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	<title>ORIENTAMENTO Archivi - Deltaindex</title>
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	<description>Business a misura di talenti</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Jul 2026 07:37:03 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ORIENTAMENTO Archivi - Deltaindex</title>
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	<item>
		<title>Skillherz scende in pista con Dallara per formare sul modello Formula 1</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 08:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ORIENTAMENTO. Il brand di Edoomark (Gruppo Sesaab-Percassi) in «Stem Racing» per raccontare gli studenti in gara in tutta Italia. Come nella famosa serie tv «Drive to Survive».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1/">Skillherz scende in pista con Dallara per formare sul modello Formula 1</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>«Proioxis». Lo stesso nome, per il secondo anno di fila, sul gradino più alto del podio. L’Itis De Pretto di Schio ha vinto ancora la finale nazionale di Stem Racing Italy, al Circuito Internazionale del Mugello, davanti ad Avbo Corse dell’Iis Aldini Valeriani di Bologna e al Volta Racing Team dell’Its Volta di Trieste. Ma chi conosce questo progetto sa che il risultato sportivo è solo la superficie. Quello che succede sotto &#8211; nei mesi di lavoro che precedono la gara, nei paddock, nelle aule, nelle officine degli istituti tecnici &#8211; è la parte più interessante della storia.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<h3 class="position2">Cosa è Stem Racing Italy</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Stem Racing Italy è un programma educativo dedicato alle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche &#8211; le cosiddette Stem &#8211; ispirato al mondo della Formula 1 e gestito da Innovation Farm per conto di Dallara e tanti altri partner tra i quali spicca Ferrari. E in questo progetto è entrato anche Skillherz, brand di Edoomark (società benefit in collaborazione con il Gruppo Sesaab e con la partecipazione della holding Odissea Srl e della «The Antonio Percassi Family Foundation»).</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2"></div>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont left">
<figure class="zoom-gallery new libera left">
<p><figure style="width: 968px" class="wp-caption aligncenter"><a title="Due studenti in gara a Stem Racing" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1_4b6ac3b6-738c-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_1373.jpg" data-title="Due studenti in gara a Stem Racing"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="lozad" title="Due studenti in gara a Stem Racing" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1_4b6ac3b6-738c-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_1373_v3_large_libera.jpg" alt="Skillherz scende in pista con Dallara per formare sul modello Formula 1" width="968" height="692" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1_4b6ac3b6-738c-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_1373_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Due studenti in gara a Stem Racing</figcaption></figure><figcaption></figcaption></figure>
</div>
<p>Gli studenti, tra i 14 e i 19 anni, progettano e costruiscono una mini monoposto ad aria compressa, la fanno gareggiare, espongono il progetto davanti a una giuria di meccanici professionisti in lingua inglese, cercano sponsor tra le aziende del territorio, gestiscono un budget, si organizzano come un vero team. La finale del Mugello è stato il punto di arrivo di un percorso che è durato mesi e che ha coinvolto, in questa edizione 2026, 87 scuole, 100 team e oltre 1.500 studenti distribuiti in cinque macroregioni su tutto il territorio nazionale.</p>
</div>
<div id="scroll2" class="article-body">
<h3>Un progetto che cresce</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>I numeri raccontano una traiettoria in crescita. Nel 2023 le scuole coinvolte erano 8, i team 15. Nel 2024 si è passati a 27 scuole e 59 team. Nel 2025 a 73 scuole e 80 team. Quest’anno il salto è stato ulteriore: 87 scuole, 100 team, con una presenza femminile che ha raggiunto il 33% dei partecipanti. Il campionato si è articolato su 11 tappe in 5 hub regionali &#8211; Motor Valley, North East, Tuscany, Triveneto e South &#8211; ciascuno coordinato da un Its (Istituto Tecnico Superiore) che ha svolto il ruolo di riferimento territoriale per le scuole della propria area.</p>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont right">
<figure class="zoom-gallery new libera right">
<p><figure style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a title="Gli studenti di Skillherz in azione al Mugello" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1_4c93fdac-738c-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_2560.jpg" data-title="Gli studenti di Skillherz in azione al Mugello"><img decoding="async" class="lozad" title="Gli studenti di Skillherz in azione al Mugello" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1_4c93fdac-738c-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_2560_v3_medium_libera.jpg" alt="Skillherz scende in pista con Dallara per formare sul modello Formula 1" width="700" height="933" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1_4c93fdac-738c-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_2560_v3_medium_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Gli studenti di Skillherz in azione al Mugello</figcaption></figure><figcaption></figcaption></figure>
</div>
<p>«La competizione Stem Racing Italy sta vivendo una crescita straordinaria, affermandosi come punto di riferimento per l’innovazione didattica nelle scuole superiori italiane» ha dichiarato Davide Seletti, Ceo e General Manager di Dallara Compositi e ideatore del progetto. «Dal punto di vista dei contenuti, la sfida unisce la progettazione meccanica avanzata e lo studio aerodinamico di prototipi ad aria compressa. Gli studenti sviluppano competenze complesse di project management, marketing, business planning e comunicazione digitale, replicando fedelmente le dinamiche di un vero team di Formula 1. Tutta la competizione si svolge in lingua inglese, dai regolamenti ufficiali alle presentazioni dei progetti».</p>
</div>
<div id="scroll3" class="article-body">
<h3>Una competizione vera</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>La distinzione che Seletti tiene a sottolineare è proprio questa: Stem Racing non è un esercizio scolastico travestito da competizione. È una competizione vera, con regole, giurie, penalità, eliminazioni. Le monoposto vengono misurate, pesate, testate. Gli speech davanti alla giuria si tengono in inglese. Le risorse per partecipare &#8211; intorno ai 10.000 euro per team &#8211; non vengono assegnate dalla scuola: i ragazzi le cercano autonomamente, contattando aziende del territorio, costruendo relazioni, imparando a presentarsi e a convincere un interlocutore adulto.</p>
</div>
<div class="half-story"></div>
<div class="article-body">
<p>«Le risorse derivano da sponsorizzazioni cercate direttamente dai ragazzi tra le aziende locali &#8211; spiega Seletti &#8211; creando un circuito virtuoso e diretto tra scuola e impresa». Un elemento che trasforma la competizione in un’esperienza di orientamento reale: i ragazzi che partecipano a Stem Racing non imparano solo ingegneria. Imparano a lavorare. Stefano Dondi, responsabile di Stem Racing Italy, sottolinea la dimensione umana che tiene in piedi il progetto: «È molto più di una competizione, è un progetto strutturato che coinvolge un intero ecosistema di persone e competenze distribuite sul territorio nazionale. Un ruolo fondamentale è svolto anche dai volontari: oggi sono oltre 100 i professionisti che mettono a disposizione tempo, esperienza e know-how per accompagnare i ragazzi in questo percorso».</p>
</div>
<div id="scroll4" class="article-body">
<h3>I vincitori guardano al mondo</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Il team Proioxis dell’Itis De Pretto di Schio ha conquistato il titolo per il secondo anno consecutivo. E il campionato fa parte di un circuito internazionale con finali mondiali: il Mugello è per i vincitori un punto di partenza verso una competizione che porta i ragazzi a confrontarsi su scala globale.</p>
</div>
<div class="article-body">
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<p><figure style="width: 968px" class="wp-caption aligncenter"><a title="Il podio delle scuole vincitrici di Stem Racing Italy 2026 al Mugello" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1_4e2fb3ea-738c-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_1280.jpg" data-title="Il podio delle scuole vincitrici di Stem Racing Italy 2026 al Mugello"><img decoding="async" class="lozad" title="Il podio delle scuole vincitrici di Stem Racing Italy 2026 al Mugello" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1_4e2fb3ea-738c-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_1280_v3_large_libera.jpg" alt="Skillherz scende in pista con Dallara per formare sul modello Formula 1" width="968" height="645" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1_4e2fb3ea-738c-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_1280_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Il podio delle scuole vincitrici di Stem Racing Italy 2026 al Mugello</figcaption></figure><figcaption></figcaption></figure>
