoscenza delle opportunità professionali a esso collegate, mentre quasi uno su tre afferma di essersi basato soprattutto su indicazioni familiari.</div>
</div>
<div class="article-body">
<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/1/7/photos/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti_de6bf20c-eba6-11f0-b2fc-f9785b85cf98_1920_1952.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad alignright" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/1/7/photos/cache/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti_de6bf20c-eba6-11f0-b2fc-f9785b85cf98_1920_1952_v3_medium_libera.jpg" width="555" height="565" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/1/7/photos/cache/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti_de6bf20c-eba6-11f0-b2fc-f9785b85cf98_1920_1952_v3_medium_libera.jpg" data-loaded="true" /></a></figure>
</div>
<div id="scroll1" class="article-body">
<h3>Percorsi inefficaci</h3>
</div>
<div class="article-body">«L’orientamento oggi è ancora troppo debole e frammentato», sottolinea <strong class="gsto">Matteo Colombo, presidente di Fondazione Adapt,</strong> «e spesso non riesce a dare ai ragazzi uno sguardo d’insieme che li aiuti a capire come si arriva a certe criticità». A pesare è anche la debolezza dei servizi. Un giovane su quattro segnala l’assenza o l’inefficacia dell’orientamento ricevuto durante il percorso scolastico e formativo. Quando presente, si concentra spesso in momenti sporadici, scollegati dal resto dell’esperienza educativa. «Dobbiamo superare l’idea di un orientamento puramente teorico &#8211; afferma Colombo -. Serve passare a un orientamento esperienziale, basato sulla conoscenza diretta delle realtà formative e professionali, dentro vere comunità formative».</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2"></div>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont left">
<figure class="zoom-gallery new libera left"><a title="Matteo Colombo, presidente Fondazione Adapt" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/1/7/photos/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti_e00117be-eba6-11f0-b2fc-f9785b85cf98_1920_1280.jpg" data-title="Matteo Colombo, presidente Fondazione Adapt"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad" title="Matteo Colombo, presidente Fondazione Adapt" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/1/7/photos/cache/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti_e00117be-eba6-11f0-b2fc-f9785b85cf98_1920_1280_v3_large_libera.jpg" alt="Matteo Colombo, presidente Fondazione Adapt" width="323" height="215" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/1/7/photos/cache/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti_e00117be-eba6-11f0-b2fc-f9785b85cf98_1920_1280_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption>Matteo Colombo, presidente Fondazione Adapt</figcaption></figure>
</div>
<p>Il contesto demografico rende questo scenario ancora più critico. Nei prossimi decenni la popolazione attiva italiana è destinata a ridursi di circa il 35%, passando da 37,3 a 24,4 milioni di persone; in Lombardia la contrazione prevista è del 21%. Eppure, entro il 2029, nella sola regione saranno richiesti 682.800 nuovi lavoratori, soprattutto nei servizi alle imprese, nell’industria manifatturiera e nei servizi alla persona. Quasi la metà delle posizioni riguarderà profili tecnici e professionali. «Siamo davanti a un paradosso evidente &#8211; osserva Colombo -. Da una parte le imprese non trovano competenze, dall’altra molti giovani faticano a scegliere. È il segno che l’orientamento non può essere lasciato al caso». Il mismatch produce effetti concreti: il 23% dei giovani occupati svolge un lavoro che non valorizza pienamente il proprio titolo di studio, mentre la sovraqualificazione convive con la carenza di profili tecnici. Anche le competenze digitali restano un nodo aperto: solo il 68,6% dei giovani possiede competenze almeno di base. «Il rischio &#8211; avverte Colombo &#8211; è che i ragazzi arrivino a pensare: “Questo percorso non fa per me, quindi mollo”. In realtà l’orientamento dovrebbe evitare proprio questo, offrendo alternative e accompagnando la crescita personale nel tempo».</p>
</div>
<div class="half-story" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="30546"></div>
<div id="scroll2" class="article-body">
<h3>Bassa istruzione terziaria</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Sul fronte dell’istruzione terziaria, l’Italia resta sotto la media europea, con il 31,6% di laureati tra i 25 e i 34 anni. La Lombardia sale al 35,2%, ma con forti divari territoriali. Milano supera il 45%, mentre altre province restano indietro. «Qui l’orientamento diventa anche una questione di equità &#8211; spiega Colombo &#8211; perché aiuta a rendere visibili opportunità che altrimenti resterebbero accessibili solo a chi ha più strumenti culturali e sociali».</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Nonostante le criticità, la Lombardia mostra indicatori positivi: tasso di occupazione giovanile al 42%, abbandono scolastico al 7,7%, dispersione implicita al 3,7%. Un contesto che può diventare un laboratorio avanzato. «L’orientamento non è una scelta individuale che riguarda solo i ragazzi &#8211; afferma Colombo . &#8211; È un investimento sul territorio in cui un’impresa si colloca e quindi sulla sostenibilità futura dell’impresa stessa. L’alternativa è una logica autoreferenziale che spinge i giovani a studiare altrove e poi a lavorare altrove».</p>
</div>
<div class="article-body">
<blockquote class="float-quote-article-cont">
<h3><span style="color: #0000ff;"><strong>«Senza bussola i ragazzi scambiano una difficoltà per un fallimento personale»</strong></span></h3>
</blockquote>
<p>Da qui il ruolo strategico delle aziende come attori educativi. La ricerca valorizza diverse best practice, tra cui il caso di Edison. Con il progetto Scuola Edison, l’azienda ha costruito percorsi strutturati di incontro con studenti e docenti, basati su laboratori, testimonianze e attività esperienziali sui temi dell’energia, della transizione ecologica e dell’innovazione. Un modello che interpreta l’orientamento come responsabilità condivisa. «Quando le imprese entrano nei percorsi di orientamento &#8211; sottolinea Colombo &#8211; contribuiscono a creare quella pari dignità tra i diversi percorsi formativi che è essenziale per aiutare i giovani a scegliere senza gerarchie precostituite».</p>