</div>
<div id="scroll5" class="article-body">
<h3>Ferrari e la sfida dei talenti</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>La finale del Mugello si è svolta in collaborazione con Ferrari, che ha contribuito a rafforzare il legame tra il progetto e il mondo dell’alta ingegneria alla presenza di Leonardo Guglielmetti, direttore della Scuola dei Mestieri di Ferrari, che è intervenuto anche come general manager di Muner (Motor Valley University dell’Emilia Romagna).</p>
</div>
<div id="scroll6" class="article-body">
<h3>Il potenziale ancora da esprimere</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>I margini di espansione di Stem Racing rimangono straordinari. In Italia esistono circa 1.700 licei scientifici e 600 istituti tecnici meccanici: le 87 scuole coinvolte oggi rappresentano meno del 4% del bacino potenziale.</p>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont left">
<figure style="width: 186px" class="wp-caption alignleft"><a title="Davide Seletti, Ceo e General Manager di Dallara Compositi e ideatore del progetto Stem racing" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1_4fef3ec6-738c-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_2880.jpg" data-title="Davide Seletti, Ceo e General Manager di Dallara Compositi e ideatore del progetto Stem racing"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad" title="Davide Seletti, Ceo e General Manager di Dallara Compositi e ideatore del progetto Stem racing" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1_4fef3ec6-738c-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_2880_v3_medium_libera.jpg" alt="Skillherz scende in pista con Dallara per formare sul modello Formula 1" width="186" height="279" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/skillherz-scende-in-pista-con-dallara-per-formare-sul-modello-formula-1_4fef3ec6-738c-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_2880_v3_medium_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Davide Seletti, Ceo e General Manager di Dallara Compositi e ideatore del progetto Stem racing</figcaption></figure>
<p class="zoom-gallery new libera left">«I margini di espansione futura rimangono straordinariamente ampi &#8211; conferma Seletti &#8211; rappresentando un’enorme opportunità di crescita per estendere a un numero sempre maggiore di studenti questa eccellente palestra di vita, tecnologia e imprenditorialità».</p>
</div>
</div>
<div id="scroll7" class="article-body">
<h3>L’idea del Drive to Survive italiano</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Accanto alla competizione, la finale del Mugello ha segnato la possibilità dell’avvio di una partnership che guarda alla prossima stagione. Skillherz ha siglato un accordo con Dallara che apre la strada a diventare partner educational ufficiale di Stem Racing Italy nella stagione 2026/2027. L’idea è ambiziosa: costruire intorno al campionato un racconto documentaristico che ne restituisca tutta la profondità, sul modello di «Formula 1: Drive to Survive», la celebre serie Netflix che ha trasformato il pubblico della Formula 1 raccontando non la gara in sé, ma le persone, le storie, le emozioni. Nelle ultime tre tappe della stagione &#8211; Monza, Imola e Mugello &#8211; Skillherz ha portato all’interno di Stem Racing uno dei principi alla base della propria Formazione Scuola Lavoro: si impara davvero quando ci si confronta con responsabilità reali. Per questo le classi selezionate si sono trasformate in troupe di produzione, chiamate a raccontare la competizione dall’interno. Interviste, backstage, verifiche tecniche, prove cronometrate: ogni contenuto è stato il risultato di un lavoro svolto sul campo, con ruoli definiti, obiettivi concreti e tempi da rispettare. Un’esperienza che ha permesso a ragazzi di raccontare altri ragazzi, mostrando per la prima volta la competizione attraverso lo sguardo della loro stessa generazione, format che dovrebbe essere portato a tutte le tappe della prossima stagione, portando il progetto su scala nazionale.</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>«Con la nostra troupe la Gen Z vive e racconta il lavoro della Gen Z»</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/con-la-nostra-troupe-la-gen-z-vive-e-racconta-il-lavoro-della-gen-z/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:57:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FORMAZIONE SCUOLA LAVORO. Al Mugello studenti dietro la telecamera per raccontare Stem Racing: il progetto FSL di Skillherz trasforma il paddock in aula reale. Il ceo Paolo Ferrari: «L’esperienza genera consapevolezza»</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article__head"></div>
<div class="" data-hx-revealed="true">Al Mugello, durante la finale nazionale di Stem Racing Italy 2026, accanto ai team in gara c’era qualcosa di insolito: un gruppo di ragazzi con telecamere, stabilizzatori e microfoni che si muoveva tra il paddock e la pista. Non erano giornalisti professionisti. Non erano osservatori esterni. Erano studenti del Liceo scientifico Scienze applicate «A. Gramsci &#8211; J. M. Keynes» di Prato, e il loro compito era raccontare ciò che stava accadendo intorno a loro.</div>
<div class="story">
<div class="article-body-full">
<div class="position2">È la prima volta che Skillherz &#8211; organizzazione operativa in otto province &#8211; porta uno dei suoi percorsi di Formazione scuola lavoro (FSL) della comunicazione all’interno di una competizione nazionale a carattere tecnico che è a sua volta un progetto stem che orienta i giovani al lavoro in ambito motoristico. Un’idea nata osservando Stem Racing da vicino, già nelle due tappe precedenti a Imola e Monza, e maturata in un accordo di partnership educational con Dallara, il gruppo di Varano de’ Melegari che organizza il campionato.</div>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont right">
<p class="zoom-gallery new libera right">
<figure style="width: 194px" class="wp-caption alignleft"><a title="Paolo Ferrari, ceo e founder di Skillherz" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/con-la-nostra-troupe-la-gen-z-vive-e-racconta-il-lavoro-della-gen-z_be7a80e2-738e-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_2074.jpg" data-title="Paolo Ferrari, ceo e founder di Skillherz"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad" title="Paolo Ferrari, ceo e founder di Skillherz" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/con-la-nostra-troupe-la-gen-z-vive-e-racconta-il-lavoro-della-gen-z_be7a80e2-738e-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_2074_v3_medium_libera.jpg" alt="«Con la nostra troupe la Gen Z vive e racconta il lavoro della Gen Z»" width="194" height="210" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/con-la-nostra-troupe-la-gen-z-vive-e-racconta-il-lavoro-della-gen-z_be7a80e2-738e-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_2074_v3_medium_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Paolo Ferrari, ceo e founder di Skillherz</figcaption></figure>
<p>«Quando abbiamo visto Stem Racing per la prima volta, ci siamo resi conto che dietro la gara c’era una storia potente che nessuno stava raccontando per intero &#8211; spiega Paolo Maria Ferrari, ceo e founder di Skillherz -. Ragazzi che per mesi lavorano come una piccola azienda, trovano sponsor, costruiscono un’identità di squadra, progettano e costruiscono una monoposto. La competizione è solo il momento finale. Noi volevamo portare uno sguardo su tutto il resto. E farlo attraverso altri ragazzi: perché la comunicazione di un progetto è parte del progetto stesso». La Formazione Scuola Lavoro ha un obiettivo che va oltre l’esperienza in sé: aiutare i ragazzi a capire cosa è il lavoro. Non come concetto astratto, ma come insieme di responsabilità, ritmi, relazioni e decisioni che non si possono simulare in aula. «L’esperienza genera consapevolezza, è il principio che guida Skillherz da sempre» spiega Ferrari. E in un contesto come Stem Racing, dove tutto è reale &#8211; la competizione, le scadenze, la pressione &#8211; quella consapevolezza si costruisce in modo diretto, tangibile, difficilmente riproducibile altrove.&nbsp;</p>
</div>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2"></div>
</div>
<div id="scroll1" class="article-body">
<h3>Il paddock come aula</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Quello che da anni Skillherz porta &#8211; tramite la scuola &#8211; nelle aziende, al Mugello ha preso una forma del tutto particolare. La troupe di studenti non ha simulato nulla. Ha lavorato in un contesto reale, con un mandato reale, in mezzo a una competizione che non si fermava ad aspettarli. «La preparazione dura due o tre giorni» racconta Anna Chiara Canova, educatrice di Skillherz che ha seguito tutte e tre le tappe.</p>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont left">
<figure class="zoom-gallery new libera left">
<p><figure style="width: 183px" class="wp-caption alignright"><a title="Anna Chiara Canova, educatrice di Skillherz" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/con-la-nostra-troupe-la-gen-z-vive-e-racconta-il-lavoro-della-gen-z_bf0be1c2-738e-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_1925.jpg" data-title="Anna Chiara Canova, educatrice di Skillherz"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad" title="Anna Chiara Canova, educatrice di Skillherz" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/con-la-nostra-troupe-la-gen-z-vive-e-racconta-il-lavoro-della-gen-z_bf0be1c2-738e-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_1925_v3_medium_libera.jpg" alt="«Con la nostra troupe la Gen Z vive e racconta il lavoro della Gen Z»" width="183" height="184" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/con-la-nostra-troupe-la-gen-z-vive-e-racconta-il-lavoro-della-gen-z_bf0be1c2-738e-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_1925_v3_medium_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Anna Chiara Canova, educatrice di Skillherz</figcaption></figure><figcaption></figcaption></figure>
</div>
<p>«Si lavora su due piani: quello tecnico &#8211; gestione delle riprese con cellulare e stabilizzatore, microfono, inquadrature, regola dei terzi, luce &#8211; e quello relazionale, che spesso è quello che sorprende di più i ragazzi». Sorprende perché, sul campo, le dinamiche cambiano rapidamente. «Nelle prime ore le squadre in gara guardavano la troupe con un po’ di diffidenza &#8211; continua Canova -. «Già nel pomeriggio erano gli stessi team a cercare i nostri ragazzi per farsi intervistare, per rilasciare un commento a caldo. Nascevano relazioni vere, si scambiavano i numeri. Questo succede perché l’età è la stessa: cambia solo il ruolo».</p></div>
<div id="scroll2" class="article-body">
<h3>Ruoli precisi, responsabilità reali</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>All’interno della troupe i ragazzi non sono intercambiabili. Ci sono i cameraman, i frontman che conducono le interviste, gli «occhi» &#8211; ovvero il direttore di produzione &#8211; che costruisce nei giorni precedenti un piano operativo incrociando il programma di Stem Racing con i momenti da intercettare. E i montatori, che lavorano sul materiale raccolto. Ovviamente affiancati da un professionista dei video che per Skillherz è Antonio D’Andrea.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>«Organizzano il lavoro per coppie, ognuna con un target preciso» spiega Letizia Roggeri, project manager di Skillherz. «Al Mugello c’erano coppie dedicate agli studenti, ai professori, alle squadre. Il formato più interessante è quello che chiamiamo “reality”: un’intervista di gruppo in cui i ragazzi si fanno raccontare il backstage dell’esperienza, le dinamiche interne al team, i momenti di tensione, le emozioni prima di uno speech in inglese davanti alla giuria. Lì emerge tutto».</p>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont right">
<p class="zoom-gallery new libera right">
<figure style="width: 180px" class="wp-caption alignleft"><a title="Letizia Roggeri, project manager di Skillherz" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/con-la-nostra-troupe-la-gen-z-vive-e-racconta-il-lavoro-della-gen-z_bf94c690-738e-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_1814.jpeg" data-title="Letizia Roggeri, project manager di Skillherz"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad" title="Letizia Roggeri, project manager di Skillherz" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/con-la-nostra-troupe-la-gen-z-vive-e-racconta-il-lavoro-della-gen-z_bf94c690-738e-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_1814_v3_large_libera.jpeg" alt="«Con la nostra troupe la Gen Z vive e racconta il lavoro della Gen Z»" width="180" height="170" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/6/29/photos/cache/con-la-nostra-troupe-la-gen-z-vive-e-racconta-il-lavoro-della-gen-z_bf94c690-738e-11f1-bd3a-3401d77c26ea_1920_1814_v3_large_libera.jpeg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Letizia Roggeri, project manager di Skillherz</figcaption></figure>
<p>Il risultato, nei tre eventi seguiti da Skillherz, è stato sistematicamente positivo. Non nel senso dello sforzo burocratico, ma di qualcosa di più concreto: ragazzi che si scoprono capaci di cose che non si aspettavano. «C’era una ragazza convinta di essere introversa» ricorda Canova. «Alla fine mi ha detto: non avrei mai pensato di essere in grado di interagire così, con sconosciuti, in un contesto del genere. E invece l’ho fatto per un’intera giornata. Come quella ragazza che ha fatto piangere tutti perché ha raccontato che la passione per i motori gliel’aveva trasmessa suo padre che era morto». Un ragazzo appassionato di Formula 1 ha vissuto il Mugello dall’interno senza pagare il biglietto: lavorando.&nbsp;</p>
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<div id="scroll3" class="article-body">
<h3>Cosa resta in mano ai ragazzi</h3>
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<div class="article-body">
<p>Al termine dell’esperienza gli studenti ricevono un bilancio di competenze certificato. Ma quello che Roggeri e Canova descrivono come valore più duraturo è qualcosa di meno formale: la capacità di stare in un contesto ad alta velocità, prendere decisioni rapide, coordinarsi senza che qualcuno dica loro esattamente cosa fare in ogni momento. «L’educatore in questi contesti diventa un facilitatore» osserva Canova. «Aiuti i ragazzi a rompere il ghiaccio, a trovare il primo accesso. Poi si muovono da soli. Ed è esattamente quello che vogliamo: che l’esperienza sia loro, non nostra».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Orientamento, aziende aperte agli studenti delle superiori: ecco le prime 8. Iscrizioni dal 18</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/orientamento-aziende-aperte-agli-studenti-delle-superiori-ecco-le-prime-8-iscrizioni-dal-18/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 09:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. Ai blocchi di partenza l’iniziativa organizzata da Skillherz. Dal 23 giugno realtà imprenditoriali di diversi settori accolgono gli studenti dalla 3ª alla 5ª superiore: le iscrizioni al via da lunedì 18. Altre aziende posso ancora aggiungersi.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Mancano poche settimane e le porte si apriranno. Dal 23 giugno, le prime otto aziende del territorio accoglieranno gli studenti delle scuole superiori nell’ambito delle visite aziendali estive di Skillherz, il progetto che porta i ragazzi direttamente dentro le imprese, fisicamente o virtualmente, per trasformare la curiosità in consapevolezza. Le iscrizioni aprono lunedì 18 maggio su www.skillherz.com. Il calendario è in continuo aggiornamento: nuove aziende e nuove date si aggiungeranno nelle prossime settimane.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2">Le realtà già confermate coprono otto settori produttivi diversi: <strong class="nero">Chorus Life </strong>per Costruzioni &amp; Immobiliare, <strong class="nero">Studio Bnc</strong> per Finanza &amp; Business, <strong class="nero">Tino Sana </strong>per Arredo &amp; Design,<strong class="nero"> Salf</strong> per Industria Chimica &amp; Farmaceutica, <strong class="nero">Oriocenter</strong> per Commercio &amp; Retail, <strong class="nero">Moma Comunicazione </strong>per Comunicazione &amp; Media, il <strong class="nero">Teatro Donizetti</strong> per Arte, Cultura &amp; Creatività e <strong class="nero">Abb</strong> per Industria Meccanica &amp; Automazione. Un elenco che racconta già da solo l’ambizione del progetto: non un solo settore, non un solo tipo di impresa, ma una mappa quanto più possibile completa del mondo del lavoro. Da un grande polo commerciale come Oriocenter a una realtà culturale come il Teatro Donizetti, da un’azienda farmaceutica come Salf a un colosso tecnologico come Abb e a uno tra i più importanti studi di commercialisti in Italia come Bnc. «Abbiamo scelto di coprire settori molto diversi tra loro, e lo abbiamo fatto di proposito &#8211; Paolo Maria Ferrari, Ceo e fondatore di Skillherz -. Un ragazzo di sedici anni spesso non sa nemmeno cosa non conosce: ha in testa due o tre mestieri e costruisce il suo futuro su quello. Portarlo dentro un teatro, un’azienda farmaceutica e uno studio di comunicazione, con il tempo per fare domande e ragionare, significa allargare il campo di possibilità prima che si restringano da sole. Ogni ragazzo potrà partecipare a più visite in settori diversi».</div>
</div>
<div class="article-body">
<p>La domanda che accomuna tutte le visite è quella che Skillherz mette al centro del proprio metodo: «Mi immagino a lavorare in questo settore?». Non si tratta di trovare subito un lavoro, né di scegliere una professione guardando un’etichetta. Si tratta di capire come funziona un’azienda dall’interno, quante figure diverse la tengono in vita, quante competenze convivono sotto lo stesso tetto. Perché un’azienda non è solo un mestiere: è un ecosistema. Un progetto che nasce da un dato preciso: secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Delta Index, un ragazzo su tre non ha mai messo piede in un contesto lavorativo reale. «I ragazzi non hanno bisogno di un altro powerpoint. Hanno bisogno di esperienze che lascino un segno &#8211; spiega Ferrari -. Quando uno studente parla per venti minuti con un ingegnere, con un designer o con un operatore finanziario, e capisce cosa fa quella persona ogni giorno, quella conversazione vale più di ore di orientamento tradizionale».</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<h3 class="position2">Le iscrizioni per i ragazzi</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Le visite sono rivolte agli studenti dalla terza alla quinta superiore e si svolgeranno con il supporto di un educatore Skillherz che affiancherà il referente aziendale in ogni incontro. Per iscriversi è possibile visitare il sito www.skillherz.com o la pagina dedicata<b> <a href="https://skillherz.com/studenti/visite-aziendali-estive/" target="_blank" rel="noopener">www.skillherz.com/studenti/visite-aziendali-estive/</a>.</b></p>