</div>
<div id="scroll3" class="article-body">
<h3>Servono strumenti per scegliere</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Accanto a Edison, emergono esperienze promosse da ITS Academy, associazioni datoriali e soggetti del terzo settore, accomunate dalla continuità nel tempo e dal forte radicamento territoriale. Sono iniziative che non si limitano a informare, ma permettono di sperimentare. «L’orientamento &#8211; ribadisce Colombo &#8211; non è un momento di scelta isolato, ma un percorso che dura nel tempo, attraversa più enti e accompagna le persone lungo tutta la vita». Il messaggio che emerge è netto: non esiste un percorso giusto in assoluto. «Dobbiamo rilanciare l’idea che non ci siano strade di serie A e di serie B &#8211; conclude Colombo -. Esistono percorsi più o meno coerenti con le persone. L’orientamento serve a dare strumenti per scegliere, per riorientarsi e per crescere». Perché, come emerge con forza dai dati e dalle esperienze raccontate, orientare non significa indicare una direzione dall’alto, ma camminare insieme, costruendo passo dopo passo un rapporto più solido tra persone, lavoro e territorio.</p>
</div>
<div id="scroll4" class="article-body">
<h2>Skillherz, il modello educativo</h2>
</div>
<div id="scroll5" class="article-body">
<h2>che coinvolge di più le aziende</h2>
</div>
<div class="article-body">
<p>Di fronte a un orientamento che in Italia continua a mostrarsi fragile, episodico e spesso scollegato dalla realtà produttiva, il nodo non è più solo quanto orientamento si fa, ma come lo si costruisce. I dati della ricerca di Fondazione Adapt lo dicono con chiarezza: un diplomato su tre non ha idee chiare sul proprio futuro professionale e molti giovani compiono scelte formative senza conoscere davvero gli sbocchi lavorativi. È il segnale di una distanza strutturale tra scuola e lavoro che non può essere colmata con eventi spot o testimonianze occasionali. In questo contesto si inserisce <strong class="gsto">Skillherz (società benefit Edoomark con Gruppo Sesaab e Odissea di Percassi), progetto interregionale di orientamento che ribalta l’impostazione tradizionale </strong>e prova a ricostruire il collegamento mancante partendo da un assunto semplice ma spesso rimosso dal dibattito pubblico: l’orientamento funziona solo se passa anche dalle imprese. Non come attori accessori o testimonial di una giornata, ma come parte integrante del processo educativo. Il modello Skillherz nasce proprio per superare la logica informativa, puntando su un approccio esperienziale e continuativo. Le NextGenFactory Skillherz sono spazi fisici in cui studenti e studentesse entrano in contatto diretto con il lavoro, incontrano aziende, professionisti e mestieri, osservano processi reali e comprendono come le competenze apprese a scuola si trasformano in attività concrete. Non si tratta di anticipare la selezione, ma di rendere visibile ciò che normalmente resta astratto. Skillherz lavora sulla costruzione di comunità formative territoriali, mettendo in rete scuole, imprese, enti di formazione e istituzioni. L’orientamento non è più un momento isolato, ma un percorso che accompagna i ragazzi nel tempo, aiutandoli a leggere se stessi, a conoscere le alternative e a riorientarsi quando necessario. Un punto centrale, soprattutto in un mercato del lavoro che non offre più traiettorie lineari. C’è poi un elemento che rende Skillherz particolarmente rilevante anche per le imprese. In un contesto segnato dal calo demografico e dalla crescente difficoltà di reperimento di profili tecnici e professionali, partecipare ai percorsi di orientamento significa investire sul proprio territorio e sulla sostenibilità futura del sistema produttivo. Le aziende diventano attori educativi, contribuendo a creare quella pari dignità tra i diversi percorsi formativi &#8211; tecnici, professionali, accademici- che è essenziale per scelte più consapevoli. Con i centri di Bergamo, Brescia, Lodi, Como, Lecco e Vicenza, Skillherz non propone scorciatoie ma un modello concreto per ridurre la distanza tra scuola e lavoro. Per maggiori informazioni <a href="http://www.skillherz.com/" target="_blank" rel="noopener">www.skillherz.com</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>«Qui i giovani si orientano al lavoro». Le imprese promuovono Skillherz</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 08:05:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=9377</guid>

					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. All’inaugurazione della Next Gen Factory di Bergamo presenti diverse aziende, tra le quali Percassi, Brembo e Zucchetti: «Questi percorsi aiutano la Gen Z a scegliere con maggior consapevolezza»</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz/">«Qui i giovani si orientano al lavoro». Le imprese promuovono Skillherz</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article__head"></div>
<div class="story">
<div class="article-body">
<p>Ripensare l’orientamento come un’esperienza reale di incontro, dialogo e scoperta. È il terreno su cui si muove Skillherz, il nuovo hub educativo promosso da Edoomark, impresa benefit bergamasca fondata e guidata da Paolo Ferrari, con il sostegno della holding «Odissea Srl» e «The Antonio Percassi Family Foundation» e la collaborazione del gruppo Sesaab, la società editrice de L’Eco di Bergamo.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2">L’obiettivo è costruire un ponte stabile tra scuola e mondo del lavoro attraverso le Next Gen Factory: qui i ragazzi si confrontano con le sfide reali delle aziende e imparano a lavorare in squadra, a risolvere problemi, a progettare. Le imprese, a loro volta, incontrano una generazione spesso sfuggente ma ricca di energia e creatività. È un modello che «accende il talento e amplifica il business», un ecosistema capace di coinvolgere 400 istituti scolastici e oltre 30mila studenti ogni anno, ponendo l’azienda come interlocutrice esclusiva del proprio settore sul territorio provinciale dove sorge il centro.</div>
</div>
<div class="article-body">
<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a title="Il centro Skillherz di Bergamo con ragazze e ragazzi impegnati nell’alternanza scuola-lavoro" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8952f370-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_1440.jpg" data-title="Il centro Skillherz di Bergamo con ragazze e ragazzi impegnati nell’alternanza scuola-lavoro"><img decoding="async" class="lozad" title="Il centro Skillherz di Bergamo con ragazze e ragazzi impegnati nell’alternanza scuola-lavoro" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/cache/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8952f370-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_1440_v3_large_libera.jpg" alt="Il centro Skillherz di Bergamo con ragazze e ragazzi impegnati nell’alternanza scuola-lavoro" width="100%" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/cache/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8952f370-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_1440_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption>Il centro Skillherz di Bergamo con ragazze e ragazzi impegnati nell’alternanza scuola-lavoro</figcaption></figure>
<p>All’inaugurazione dell’hub di Bergamo al piano terra di Palazzo Rezzara in viale Papa Giovanni XXIII 118 (ma ne seguiranno altri anche a Brescia, Como, Lecco, Lodi, Mantova e Milano in Lombardia e a Vicenza e Verona in Veneto) erano presenti venti aziende che si sono dimostrate molto interessate al progetto Skillherz. Dai loro commenti emerge una convinzione comune: serve più dialogo. «Le scuole sono fucine di passioni e talenti, essenziali per il futuro di una comunità &#8211; riconosce Antonio Placella, Talent Acquisition &amp; Employer Branding Manager di Brembo &#8211; ma le imprese possono giocare un ruolo cruciale nel far emergere questi talenti, costruendo un ponte solido, insieme al mondo della formazione, tra scuola e lavoro. In questo contesto, diventa sempre più importante promuovere modelli di orientamento innovativi, dove studenti e aziende collaborano per costruire percorsi condivisi. Questi percorsi aiutano le giovani generazioni a comprendere meglio il mondo del lavoro permettendo loro di scegliere con maggiore consapevolezza e fiducia il proprio futuro professionale».</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<h3 class="position2">Esperienze condivise</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>C’è poi il tema dell’incrocio tra domanda e offerta di competenze che deve passare da esperienze condivise, da luoghi in cui ragazzi e imprenditori si incontrino davvero. «La Generazione Z è sicuramente una delle più complesse da intercettare, ma anche una delle più stimolanti – sottolinea la Direzione Risorse umane del Gruppo Percassi –. Il vero nodo, oggi, è l’estrema frammentazione degli orientamenti formativi: tanti percorsi, pochi riferimenti concreti al mondo del lavoro. Questo crea incertezza nei ragazzi, che spesso non riescono a capire quale ruolo potrebbero davvero ricoprire in un’organizzazione come la nostra. Non per mancanza di capacità, ma per mancanza di una visione chiara del futuro. Il nostro impegno è prima di tutto culturale: cerchiamo di essere una guida. Non cerchiamo solo competenze, ma soprattutto voglia di crescere. Chi dimostra passione e spirito d’iniziativa può arrivare lontano».</p>
</div>
<div class="half-story" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="5754"></div>
<div class="article-body">
<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a title="Il centro Skillherz di Bergamo" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8a442be6-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_1440.jpg" data-title="Il centro Skillherz di Bergamo"><img decoding="async" class="lozad" title="Il centro Skillherz di Bergamo" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/cache/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8a442be6-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_1440_v3_large_libera.jpg" alt="Il centro Skillherz di Bergamo" width="100%" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/cache/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8a442be6-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_1440_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption>Il centro Skillherz di Bergamo</figcaption></figure>
</div>
<div id="scroll2" class="article-body">
<h3>Più dialogo tra imprese e scuola</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Una convinzione forte è che la relazione tra scuola e impresa non è semplice. Le aziende faticano ad avere contatti diretti con gli istituti e spesso si trovano di fronte a ragazzi disorientati. «Abbiamo solo il 16% di dipendenti della Generazione Z e vorremmo incrementarne la presenza – racconta Roberto Piazzalunga, People &amp; Organization Specialist di Telmotor –. Il problema è che la Generazione Z non resta più di un paio d’anni in azienda. E dai colloqui spesso emerge la mancanza di vocazione, di un interesse specifico. Credo che Skillherz possa offrire ai giovani un orientamento più concreto, aiutandoli a capire come possono identificarsi in un’azienda. E può essere utile anche a chi si occupa di risorse umane, per imparare a comprendere meglio le nuove generazioni».</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>È questo, forse, il punto più critico: capire i giovani. Le imprese parlano di un nuovo modo di intendere il lavoro, in cui la stabilità lascia il posto al desiderio di senso, equilibrio e libertà. «La Generazione Z – sottolinea Alessia Pezzotta, HR Specialist di Plastik – vive il lavoro in modo diverso: per loro l’equilibrio fra vita-lavoro non è un obiettivo da costruire, ma un diritto. Valutano l’ambiente, la flessibilità, la qualità della vita. E noi dobbiamo imparare a parlare la loro lingua».</p>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont left">