</div>
<div id="scroll2" class="article-body">
<h3>Altre aziende possono aderire</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Le aziende interessate ad aderire al progetto &#8211; aprendo le proprie porte agli studenti in presenza o da remoto &#8211; possono ancora contattare Skillherz all’indirizzo mail <b>imprese@skillherz.com</b>.</p>
</div>
<div class="article-body">
<h4><b>Per maggiori informazioni collegarsi al sito <a href="http://www.skillerz.com/" target="_blank" rel="noopener">www.skillherz.com</a></b></h4>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/orientamento-aziende-aperte-agli-studenti-delle-superiori-ecco-le-prime-8-iscrizioni-dal-18/">Orientamento, aziende aperte agli studenti delle superiori: ecco le prime 8. Iscrizioni dal 18</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studenti in azienda prima di scegliere: Skillherz apre le porte a 18 settori</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/studenti-in-azienda-prima-di-scegliere-skillherz-apre-le-porte-a-18-settori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 08:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ORIENTAMENTO. Iscrizioni al via il 18 maggio. I ragazzi e le ragazze dalla 3^ alla 5^ superiore potranno fare visite online o in presenza. Le aziende interessate ad aprire i propri spazi possono ancora aderire. Nell’articolo tutte le indicazioni per giovani e imprese relative alle iscrizioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/studenti-in-azienda-prima-di-scegliere-skillherz-apre-le-porte-a-18-settori/">Studenti in azienda prima di scegliere: Skillherz apre le porte a 18 settori</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Scegliere cosa fare da grandi senza aver mai visto dall’interno un’azienda. È il paradosso in cui si trovano molti giovani quando si siedono davanti al modulo di iscrizione all’università o a un corso professionale: devono decidere, ma spesso decidono al buio. Secondo i dati dell’Osservatorio Delta Index, un ragazzo su tre non ha mai messo piede in un contesto lavorativo reale. Un numero che pesa, soprattutto in un territorio come quello del nord Italia dove le imprese sono a portata di mano e il tessuto produttivo è tra i più vivaci d’Europa.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2">È da questa consapevolezza che <b><a href="http://www.skillherz.com/" target="_blank" rel="noopener">Skillherz</a> </b>, brand partito da Bergamo e presente in diversi capoluoghi della Lombardia, lancia le visite aziendali. Da anni al fianco dei giovani nei momenti di scelta, con percorsi educativi basati sull’esperienza diretta e oltre 700 studenti già orientati su diversi territori, <b>Skillherz</b> <b>porta ora i ragazzi dentro le imprese</b>, fisicamente o virtualmente. Ma attenzione: la visita non è il punto di partenza, è una tappa. Prima si lavora su se stessi, sulle proprie attitudini e inclinazioni, su ciò che si è e su ciò che si vorrebbe diventare. Chi si iscrive per la prima volta entra in un percorso strutturato, non in una gita aziendale. La visita è il momento in cui quanto emerso nel lavoro interiore incontra la realtà concreta del mondo produttivo.</div>
</div>
<div class="article-body">
<p>«Fare orientamento, per noi, non significa distribuire dépliant sulle professioni o raccontare cosa si studia in una facoltà &#8211; spiega Paolo Maria Ferrari, Ceo e fondatore di Skillherz &#8211; significa mettere i ragazzi di fronte alla realtà, aiutarli a capire chi sono e dove potrebbero stare bene, prima ancora che scelgano dove andare».</p>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont left">
<figure class="zoom-gallery new libera left">
<p><figure style="width: 270px" class="wp-caption alignleft"><a title="Paolo Ferrari, founder e ceo di Skillherz" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/5/4/photos/studenti-in-azienda-prima-di-scegliereskillherz-apre-le-porte-a-18-settori_480502fa-478f-11f1-81eb-0b0129f3ab79_1920_1707.jpg" data-credits="FOTO BEDOLIS" data-title="Paolo Ferrari, founder e ceo di Skillherz"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad" title="Paolo Ferrari, founder e ceo di Skillherz" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/5/4/photos/cache/studenti-in-azienda-prima-di-scegliereskillherz-apre-le-porte-a-18-settori_480502fa-478f-11f1-81eb-0b0129f3ab79_1920_1707_v3_large_libera.jpg" alt="Studenti in azienda prima di scegliere:Skillherz apre le porte a 18 settori" width="270" height="240" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/5/4/photos/cache/studenti-in-azienda-prima-di-scegliereskillherz-apre-le-porte-a-18-settori_480502fa-478f-11f1-81eb-0b0129f3ab79_1920_1707_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Paolo Ferrari, founder e ceo di Skillherz</figcaption></figure><figcaption></figcaption></figure>
</div>
<p>Le visite aziendali nascono per colmare quel gap denunciato dai dati: portare gli studenti &#8211; dalla terza alla quinta superiore &#8211; all’interno di realtà aziendali rappresentative di 18 settori produttivi. Non un solo settore, non una sola impresa: diciotto mondi differenti, perché ogni ragazzo possa esplorare ambiti diversi e non limitarsi al primo che capita. E qui sta una delle specificità di questo progetto rispetto a quanto si trova normalmente sui territori. Non si tratta di un singolo evento aziendale, né di un’alternanza scuola-lavoro improvvisata. Le visite di Skillherz si inseriscono in un percorso di orientamento che ha una sua architettura: prima la conoscenza di sé, poi l’incontro con il mondo reale, poi la rielaborazione dell’esperienza.</p></div>
<div class="article-body">
<p>«Negli anni abbiamo capito che i ragazzi hanno bisogno di esperienze che lascino il segno &#8211; spiega Ferrari &#8211; quando uno studente parla per venti minuti con un ingegnere, con un designer o con un operatore sanitario, e capisce cosa fa davvero quella persona ogni giorno, quella conversazione vale più di ore di orientamento tradizionale. È da lì che è nata l’idea delle visite aziendali: trasformare la curiosità in consapevolezza, grazie a chi il lavoro lo fa ogni giorno».</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>L’obiettivo non è trovare subito un lavoro, né scegliere una professione guardando un’etichetta. È capire come funziona un’azienda dall’interno: come sta in piedi, quante figure diverse la tengono in vita, quante competenze convivono sotto lo stesso tetto. Un’azienda non è un mestiere. È un ecosistema. E un ragazzo che lo capisce a sedici anni ha già fatto un passo enorme rispetto a chi arriverà a vent’anni senza averci mai riflettuto.</p>
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<div class="article-body">
<p>Le visite si articolano in due modalità. Da un lato le visite online, della durata di un’ora, condotte su piattaforma Google Meet con un massimo di cinquanta partecipanti per garantire interazione reale e non la passività di una lezione frontale. Durante l’incontro gli studenti non sono semplici spettatori: vengono coinvolti in attività pratiche, possono fare domande dirette ai professionisti e navigare insieme a loro nel mondo dell’azienda ospitante. A guidare l’esperienza c’è sempre un educatore Skillherz che affianca il referente aziendale, assicurando che il racconto sia accessibile, stimolante e calibrato sull’età dei partecipanti.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Dall’altro lato ci sono le visite in presenza, pensate per creare un’esperienza ancora più immersiva e legata al territorio: gli studenti entrano fisicamente negli spazi produttivi, toccano con mano i processi, respirano l’atmosfera di un luogo di lavoro vero. In questo caso, la prossimità geografica diventa un valore aggiunto: avvicinare un ragazzo a un’azienda che potrebbe un giorno diventare il suo datore di lavoro è già, in sé, un atto di radicamento territoriale oltre che di orientamento.</p>
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<div class="article-body">