<figure style="width: 231px" class="wp-caption alignleft"><a title="Il simbolo di Skillherz e una tirocinante nel centro di Bergamo" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8b49ccf8-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_2560.jpg" data-title="Il simbolo di Skillherz e una tirocinante nel centro di Bergamo"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad" title="Il simbolo di Skillherz e una tirocinante nel centro di Bergamo" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/cache/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8b49ccf8-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_2560_v3_medium_libera.jpg" alt="Il simbolo di Skillherz e una tirocinante nel centro di Bergamo" width="231" height="308" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/cache/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8b49ccf8-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_2560_v3_medium_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Il simbolo di Skillherz e una tirocinante nel centro di Bergamo</figcaption></figure>
<p class="zoom-gallery new libera left">Skillherz possa anche aiutare le Pmi a farsi conoscere di più sul territorio e, quindi, incuriosire e, al tempo stesso, a creare un legame con chi si affaccia al mondo del lavoro».</p>
</div>
</div>
<div id="scroll3" class="article-body">
<h3>Percorso verticale e concreto</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Il tema dell’orientamento non riguarda solo la scuola, ma anche l’innovazione. «Le aziende devono affrontare un periodo segnato da grandi trasformazioni – fa presente Luca Stella, Innovation Manager &amp; Strategic Alliances di Zucchetti –. Il nostro Osservatorio, in collaborazione con Delta Index, sta cercando di capire come la tecnologia possa diventare un ponte digitale tra domanda e offerta di lavoro, tra giovani e imprese. Avendo identificato un’azienda ambassador per ogni categoria produttiva permette a Skillherz di offrire un percorso verticale e concreto, che aiuta i ragazzi a scoprire quale possa essere il proprio ruolo nei settori produttivi del territorio».<br />
<strong>Lucia Ferrajoli</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz/">«Qui i giovani si orientano al lavoro». Le imprese promuovono Skillherz</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Inaugurato Skillherz, l’hub per sintonizzare i giovani con se stessi  e il mondo del lavoro</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/nasce-skillherz-lhub-per-sintonizzare-i-giovani-con-se-stessi-e-il-mondo-del-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 10:53:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=9358</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presentata la Next Gen Factory: «Alleanza per l’incontro formazione-aziende». Partita da Bergamo per estendersi ad altre province, punta a coinvolgere 100mila ragazzi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia quasi un giovane su cinque è Neet, il 45% delle aziende fatica a inserire nuovi collaboratori e il 40% perde talenti lungo la strada. È da qui che parte Skillherz, il nuovo hub dell’orientamento che a Bergamo inaugura il primo centro di una rete destinata a cambiare il modo in cui la scuola dialoga con il mondo del lavoro.<br />
Presentato al Centro Congressi di Bergamo, Skillherz è il cuore di una Next Gen Factory: un luogo ibrido dove i giovani imparano a conoscere se stessi, per poter poi capire quale strada prendere. Alle spalle c’è Edoomark, impresa benefit bergamasca fondata da Paolo Ferrari, con il sostegno della Antonio Percassi Family Foundation e della holding Odissea Srl, e la collaborazione del gruppo Sesaab, la società editrice de L’Eco di Bergamo.</p>
<figure id="attachment_9363" aria-describedby="caption-attachment-9363" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-9363 size-medium" src="https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4452-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4452-300x200.jpg 300w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4452-1024x683.jpg 1024w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4452-768x512.jpg 768w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4452-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4452-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4452-480x320.jpg 480w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-9363" class="wp-caption-text">La presentazione dell&#8217;opera di Alan Zeni (foto Agazzi)</figcaption></figure>
<p>Il progetto &#8211; partito da Bergamo per estendersi a Brescia, Como, Lecco e Lodi in Lombardia e a Vicenza, Mantova, Verona e Trento nel Nord Est &#8211; nasce per colmare quel divario che, negli anni, ha reso difficile l’incontro tra giovani e imprese. «Stiamo attraversando quello che Papa Francesco definiva un cambiamento d’epoca – ha sottolineato monsignor Mario Carminati, Vicario episcopale per gli Affari economici della Diocesi di Bergamo –. Cambiano i parametri, perciò è indispensabile imparare a comunicare per riuscire a capirsi. Solo così i giovani saranno in grado di esprimere le loro potenzialità e potremo porre basi migliori per costruire la società del futuro».<br />
L’iniziativa ha numeri già solidi: 17mila studenti coinvolti per 150mila ore formative erogate, con l’obiettivo di arrivare a 100mila ragazzi entro il 2028. Il modello integra quattro format complementari: Life Design, per scoprire attitudini e passioni; Job Connect, che porta i ragazzi nelle aziende per esperienze concrete; Full Camp, i camp intensivi dove si lavora a veri progetti d’impresa; e Innovation Lab, il laboratorio dove creatività e tecnologia si incontrano per sviluppare nuove soluzioni. A Bergamo il centro diventa anche un punto di riferimento per le aziende grazie alla collaborazione con Delta Index, l’osservatorio fondato con Adapt per studiare il rapporto tra imprese e Generazione Z. «L’orientamento è un ponte tra giovani e imprese che noi vogliamo basare su relazioni dirette – ha spiegato il giornalista Bruno Bonassi, communication specialist per Delta Index – per trasformare quel ponte in una strada realmente praticabile».<br />
Skillherz si fonda su un principio di esclusività: per ogni settore, una sola azienda diventa ambassador territoriale, interlocutore diretto della Gen Z. «I giovani non conoscono le imprese del territorio: il nostro compito è fargliele incontrare prima possibile», ha fatto presente Paolo Ferrari, ceo e founder di Edoomark aggiungendo che «l’eccesso di proposte di orientamento da cui sono bombardati finisce per disorientare gli studenti, invece di aiutarli».</p>