<p>I 18 settori coperti spaziano dalla Finanza &amp; Business alla Sanità &amp; Cura, dal Green all’Agroalimentare, dalla Logistica all’Informatica &amp; Digitale, dall’Arte &amp; Cultura alla Moda, fino all’Industria Meccanica, Chimica e Metalmeccanica. Le <b>iscrizioni per gli studenti apriranno il 18 maggio</b>: per consultare il calendario e registrarsi è possibile visitare<a href="http://www.skillherz.com/" target="_blank" rel="noopener"> <b>www.skillherz.com</b> </a>o la pagina dedicata <b><a href="http://www.skillherz.com/studenti/visite-aziendali-estive/" target="_blank" rel="noopener">www.skillherz.com/studenti/visite-aziendali-estive/</a> </b>. Le visite sono rivolte agli studenti dalla terza alla quinta superiore.<b> Le aziende interessate</b> a mettere a disposizione la propria realtà produttiva &#8211; in presenza o da remoto &#8211; possono ancora contattare Skillherz all’indirizzo<b> imprese@skillherz.com</b>.</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/studenti-in-azienda-prima-di-scegliere-skillherz-apre-le-porte-a-18-settori/">Studenti in azienda prima di scegliere: Skillherz apre le porte a 18 settori</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>«ABB» apre ai ragazzi di Skillherz: «Per loro un&#8217;esperienza che lascerà il segno»</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/abb-apre-ai-ragazzi-di-skillherz-per-loro-unesperienza-che-lascera-il-segno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 07:33:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=10195</guid>

					<description><![CDATA[<p>ORIENTAMENTO. Skillherz porta i ragazzi del triennio delle superiori nelle imprese. Irene Caprì, Hr Business Partner, Distribution Solutions, ABB Italia: «Da noi le visite aziendali diventano uno strumento di orientamento reale»</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/abb-apre-ai-ragazzi-di-skillherz-per-loro-unesperienza-che-lascera-il-segno/">«ABB» apre ai ragazzi di Skillherz: «Per loro un&#8217;esperienza che lascerà il segno»</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Le aziende non sono solo il contesto in cui i ragazzi lavoreranno un giorno, possono diventare il primo posto in cui imparano a immaginarsi adulti. Non si tratta di vendergli un’opportunità di lavoro, ma di mostrargli com’è fatto il mondo che li aspetta.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2">Ed è esattamente questo il senso del coinvolgimento delle imprese del territorio nelle visite aziendali di <b><a href="http://www.skillherz.com/" target="_blank" rel="noopener">Skillherz</a> </b>: avere una rete di imprese partner disposte a trasformare una visita in un’esperienza di orientamento vera, online o in presenza.</div>
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<div class="article-body">
<p>Le visite online sono pensate per essere accessibili a tutti gli studenti, ovunque si trovino. Quelle in presenza, invece, seguono una logica di prossimità: le aziende che aprono fisicamente i propri spazi lo fanno anche nell’ottica di costruire un rapporto con i giovani del territorio, quelli che domani potrebbero essere i loro colleghi, i loro tecnici, i loro progettisti. Un investimento nel futuro che parte dalla conoscenza reciproca.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2">Tra le prime realtà ad aderire al progetto c’è ABB, colosso globale della tecnologia con una presenza radicata a Bergamo fin dal 1934 &#8211; anno in cui nasceva, con il marchio SACE, quello che sarebbe diventato uno dei centri strategici mondiali per il settore dell’elettromeccanica e dell’energia.</div>
</div>
<div class="half-story" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="764">La sede di Bergamo non è nuova al rapporto con le scuole: da anni costruisce relazioni continuative con gli Itis e gli Ipia del territorio bergamasco, accompagnando studenti dalla terza superiore fino al post-diploma con lezioni tecniche e testimonianze aziendali progettate insieme ai docenti e integrate nei programmi scolastici.</div>
<div class="article-body">
<p>I temi spaziano dall’automazione e dalla meccatronica alla sicurezza, dalla sostenibilità di prodotto all’intelligenza artificiale, fino alle soft skills e all’orientamento al lavoro. ABB è inoltre presente al Job Festival di Confindustria Bergamo, partecipa ai career day degli istituti tecnici e professionali del territorio e collabora attivamente con Its Lombardia Meccatronica Academy per l’attivazione di tirocini e la valutazione di profili per possibili inserimenti occupazionali.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Un impegno che si traduce anche in sfide concrete: ABB ha affiancato con tutor dedicati gli studenti del Marconi di Dalmine in una challenge di istituto, e partecipa con regolarità a iniziative come il Green Day promosso da M4E.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>«Il dialogo tra scuola e mondo del lavoro è fondamentale. Accogliere gli studenti in ABB, nelle sedi di Bergamo e Dalmine, significa da un lato offrire loro un’occasione concreta per collegare ciò che studiano alle applicazioni reali, ma anche per scoprire professionalità e competenze spesso poco conosciute, dall’altro è per noi un modo concreto di restituire valore al territorio» racconta da ABB Irene Caprì, HR Business Partner, Distribution Solutions, Italia.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>La distanza tra l’aula o un libro di testo e un processo produttivo reale è ancora enorme. «Crediamo che entrare in azienda, vedere gli impianti, fare domande e confrontarsi con chi lavora ogni giorno sul campo sia un’esperienza che lascia il segno. È anche così che si accende la curiosità verso le discipline tecniche e scientifiche» continua Caprì.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>Non si tratta di presentare l’azienda, ma di aiutare i ragazzi a capirsi attraverso un settore, per ridurre quella distanza prima che diventi un problema. Perché un ragazzo che entra in un’impresa sapendo già cosa cerca, è un ragazzo che, se sceglie quel settore, lo sceglie davvero. È questa la scommessa più ambiziosa del progetto: non accelerare le scelte, ma migliorarle. E per farlo servono aziende disposte a mettersi in gioco, a raccontarsi senza filtri a ragazzi che ancora non sanno bene cosa cercano, ma che, se incontrano la persona giusta nel posto giusto, spesso lo capiscono prima del previsto.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p><b>Le iscrizioni ad aziende di 18 settori economici per gli studenti apriranno il 18 maggio</b>: per consultare il calendario e registrarsi è possibile visitare <a href="http://www.skillherz.com/" target="_blank" rel="noopener"><b>www.skillherz.com</b> </a>o la pagina dedicata <a href="http://www.skillherz.com/studenti/visite-aziendali-estive/" target="_blank" rel="noopener"><b>www.skillherz.com/</b> <b>studenti/visite-aziendali-estive/</b> </a>. Le visite sono rivolte agli studenti dalla terza alla quinta superiore. <b>Le aziende interessate</b> a mettere a disposizione la propria realtà produttiva &#8211; in presenza o da remoto &#8211; possono ancora contattare Skillherz all’indirizzo <b>imprese@skillherz.com.</b></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/abb-apre-ai-ragazzi-di-skillherz-per-loro-unesperienza-che-lascera-il-segno/">«ABB» apre ai ragazzi di Skillherz: «Per loro un&#8217;esperienza che lascerà il segno»</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gen Z, il 90% crede ancora nel lavoro ma il 23,9% si perde prima a scuola</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/gen-z-il-90-crede-ancora-nel-lavoro-ma-il-239-si-perde-prima-a-scuola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=10095</guid>

					<description><![CDATA[<p>ORIENTAMENTO. La ricerca Censis-Fondazione Costruiamo il Futuro smonta il luogo comune dei ragazzi disillusi. Il problema si pone quando la scuola non riesce a orientare e così la distanza dal futuro si allarga</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/gen-z-il-90-crede-ancora-nel-lavoro-ma-il-239-si-perde-prima-a-scuola/">Gen Z, il 90% crede ancora nel lavoro ma il 23,9% si perde prima a scuola</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Non hanno voglia di lavorare. Oppure sì, ma solo a certe condizioni: meno sacrificio, più tempo per sé, più attenzione al benessere. È questo il ritornello polarizzante che accompagna il racconto dei giovani italiani. Una chiave di lettura semplice, ripetuta, quasi automatica. Ma anche comoda. Perché sposta il problema alla fine del percorso, sul lavoro, quando il nodo vero potrebbe stare molto prima.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<div class="position2">Prima del lavoro c’è la scuola. E soprattutto c’è il modo in cui la scuola riesce – o non riesce – a rendere visibile il futuro. È da qui che conviene partire per leggere «Senso della scuola, senso del lavoro», la prima rilevazione dell’Osservatorio Iride nato dalla collaborazione tra la Fondazione Costruiamo il Futuro ETS e il Censis. Una ricerca che guarda il sistema educativo con gli occhi dei ragazzi. E quello che emerge è meno rassicurante del previsto: non siamo davanti a una generazione disimpegnata, ma a una generazione che fatica a dare senso al percorso che dovrebbe accompagnarla verso il lavoro.</div>
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<div id="scroll1" class="article-body">
<h3>Una scelta da costruire</h3>
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<div class="article-body">
<p>I dati raccontano tutt’altro che una fuga dal lavoro. Il 90% dei giovani dice di voler trovare un lavoro che ama, l’89% punta al successo professionale, l’88% a una vita soddisfacente. Il lavoro resta centrale, ma cambia posizione: non è più un destino da accettare, è una scelta da costruire. Non a caso la ricerca descrive ragazzi insieme ottimisti e preoccupati, fiduciosi e incerti, ben lontani dallo stereotipo dei «bamboccioni».</p>
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<div class="article-body-full">
<div class="position2">Il punto di svolta sta qui. Alla domanda se la scuola prepari al mondo futuro, il 18,4% risponde «molto» e il 53,3% «abbastanza». Ma il 22,8% dice «poco» e il 5,5% «per niente». In altre parole, oltre un giovane su quattro non si sente preparato ad affrontare il futuro. Non è il lavoro a essere in discussione, ma il percorso che dovrebbe renderlo comprensibile. Ed è proprio in questa fascia più critica che si concentrano i segnali di rottura: il 60,3% pensa che la vita vera sia fuori dalle mura scolastiche, il 55,4% vive la scuola come troppo stressante e competitiva, il 46,1% si sente disorientato rispetto a un futuro incerto, il 42,6% la considera noiosa.</div>
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<div class="article-body">
<p>Ciò accade mentre i giovani continuano a investire nello studio. Il 68,7% vuole proseguire la formazione, contro il 31,3% che preferirebbe lavorare subito. Non solo: per il 49,6% diploma o qualifica rappresentano il requisito minimo per trovare lavoro, mentre un ulteriore 38,1% ritiene necessario continuare a studiare. Solo una minoranza considera il titolo un semplice «pezzo di carta». Il punto, quindi, non è la perdita di valore dello studio, ma la sua difficoltà crescente a tradursi in prospettive concrete. E infatti il 76,3% degli studenti dice che, potendo tornare indietro, rifarebbe la stessa scuola: segno che la legittimazione della scuola regge, ma non basta più da sola a orientare il dopo.</p>
</div>
<div class="half-story" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="28534"></div>
<div class="article-body">
<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a title="None" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/3/30/photos/gen-z-il-90-crede-ancora-nel-lavoroma-il-239-si-perde-prima-a-scuola_39262866-2c11-11f1-84d6-ff427df3aa91_1920_1747.png"><img decoding="async" class="lozad" title="None" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/3/30/photos/cache/gen-z-il-90-crede-ancora-nel-lavoroma-il-239-si-perde-prima-a-scuola_39262866-2c11-11f1-84d6-ff427df3aa91_1920_1747_v3_large_libera.png" alt="Gen Z, il 90% crede ancora nel lavoroma il 23,9% si perde prima a scuola" width="100%" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/3/30/photos/cache/gen-z-il-90-crede-ancora-nel-lavoroma-il-239-si-perde-prima-a-scuola_39262866-2c11-11f1-84d6-ff427df3aa91_1920_1747_v3_large_libera.png" data-loaded="true" /></a></figure>
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<div id="scroll2" class="article-body">
<h3>Ancora troppe gerarchie culturali</h3>
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<div class="article-body">
<p>Il sistema educativo continua però a orientare più per gerarchie culturali che per opportunità reali. Oltre la metà degli studenti sceglie il liceo, mentre tecnici e professionali restano indietro. Negli ultimi vent’anni i licei sono saliti dal 41,5% al 52,4%, mentre i professionali sono scesi dal 23,8% al 15,3%. È una distribuzione che non segue la domanda del mercato del lavoro, che continua a richiedere competenze tecniche. Il risultato è un disallineamento strutturale. Questo squilibrio si costruisce molto presto: tra chi esce dalle medie con 10 e lode, il 94% sceglie il liceo; tra chi esce con 6, solo il 18,7% va al liceo, mentre il 43,5% finisce nei tecnici e il 37,8% nei professionali. Più che orientamento, è una selezione implicita. Il paradosso è percorsi meno scelti sono spesso quelli più vicini al lavoro reale. Eppure restano meno attrattivi, alimentando la distanza tra formazione e sistema produttivo. Anche quando si guarda al dopo-diploma il divario resta netto: si immatricola all’università il 73,8% dei diplomati liceali, contro il 34,3% dei tecnici e appena il 13,8% dei professionali. E tuttavia, tra chi arriva dai tecnici, la quota che sceglie percorsi Stem è persino più alta di quella dei liceali, 38,5% contro 30,7%. Segno che i percorsi tecnici non sono affatto secondari sul piano delle competenze strategiche, ma continuano a pagare un deficit di prestigio.</p>
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<div class="article-body">
<p>Questa distanza si riflette nel mercato del lavoro. In Italia il tasso di occupazione giovanile è del 34,4%, contro il 49,4% della media europea. I Neet (Not in Education, Employment or Training) sono il 15,2%, ben sopra l’11,1% Ue. Anche la disoccupazione giovanile resta elevata, intorno all’11,4%.</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>E questa fragilità nasce prima del lavoro. Nasce dentro il sistema educativo. Lungo il percorso si perdono oltre 96 mila studenti, il 16,5% di una coorte. E la dispersione è fortemente diseguale: tra i 18-24enni con genitori poco istruiti gli early leavers arrivano al 23,9%, mentre scendono all’1,6% tra chi ha almeno un genitore laureato. La scuola, quindi, non solo orienta poco, ma fatica anche a compensare le disuguaglianze di partenza.</p>
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<div class="article-body">
<p>Ma anche tra chi arriva alla fine emergono criticità pesanti. Quasi uno studente su due non raggiunge competenze adeguate in italiano e oltre la metà in matematica. Non è solo dispersione, è qualità del capitale umano.</p>
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<div id="scroll3" class="article-body">
<h3>Fatica a immaginare il lavoro</h3>
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<div class="article-body">
<p>In un Paese che invecchia e perde giovani, non è un dettaglio statistico: è un problema di produttività futura, di capacità di innovare, di tenuta del sistema. Emerge un quadro chiaro. I giovani non rifiutano il lavoro, ma faticano a immaginarlo. Studiano, ma raramente vedono dove la teoria prende forma. Le professioni restano lontane, i contesti produttivi poco conosciuti, i passaggi tra formazione e lavoro poco visibili. Così anche le scelte diventano più deboli. L’orientamento arriva tardi e resta spesso teorico. Ma costruire un’idea di lavoro richiede tempo, esposizione, esperienza. Il punto allora non è aggiungere un adempimento, ma ridurre una distanza: rendere il lavoro visibile dentro i percorsi educativi, costruire continuità tra scuola e realtà produttiva, anticipare il momento in cui i ragazzi iniziano a immaginarsi nel mondo. Non è solo una questione educativa. È una questione economica: è lì che si forma &#8211; o si indebolisce &#8211; il rapporto tra giovani, competenze e lavoro. A renderlo ancora più evidente è un ultimo scarto: nel 2024 gli early leavers italiani sono ancora il 9,8%, sopra la media Ue del 9,4%, mentre tra i giovani con genitori poco istruiti l’abbandono precoce sale al 23,9%. È qui che scuola, lavoro e disuguaglianze si intrecciano: la difficoltà di orientare non rallenta solo la transizione, ma allarga anche le distanze sociali.</p>
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		<item>
		<title>Un ragazzo su tre non ha mai visto un’azienda. Nuovi ponti tra orientatori e imprese</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/un-ragazzo-su-tre-non-ha-mai-visto-unazienda-nuovi-ponti-tra-orientatori-e-imprese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 09:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ORIENTAMENTO. Il 30% degli studenti non ha mai visitato un’azienda e oltre la metà conosce poco il tessuto produttivo del territorio. Dal convegno Asnor–Aidp nasce un’alleanza tra orientatori, imprese e istituzioni per costruire nuovi ponti tra scuola e lavoro.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un ragazzo su tre non ha mai visto da vicino un’azienda. </strong>Non ci ha mai messo piede. Non ha mai visto come si lavora dentro un capannone, un ufficio, una linea di produzione. Non ha mai parlato con chi ogni giorno progetta, vende, costruisce. E poi ci chiediamo perché il lavoro, per molti giovani, resta un mistero. È da questa distanza concreta tra scuola e imprese che è partita la riflessione del convegno <strong data-start="699" data-end="751">«Scuola e lavoro: costruire ponti per il futuro»</strong>, ospitato all’Auditorium Olmi di Bergamo e promosso da <strong data-start="807" data-end="853">Asnor &#8211; Associazione nazionale orientatori</strong>, in collaborazione con <strong data-start="877" data-end="895">Aidp Lombardia</strong> e con il patrocinio della <strong data-start="922" data-end="946">Provincia di Bergamo</strong>.</p>
<p>L’incontro ha riunito orientatori, dirigenti scolastici, responsabili delle risorse umane e rappresentanti delle istituzioni per discutere uno dei nodi più complessi del mercato del lavoro contemporaneo: <strong>il rapporto tra sistema educativo e mondo produttivo</strong>. Ad aprire i lavori è stato Paolo Motta del Gruppo Bergamo di Aidp Lombardia e a fare da filo conduttore dell’iniziativa è stata <strong>Helga Ogliari</strong>, organizzatrice dell’evento e figura che rappresenta simbolicamente il punto di contatto tra i due mondi, essendo attiva sia nella comunità degli orientatori sia in quella dei responsabili HR. «La transizione dalla scuola al lavoro &#8211; ha spiegato &#8211; è una delle sfide più rilevanti del nostro tempo. Per affrontarla serve una visione condivisa e soprattutto una collaborazione concreta tra chi orienta i ragazzi e chi poi li accoglie nelle aziende».</p>