<figure id="attachment_9365" aria-describedby="caption-attachment-9365" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-9365 size-medium" src="https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4550-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4550-300x201.jpg 300w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4550-1024x687.jpg 1024w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4550-768x515.jpg 768w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4550-1536x1031.jpg 1536w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4550-2048x1375.jpg 2048w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2025/10/XXX4550-480x320.jpg 480w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-9365" class="wp-caption-text">Le interviste realizzate dai ragazzi dell&#8217;alternanza scuola-lavoro (foto Agazzi)</figcaption></figure>
<p>«Investire sui giovani è ciò che più sta a cuore ad Antonio Percassi – ha ricordato Giorgio Ghilardi, presidente della Fondazione Percassi –. Quando ha capito che questo progetto facilitava l’incontro tra ragazzi e imprese, ha deciso subito di sostenerlo». A coordinare i percorsi è Letizia Roggeri, project manager di Skillherz, coadiuvata da un team multidisciplinare di psicologi ed educatori: «Aiutiamo i ragazzi a riconoscere il proprio potenziale e le aziende a diventare i luoghi dove desiderano lavorare». Il nome stesso del progetto racconta la sua missione. «Skillherz richiama le competenze, che oggi non sono più quelle di una volta, e le onde di frequenza, che non si vedono, ma arrivano a chi sa sintonizzarsi – ha chiarito Lorenzo Sommariva, ideatore del nome e fondatore di Quid Life –. Skillherz è la nuova onda che unisce giovani e imprese». Il senso del progetto è riassunto in un’opera visiva realizzata da Alan Zeni: un ragazzo che esce dalla scuola e viene proiettato nel mondo del lavoro, lungo un percorso impervio che porta alla realizzazione personale. «Il lavoro – ha spiegato l’artista – è identità. E Skillherz accompagna i giovani a scoprire chi sono davvero».<br />
<strong>Lucia Ferrajoli</strong></p>
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		<title>Scuola e imprese, il lavoro passa da un’alleanza sempre più forte: Skillherz in azione</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/scuola-e-imprese-il-lavoro-passa-da-unalleanza-sempre-piu-forte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 08:39:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=9322</guid>

					<description><![CDATA[<p>ORIENTAMENTO. Il «Rapporto scuola-azienda 2025» mostra che il 97% delle scuole vuole collaborare con le imprese e che il 70% dei prof preferisce progetti di livello locale. Ma oggi solo il 17% delle aziende si affida a esperti esterni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/scuola-e-imprese-il-lavoro-passa-da-unalleanza-sempre-piu-forte/">Scuola e imprese, il lavoro passa da un’alleanza sempre più forte: Skillherz in azione</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>C’è una parola che ritorna in ogni ricerca sul futuro del lavoro:<strong class="gsto"> alleanza</strong>. Tra <strong class="gsto">scuola e impresa, tra giovani e aziende</strong>, tra chi forma e chi produce. Non è un’invenzione accademica, ma la fotografia di una necessità. Lo conferma l’ultima indagine nazionale «Il rapporto scuola-azienda 2025», promossa da Anp (Associazione nazionale Dirigenti pubblici e Alte Professionalità della scuola)e Fondazione Sodalitas: negli ultimi tre anni, il 97% delle scuole ha aperto le proprie porte a iniziative educative promosse da aziende. Un segnale inequivocabile: la collaborazione non è più un’eccezione, ma sta diventando norma.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2">I dirigenti scolastici vedono nelle imprese un alleato strategico per l’orientamento: visite aziendali (23%) e percorsi di formazione scuola-lavoro (20%) sono gli strumenti più apprezzati per preparare ragazze e ragazzi al futuro. I docenti, dal canto loro, chiedono supporto concreto in classe: materiali gratuiti (17%), concorsi (14%), approfondimenti su sostenibilità (15%) e Agenda 2030 (12%). Due prospettive diverse ma complementari, che mostrano la doppia anima del patto educativo: il presente della didattica e il futuro professionale.</div>
</div>
<div id="scroll1" class="article-body">
<h3>Positività e limiti</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Accanto ai numeri positivi, emergono i limiti. Solo il 17% delle imprese si affida a realtà specializzate per costruire progetti educativi, mentre la maggioranza procede «in proprio», spesso con iniziative episodiche. La burocrazia è percepita come ostacolo principale da entrambe le parti, seguita da difficoltà organizzative (orari, referenti, risorse). Nonostante questo,<strong class="gsto"> il 90% delle scuole ritiene che il contributo delle imprese sia utile</strong> per accelerare la transizione digitale e green, mentre 8 aziende su 10 dichiarano di avere partnership con scuole e università come parte integrante della propria strategia di sostenibilità.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2"></div>
</div>
<div class="article-body">
<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/6/photos/scuola-e-imprese-il-lavoro-passada-unalleanza-sempre-piu-forte_b5fbdf24-a28d-11f0-ab25-27d30ab876f4_1920_1726.jpg"><img decoding="async" class="lozad" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/6/photos/cache/scuola-e-imprese-il-lavoro-passada-unalleanza-sempre-piu-forte_b5fbdf24-a28d-11f0-ab25-27d30ab876f4_1920_1726_v3_large_libera.jpg" width="100%" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/6/photos/cache/scuola-e-imprese-il-lavoro-passada-unalleanza-sempre-piu-forte_b5fbdf24-a28d-11f0-ab25-27d30ab876f4_1920_1726_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a></figure>
<p>È qui che si apre uno spazio decisivo per modelli capaci di fare da ponte, come Skillherz. La Next Gen Factory promossa da <strong class="gsto">Edoomark e Percassi con il Gruppo Sesaab </strong>mette a sistema scuole, studenti e aziende. Non si limita a organizzare Pcto o visite: li trasforma in <strong class="gsto">percorsi esperienziali di orientamento – Life Design, Job Connect, Innovation Lab</strong> – in cui i ragazzi non scoprono solo «che cosa fare», ma soprattutto «come vogliono lavorare». È una differenza sottile, ma decisiva. Perché intercetta il bisogno profondo di una generazione che, come ricorda l’Osservatorio Delta Index, non sceglie l’azienda solo per un posto, ma per il contesto in cui esprimere sé stessa.</p>