<figure id="attachment_9980" aria-describedby="caption-attachment-9980" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-9980 size-medium" src="https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560443-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" srcset="https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560443-300x217.jpg 300w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560443-1024x740.jpg 1024w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560443-768x555.jpg 768w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560443-1536x1109.jpg 1536w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560443-2048x1479.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-9980" class="wp-caption-text">I relatori della tavola rotonda</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le esperienze dal territorio</strong></h3>
<p>Nel corso della mattinata si sono alternati interventi che hanno portato il punto di vista delle istituzioni, della scuola e delle imprese. Sono intervenuti <strong>Pasquale Gandolfi e Umberto Valois</strong>, presidente e vicepresidente della Provincia di Bergamo, <strong>Annie Pontrandolfo</strong>, presidente nazionale Asnor, e <strong>Marco Vigini</strong>, vicepresidente Aidp Lombardia. Accanto a loro hanno portato la loro esperienza <strong>Pamela Mologni</strong> di Bergamo Sviluppo, <strong>Erminio Salcuni</strong>, vicedirettore di ABF, <strong>Claudia Caccia</strong>, coordinatrice della progettazione e dell’internazionalizzazione dell’Istituto Paleocapa, <strong>Raffaella Donghi</strong>, CFO di Sangalli Spa, <strong>Laura Nember</strong>, senior educational specialist Lombardia di Gi Group, e <strong>Paolo Ferrari</strong>, founder e ceo di Skillherz e Delta Index.  Tra gli interventi più significativi anche quello di <strong>due studentesse diplomate all’Istituto tecnico Paleocapa di Bergamo</strong>, che hanno portato la loro esperienza diretta di passaggio dalla scuola al lavoro. Nel loro racconto è emerso con chiarezza quanto gli incontri con le aziende organizzati durante il percorso scolastico abbiano inciso sulle scelte successive. Le visite aziendali, i momenti di confronto con imprenditori e professionisti e le esperienze di contatto con il mondo produttivo hanno permesso loro di <strong>capire concretamente come funzionano le imprese e quali professioni esistono</strong>, rendendo molto più consapevole l’ingresso nel mondo del lavoro. Una testimonianza semplice ma efficace, che ha dato volto umano a un tema spesso affrontato solo attraverso numeri e analisi.</p>
<h3><strong>I dati che spiegano il problema</strong></h3>
<p>Proprio quei numeri aiutano a capire perché esperienze come quella raccontata dalle studentesse non siano ancora così diffuse. A margine del convegno sono stati presentati infatti alla stampa alcuni <strong>dati inediti raccolti dall’Osservatorio Delta Index su oltre 600 studenti</strong>, che fotografano la distanza tra giovani e sistema produttivo.</p>
<p>Il primo dato è emblematico: <strong>il 30% degli studenti non ha mai visitato un’azienda</strong>.</p>
<p>Un altro <strong>33% l’ha fatto una sola volta</strong>, mentre solo il resto ha avuto più occasioni di entrare in contatto diretto con il mondo produttivo.</p>
<p>Non sorprende quindi un secondo indicatore: <strong>oltre la metà degli studenti dichiara di conoscere poco il tessuto economico produttivo del proprio territorio</strong>. Il <strong>52,5% afferma di conoscerlo poco</strong>, mentre il <strong>13,1% per niente</strong>.</p>
<p>Numeri che si collegano direttamente alle riflessioni emerse durante la mattinata: se i ragazzi non entrano mai nelle aziende, difficilmente possono immaginare quali professioni esistano e quali opportunità offrano. Alla domanda su chi dovrebbe aiutarli a conoscere meglio il mondo delle imprese, le risposte degli studenti restituiscono una fotografia significativa.</p>
<p>Il <strong>29% indica la scuola</strong>, il <strong>19% le istituzioni</strong>, il <strong>18% le aziende</strong>.</p>
<p>Ma la risposta più interessante è un’altra: <strong>il 33% dei ragazzi ritiene che tutte queste realtà debbano lavorare insieme</strong>. Una sintesi quasi perfetta del senso del convegno. Il passaggio dalla scuola al lavoro, infatti, non può essere gestito da un solo attore: richiede <strong>una responsabilità condivisa tra sistema educativo, istituzioni e mondo produttivo</strong>.</p>
<h3><strong>Il corridoio tra scuola e impresa</strong></h3>
<p>In questo scenario si inserisce il brand <strong>Skillherz</strong>, sviluppato da <strong>Edoomark</strong>, che rappresenta uno degli strumenti pensati per mettere in relazione diretta studenti e imprese. Se l’Osservatorio <strong>Delta Index</strong> analizza il rapporto tra aziende e Generazione Z dal punto di vista delle imprese, <strong>Skillherz lavora invece direttamente con i ragazzi</strong>, accompagnandoli nella scoperta del lavoro. A raccontarlo durante il convegno è stato <strong>Paolo Ferrari</strong>, founder e ceo di Skillherz e Delta Index. «Quando si parla di mismatch tra domanda e offerta di lavoro &#8211; ha spiegato &#8211; si pensa subito alle competenze. Ma spesso il problema nasce molto prima: <strong>i ragazzi non conoscono il lavoro</strong>». Ferrari ha raccontato ciò che accade spesso negli incontri di orientamento con gli studenti. «Quando chiediamo cosa vogliono fare da grandi, le risposte sono quasi sempre legate alle professioni più visibili, quelle che vedono sui social o nei media. Ma quando iniziamo a raccontare cosa succede dentro le aziende del territorio, molti scoprono per la prima volta mestieri e tecnologie che non avevano mai immaginato».</p>
<figure id="attachment_9981" aria-describedby="caption-attachment-9981" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-9981 size-medium" src="https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560445-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" srcset="https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560445-300x267.jpg 300w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560445-1024x910.jpg 1024w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560445-768x683.jpg 768w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560445-1536x1366.jpg 1536w, https://www.deltaindex.it/wp-content/uploads/2026/03/1560445-2048x1821.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-9981" class="wp-caption-text">Paolo Ferrari, ceo di Skillherz e Delta Index</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo il nodo dell’orientamento non riguarda solo la scelta del percorso di studi, ma <strong>la possibilità di incontrare concretamente il lavoro</strong>. «Se un ragazzo non entra mai in azienda &#8211; ha aggiunto Ferrari &#8211; difficilmente potrà immaginarsi dentro quel mondo. Il nostro compito è costruire quel corridoio tra scuola e impresa che oggi spesso manca». Un corridoio fatto di incontri, testimonianze, visite aziendali e esperienze dirette. Ogni anno, attraverso i progetti di orientamento di Skillherz, vengono coinvolti <strong>oltre 20 mila studenti e più di 310 classi</strong>, con percorsi che mettono i giovani in relazione diretta con le imprese del territorio. «Quando i ragazzi entrano davvero in azienda &#8211; ha concluso Ferrari &#8211; succede qualcosa di semplice ma decisivo: il lavoro smette di essere un’idea astratta e diventa una possibilità concreta».</p>
<h3><strong>Prima delle competenze servono esperienze</strong></h3>
<p>Il confronto di Bergamo ha messo in evidenza un punto spesso trascurato nel dibattito sul lavoro giovanile. Prima delle competenze servono <strong>esperienze</strong>. Prima del curriculum serve <strong>la conoscenza del lavoro</strong>. E prima ancora delle politiche occupazionali serve <strong>un incontro reale tra chi orienta i giovani e chi li accoglierà nelle aziende</strong>. Solo così quei ponti evocati nel titolo del convegno possono diventare strutture solide. Perché il lavoro, per essere scelto, deve prima di tutto essere <strong>visto da vicino</strong>.</p>
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			</item>
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		<title>Guidati da Skillherz gli studenti in formazione sul set con troupe e attori professionisti</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/guidati-da-skillherz-gli-studenti-in-formazione-sul-set-con-troupe-e-attori-professionisti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Bruno Bonassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 09:04:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ORIENTAMENTO. Dalla Formazione scuola lavoro al set di un vero cortometraggio: con Skillherz gli studenti entrano in un contesto produttivo reale, affiancando professionisti del cinema e sperimentando sul campo competenze trasversali oggi decisive per l’ingresso nel mondo del lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/guidati-da-skillherz-gli-studenti-in-formazione-sul-set-con-troupe-e-attori-professionisti/">Guidati da Skillherz gli studenti in formazione sul set con troupe e attori professionisti</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Accanto alla troupe di Oki Doki Film, al regista Beppe Tufarulo e agli attori Giorgio Marchesi e Antonia Fotaras, che hanno girato il cortometraggio «Le Faremo Sapere», ora nella shortlist 2026 del Premio David di Donatello, c’era anche un gruppo selezionato di studenti delle superiori che aveva partecipato alla Formazione scuola lavoro gestita da <strong class="gsto">Skillherz</strong> all’interno del <strong class="gsto">progetto «Settima Arte» di Oriocenter</strong>. Non si è trattato di una simulazione né di un laboratorio creativo fine a sé stesso. Il progetto ha inserito i ragazzi in un contesto produttivo vero, dove le decisioni hanno conseguenze e il lavoro di ciascuno incide sul risultato finale.</p>