</div>
<div id="scroll2" class="article-body">
<h3>L’urgenza del dialogo</h3>
</div>
<div class="half-story" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="30919">I dati confermano questa urgenza: <strong class="gsto">il 70% del dialogo scuola-azienda si gioca a livello locale</strong>, con Pmi e realtà di prossimità. Una ricchezza, perché rafforza il legame con il territorio, ma anche un limite, perché rischia di non affrontare temi globali come l’intelligenza artificiale o la transizione digitale. Non a caso, guardando al futuro, docenti e dirigenti indicano tra le priorità il supporto delle imprese sull’uso consapevole dell’Ia (14-15%), sulle materie Steam (10-13%) e sulla sostenibilità ambientale (9-12%).</div>
<div class="article-body">
<p>SkillHerz prova a colmare proprio questo vuoto con una regia unica: ogni settore ha un’<strong class="gsto">azienda «ambassador» che racconta la propria esperienza</strong>, creando materiali didattici e video per le classi. Non più interventi isolati, ma un ecosistema che accompagna i giovani nella scoperta di sé, del territorio e delle professioni. E lo fa intercettando anche i dati più critici: in un’Italia che resta sotto la media Ocse in matematica (471 vs 472), scienze (477 vs 485) e financial literacy (484 vs 498), ogni percorso che integra orientamento e formazione esperienziale diventa un investimento strategico.</p>
</div>
<div id="scroll3" class="article-body">
<h3>Serve continuità e visione</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Il Rapporto scuola-azienda ci consegna un messaggio chiaro: la collaborazione è già realtà, ma ha bisogno di metodo, continuità e visione. Esattamente quello che propone Skillherz. Non un progetto commerciale, ma un modello educativo che, se reso stabile, può trasformarsi nella risposta concreta allo skill mismatch e alla sfida demografica che ci attende.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Perché in un Paese che invecchia e perde studenti ogni anno, ogni ragazza e ogni ragazzo sono una risorsa preziosa. La scuola non può custodirli da sola, le imprese non possono limitare l’incontro a un open day. Serve un ecosistema che li faccia crescere, imparare, scegliere. Serve un’alleanza.</p>
</div>
<div id="scroll4" class="article-body">
<h3>LA SCHEDA DI SKILLHERZ</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p><strong class="gsto">Percorsi concreti per la Gen Z</strong></p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Il «Rapporto scuola-azienda 2025» fotografa una collaborazione diffusa ma ancora fragile: tante iniziative locali, poca continuità e solo il 17% delle imprese che si affida a esperti esterni. In questo vuoto si inserisce Skillherz, la Next Gen Factory che (a Bergamo, Brescia, Come, Lecco e Lodi) fa incontrare studenti e aziende in percorsi di orientamento progettati con le scuole. Non semplici visite, ma laboratori esperienziali che aiutano i ragazzi a capire il lavoro e a scoprire le proprie attitudini. Dall’informatica alla sanità, dalla logistica alla finanza, ogni settore ha un’azienda «ambassador» che racconta il mestiere con esempi concreti e materiali dedicati. Con oltre 30.000 studenti e 1.000 classi coinvolti, Skillherz dimostra che si può trasformare il legame scuola-impresa in un ecosistema educativo dal metodo stabile e formativo. <a href="http://www.skillherz.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong class="gsto">Per informazioni www.skillherz.com</strong> </a>.</p>
</div>
<div class="article-body">
<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/6/photos/scuola-e-imprese-il-lavoro-passada-unalleanza-sempre-piu-forte_b6e3732a-a28d-11f0-ab25-27d30ab876f4_1920_1113.jpg"><img decoding="async" class="lozad" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/6/photos/cache/scuola-e-imprese-il-lavoro-passada-unalleanza-sempre-piu-forte_b6e3732a-a28d-11f0-ab25-27d30ab876f4_1920_1113_v3_large_libera.jpg" width="100%" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/6/photos/cache/scuola-e-imprese-il-lavoro-passada-unalleanza-sempre-piu-forte_b6e3732a-a28d-11f0-ab25-27d30ab876f4_1920_1113_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a></figure>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/scuola-e-imprese-il-lavoro-passa-da-unalleanza-sempre-piu-forte/">Scuola e imprese, il lavoro passa da un’alleanza sempre più forte: Skillherz in azione</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come Skillherz accompagna i giovani: servizi per orientamento, esperienza e lavoro</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/ecco-i-quattro-percorsi-di-skillherz-per-orientare-i-giovani-alle-scelte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 10:41:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=9261</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei laboratori vengono proposti programmi pratici: Life Design, Job Connect, Full Camp e Innovation Lab. Sono pensati per accompagnare i giovani passo dopo passo in un percorso che parte dall’orientamento e arriva fino alla progettazione concreta di soluzioni per le imprese</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/ecco-i-quattro-percorsi-di-skillherz-per-orientare-i-giovani-alle-scelte/">Come Skillherz accompagna i giovani: servizi per orientamento, esperienza e lavoro</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article__head">
<p>Il percorso dei giovani verso il futuro non è lineare: è fatto di curiosità, prove, scelte e incontri con il mondo reale.<br />
Skillherz accompagna gli studenti lungo questa strada con un approccio unico, basato su esperienze concrete, contatto diretto con le imprese e laboratori pensati per sviluppare competenze trasversali. Il modello dei servizi si articola in quattro cluster, ognuno pensato per rispondere a una fase specifica del percorso di crescita.</p>
<p>1. <strong>Talent Exploration – scoprire per scegliere</strong><br />
Il primo passo è scoprire. &#8220;Talent Exploration&#8221; nasce per stimolare interesse e curiosità verso settori, tecnologie e competenze emergenti. Attraverso percorsi introduttivi e laboratori di scoperta, i ragazzi possono osservare, sperimentare e lasciarsi ispirare. Qui l’azienda non è solo un contesto, ma un ispiratore: apre le possibilità, mostra scenari nuovi e accende la scintilla della curiosità, fondamentale per iniziare a costruire la propria strada.</p>
<p>2. <strong>Talent Orientation – dare forma alle proprie scelte</strong><br />
Scoperto il mondo, il passo successivo è capire dove guardare. &#8220;Talent Orientation&#8221; accompagna i giovani nell’analisi di interessi, attitudini e competenze. Il focus non è solo scegliere un percorso scolastico o professionale, ma farlo in modo consapevole. In questa fase l’azienda diventa mentore, affianca i ragazzi, guida le riflessioni e aiuta a chiarire quale direzione può valorizzare al meglio il potenziale individuale.</p>
<p>3.<strong> Talent Application – mettere le competenze in azione</strong><br />
Conoscere sé stessi e le proprie inclinazioni non basta senza la possibilità di sperimentare. &#8220;Talent Application&#8221; offre percorsi pratici e progettuali, project work e settimane di Formazione Scuola-Lavoro in collaborazione con le imprese. Qui gli studenti imparano facendo, sviluppano competenze concrete e testano le proprie capacità in contesti reali. L’azienda agisce come coach, supporta nei progetti, affianca nelle sfide e trasforma le competenze in azione concreta, creando esperienze immersive che lasciano ricordi indelebili.</p>
<p>4. <strong>Talent Matching – formazione e lavoro si incontrano</strong><br />
Infine, il percorso si chiude con &#8220;Talent Matching&#8221;, dove formazione, esperienza e inserimento lavorativo si incontrano. Partendo dai bisogni reali delle imprese, costruiamo percorsi che permettono ai candidati di conoscere il ruolo, sviluppare competenze e dimostrare il proprio potenziale prima di entrare nel mondo del lavoro. In questo caso l’azienda diventa partner, partecipa attivamente alla formazione dei giovani, valuta le competenze reali e accompagna l’ingresso nel lavoro con una prospettiva concreta e sostenibile.</p>
<p>Insieme, questi quattro servizi creano un ecosistema in cui i ragazzi non sono spettatori ma protagonisti del loro percorso, le scuole trovano strumenti concreti di supporto all’orientamento e le imprese partecipano in modo attivo e costruttivo. Ogni esperienza diventa occasione di crescita, scoperta e responsabilità, trasformando curiosità in consapevolezza e competenze in opportunità reali.</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/ecco-i-quattro-percorsi-di-skillherz-per-orientare-i-giovani-alle-scelte/">Come Skillherz accompagna i giovani: servizi per orientamento, esperienza e lavoro</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Skillherz, come le aziende possono diventare partner esclusive di settore</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/skillherz-come-le-aziende-possono-diventare-partner-esclusive-di-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 10:40:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=9264</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le imprese possono aderire scegliendo la Factory del territorio e diventare punti di riferimento uniche. Aderire è semplice ma strategico: basta scegliere la Next Gen Factory del proprio territorio e attivare una partnership che la rende protagonista delle attività del centro</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/skillherz-come-le-aziende-possono-diventare-partner-esclusive-di-settore/">Skillherz, come le aziende possono diventare partner esclusive di settore</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article__head">
<div class="article__contacts">
<div class="socials">
<p>Entrare in Skillherz significa molto più che sponsorizzare un progetto educativo: vuol dire diventare parte di un ecosistema dove scuola, studenti e impresa costruiscono insieme un percorso di crescita. Per un’azienda, aderire è semplice ma strategico: basta scegliere la Next Gen Factory del proprio territorio e attivare una partnership che la rende protagonista delle attività del centro. Ogni Factory è collegata a decine di scuole della provincia e coinvolge ogni anno migliaia di studenti. L’azienda che sceglie di entrare in Skillherz non si limita a partecipare: assume un ruolo attivo, diventando ambassador territoriale di un intero settore. Ciò significa che, per tutti i percorsi di orientamento organizzati sul territorio, quella specifica impresa sarà la «voce» di riferimento. Un’opportunità unica, che permette di parlare con le nuove generazioni in modo credibile, autorevole e continuativo. La formula è chiara: ogni settore ha un solo ambassador per provincia.</p>
</div>
</div>
</div>
<div class="story">
<div class="article-body-full">
<h3 class="position2">Riferimento esclusivo</h3>
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<p>Un’azienda partner diventa così punto di riferimento esclusivo per i ragazzi che vogliono conoscere quel mondo professionale. La sua testimonianza, i materiali didattici prodotti insieme a Skillherz e le esperienze in Factory saranno la porta d’ingresso per centinaia di classi. È una scelta che rafforza l’employer branding, costruisce una pipeline di giovani motivati e trasmette al territorio un messaggio di responsabilità sociale. Partecipare significa anche portare in azienda valore concreto. Gli imprenditori e i loro collaboratori diventano mentor, accompagnano i team studenteschi in laboratori e challenge, raccolgono insight autentici sui driver della Gen Z, affiancati passo passo e supportati dai professionisti della formazione che mettono a disposizione il loro know-how. Il logo dell’impresa entra nel Partner Wall della Factory e ogni attività è rilanciata sulle testate e sui canali digitali del network Sesaab, moltiplicando la visibilità.</p>
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<h3 class="position2">Su misura per il proprio settore</h3>
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<p>In Skillherz non ci sono pacchetti standard, ma un metodo che unisce formazione ed esperienza. Ogni azienda può ampliare il proprio percorso, calibrato sui bisogni di settore e sulle competenze richieste dal mercato. L’adesione apre così un canale diretto e privilegiato con la scuola e con migliaia di giovani pronti a scoprire il mondo del lavoro. Un’opportunità che vale oggi e che prepara il terreno al capitale umano di domani.</p>
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<p><strong class="gsto">Per approfondire il tema collegarsi al sito di <a href="http://www.skillherz.com/" target="_blank" rel="noopener">Skillherz</a></strong></p>
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<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/9/22/photos/skillherz-come-le-aziende-possono-diventare-partner-esclusive-di-settore_513d5df8-979b-11f0-8d68-503fff778d91_1920_1075.webp"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/9/22/photos/cache/skillherz-come-le-aziende-possono-diventare-partner-esclusive-di-settore_513d5df8-979b-11f0-8d68-503fff778d91_1920_1075_v3_large_libera.webp" width="409" height="229" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/9/22/photos/cache/skillherz-come-le-aziende-possono-diventare-partner-esclusive-di-settore_513d5df8-979b-11f0-8d68-503fff778d91_1920_1075_v3_large_libera.webp" data-loaded="true" /></a></figure>
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		<title>Skillherz: un rebranding che nasce dall’ascolto e dall’esperienza</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/il-concept-e-la-nuova-frequenza-che-aiuta-a-sintonizzarsi-sul-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 10:39:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=9267</guid>

					<description><![CDATA[<p>Skillherz non è solo un progetto, ma una nuova frequenza che connette studenti, scuole e imprese. Un hub di orientamento che trasforma l’onda di informazioni frammentate in un segnale chiaro: aiutare i giovani a immaginare, desiderare e costruire il proprio futuro attraverso esperienze autentiche e concrete</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Skillherz nasce dall’esperienza sul campo e dall’ascolto diretto di insegnanti, famiglie e imprese che condividono la medesima responsabilità: accompagnare i giovani nel diventare persone consapevoli, competenti e libere di costruire il proprio percorso.<br />
Da qui prende forma anche il nome del brand.<br />
Skill richiama le competenze, in particolare quelle trasversali, spesso al centro del divario tra aspettative dei giovani e bisogni delle imprese.<br />
Herz, cuore in tedesco, richiama invece la dimensione più profonda e relazionale: il flusso che connette chi insegna e chi impara, chi entra nel mondo del lavoro e chi lo vive da tempo. Questo termine richiama anche il concetto di frequenza, intesa come onda sonora, ma anche vibrazione che unisce tutti gli attori coinvolti.</p>
<p>Il logo di Skillherz traduce visivamente questa visione. Il pittogramma con tre linee rappresenta i giovani che guardano al futuro, sostenuti da scuole e imprese nel loro percorso. Un’onda attraversa questi elementi, come una frequenza condivisa che li mette in relazione. Anche il payoff, Futuri consapevoli, sintetizza la nostra identità: il plurale parla di percorsi diversi, di crescita interiore e dialogo tra persone e sistemi; la consapevolezza racconta l’esito delle esperienze che progettiamo, intese non come semplice formazione, ma come trasformazione.</p>
<p>Dietro ogni esperienza Skillherz c’è un team multidisciplinare di educatori, formatori e professionisti che condividono una visione comune dell’educazione: accompagnare, non indirizzare; facilitare, non imporre. In un contesto in cui i giovani sono sommersi da stimoli e informazioni frammentate, sentiamo il bisogno di creare spazi che filtrino il rumore e restituiscano voce a chi deve scegliere. Spazi in cui sia possibile osservare, sperimentare, immaginare e poi costruire.</p>
<p>Skillherz è questo: una frequenza condivisa su cui giovani, scuole e imprese possono sintonizzarsi per capire chi sono, dove stanno andando e che futuro vogliono contribuire a costruire.</p>
<p>Le radici di Skillherz affondano in un percorso fatto di esperienze diverse, progetti educativi e dialoghi continui con il mondo della scuola e delle imprese. Promoscuola, Edoomark, CheClasse, Soorprise: realtà e iniziative che negli anni ci hanno permesso di osservare da vicino un bisogno comune, spesso espresso con linguaggi diversi ma con la stessa urgenza: allineare aspettative di studenti e imprese per creare una relazione soddisfacente per tutti.<br />
In questo scenario, ci siamo posti un’obiettivo che ha guidato lo sviluppo della nostra società: portare i temi educativi dentro il mondo aziendale, costruendo un ponte tra formazione e lavoro. Trovare un modo nuovo per parlare di futuro.</p>
<p>I servizi sviluppati con Edoomark sono poi cresciuti ascoltando le nuove esigenze di scuole e imprese e si sono rafforzati grazie alla collaborazione con Delta Index, osservatorio sul mondo del lavoro e sul rapporto tra giovani e aziende. Nel tempo, quindi, il contesto è cambiato, i servizi si sono ampliati e le relazioni si sono moltiplicate. A un certo punto è diventato necessario fermarsi e riflettere.<br />
Ci siamo chiesti chi volessimo essere oggi nel mondo della scuola e del lavoro, e soprattutto come parlare a persone con bisogni, età e ruoli diversi senza perdere coerenza. Da queste domande è nata la scelta di ridefinire la nostra identità e dare forma a un nuovo brand: Skillherz.</p>
<p>Negli anni abbiamo costruito e affinato un modello educativo basato sulla prossimità territoriale, sull’esperienza diretta e sulla collaborazione tra attori diversi. Questo modello ci ha permesso di rimanere sempre coerenti con noi stessi, nel rispetto delle promesse fatte alle scuole, alle famiglie e alle imprese.<br />
Abbiamo lavorato con migliaia di studenti, accompagnandoli in percorsi di orientamento e crescita che mettono al centro la persona prima della performance, la consapevolezza prima della scelta.</p>
<p>Oggi Skillherz è una Società Benefit che continua a evolversi, mantenendo saldo il proprio ridefinito obiettivo: costruire ecosistemi educativi vivi, capaci di generare valore condiviso per i giovani e per il territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/il-concept-e-la-nuova-frequenza-che-aiuta-a-sintonizzarsi-sul-territorio/">Skillherz: un rebranding che nasce dall’ascolto e dall’esperienza</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
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