</div>
<div class="article-body-full">
<h3 class="position2">Le competenze si sviluppano in ambienti reali</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>«È solo quando i giovani entrano in ambienti reali che emergono competenze che a scuola restano invisibili», sottolinea <strong class="gsto">Paolo Maria Ferrari, ideatore del brand Skillherz</strong>. «Collaborazione, gestione dello stress, capacità di ascolto e di adattamento non si insegnano a parole: si sperimentano». Il progetto «Settima Arte», sviluppato per Oriocenter, nasce proprio con questo obiettivo: far vivere</p>
<figure style="width: 165px" class="wp-caption alignleft"><a title="Paolo Ferrari, founder di Skillherz" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/2/9/photos/guidati-da-skillherz-studenti-sul-set-con-troupe-e-attori-professionisti_368a2bd6-0595-11f1-b4f3-33b1383bcd71_1920_2074.jpg" data-title="Paolo Ferrari, founder di Skillherz"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad" title="Paolo Ferrari, founder di Skillherz" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/2/9/photos/cache/guidati-da-skillherz-studenti-sul-set-con-troupe-e-attori-professionisti_368a2bd6-0595-11f1-b4f3-33b1383bcd71_1920_2074_v3_medium_libera.jpg" alt="Paolo Ferrari, founder di Skillherz" width="165" height="178" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/2/9/photos/cache/guidati-da-skillherz-studenti-sul-set-con-troupe-e-attori-professionisti_368a2bd6-0595-11f1-b4f3-33b1383bcd71_1920_2074_v3_medium_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Paolo Ferrari, founder di Skillherz</figcaption></figure>
<p>ai ragazzi un’esperienza che non li prepara a «fare cinema», ma a confrontarsi con le logiche del lavoro. Orari, vincoli, imprevisti, responsabilità condivise. Elementi che trasformano un’attività formativa in una palestra di competenze trasversali, oggi sempre più richieste dalle imprese.</p>
</div>
<h3 data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="37971">Il contributo creativo e organizzativo dei ragazzi</h3>
<div class="article-body">
<p>Osservando il comportamento degli studenti sui set, è emersa una consapevolezza ulteriore. «Quando ai ragazzi viene data fiducia e uno spazio autentico, il loro contributo non è solo creativo, ma anche organizzativo &#8211; spiega Ferrari -. Non sono spettatori: diventano parte del processo».</p>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont left">
<p class="zoom-gallery new libera left">Da qui la scelta di coinvolgere alcuni studenti selezionati nella produzione del cortometraggio, affiancando professionisti del settore in una vera esperienza di lavoro estivo. Il risultato, misurabile anche nei riconoscimenti ottenuti dal film, è solo una parte della storia. Quella più rilevante riguarda il metodo. Skillherz dimostra che l’incontro tra giovani e imprese funziona quando è progettato, guidato e inserito in contesti reali.</p>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/guidati-da-skillherz-gli-studenti-in-formazione-sul-set-con-troupe-e-attori-professionisti/">Guidati da Skillherz gli studenti in formazione sul set con troupe e attori professionisti</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il 33% dei diplomati è disorientato. Scuola e lavoro ancora distanti</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti/</link>
					<comments>https://www.deltaindex.it/journal/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 09:13:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.deltaindex.it/?p=9812</guid>

					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. Tra scelte in famiglia e iniziative improvvisate, l’orientamento dei giovani non regge. Colombo (Adapt): «Senza comunità formative vere, i ragazzi restano soli davanti a decisioni fondamentali»</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti/">Il 33% dei diplomati è disorientato. Scuola e lavoro ancora distanti</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body">
<p>Il dato più netto è anche il più spiazzante: in Lombardia un diplomato su tre non ha le idee chiare sul proprio futuro professionale. Non è una fotografia marginale, ma il segnale di una frattura profonda tra scuola, lavoro e aspettative delle nuove generazioni. È da qui che prende avvio la ricerca «Orientare i talenti. Dati, strumenti, esperienze e prospettive», realizzata da Fondazione Adapt, che mette nero su bianco una verità ormai difficile da ignorare: l’orientamento non può più essere un momento isolato, né un adempimento formale, ma una vera infrastruttura strategica per il futuro del Paese.</p>
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<div class="article-body-full">
<div class="position2"><strong class="gsto">Il disorientamento che colpisce il 33,2% dei diplomati del Nord-Ovest è il prodotto di una concatenazione di fattori strutturali</strong>. Da un lato, un sistema educativo che continua a privilegiare la trasmissione dei saperi rispetto alla capacità di aiutare gli studenti a leggere se stessi; dall’altro, un mercato del lavoro che evolve rapidamente e rende sempre più difficile immaginare traiettorie lineari. La ricerca evidenzia come oltre il 40% dei giovani dichiari di aver scelto il proprio percorso formativo senza una reale conoscenza delle opportunità professionali a esso collegate, mentre quasi uno su tre afferma di essersi basato soprattutto su indicazioni familiari.</div>
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<div class="article-body">
<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/1/7/photos/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti_de6bf20c-eba6-11f0-b2fc-f9785b85cf98_1920_1952.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad alignright" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/1/7/photos/cache/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti_de6bf20c-eba6-11f0-b2fc-f9785b85cf98_1920_1952_v3_medium_libera.jpg" width="555" height="565" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/1/7/photos/cache/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti_de6bf20c-eba6-11f0-b2fc-f9785b85cf98_1920_1952_v3_medium_libera.jpg" data-loaded="true" /></a></figure>
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<div id="scroll1" class="article-body">
<h3>Percorsi inefficaci</h3>
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<div class="article-body">«L’orientamento oggi è ancora troppo debole e frammentato», sottolinea <strong class="gsto">Matteo Colombo, presidente di Fondazione Adapt,</strong> «e spesso non riesce a dare ai ragazzi uno sguardo d’insieme che li aiuti a capire come si arriva a certe criticità». A pesare è anche la debolezza dei servizi. Un giovane su quattro segnala l’assenza o l’inefficacia dell’orientamento ricevuto durante il percorso scolastico e formativo. Quando presente, si concentra spesso in momenti sporadici, scollegati dal resto dell’esperienza educativa. «Dobbiamo superare l’idea di un orientamento puramente teorico &#8211; afferma Colombo -. Serve passare a un orientamento esperienziale, basato sulla conoscenza diretta delle realtà formative e professionali, dentro vere comunità formative».</div>
<div class="article-body-full">
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<div class="float-img-article-cont left">
<figure class="zoom-gallery new libera left"><a title="Matteo Colombo, presidente Fondazione Adapt" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/1/7/photos/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti_e00117be-eba6-11f0-b2fc-f9785b85cf98_1920_1280.jpg" data-title="Matteo Colombo, presidente Fondazione Adapt"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad" title="Matteo Colombo, presidente Fondazione Adapt" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/1/7/photos/cache/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti_e00117be-eba6-11f0-b2fc-f9785b85cf98_1920_1280_v3_large_libera.jpg" alt="Matteo Colombo, presidente Fondazione Adapt" width="323" height="215" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2026/1/7/photos/cache/il-33-dei-diplomati-e-disorientato-scuola-e-lavoro-ancora-distanti_e00117be-eba6-11f0-b2fc-f9785b85cf98_1920_1280_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption>Matteo Colombo, presidente Fondazione Adapt</figcaption></figure>
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<p>Il contesto demografico rende questo scenario ancora più critico. Nei prossimi decenni la popolazione attiva italiana è destinata a ridursi di circa il 35%, passando da 37,3 a 24,4 milioni di persone; in Lombardia la contrazione prevista è del 21%. Eppure, entro il 2029, nella sola regione saranno richiesti 682.800 nuovi lavoratori, soprattutto nei servizi alle imprese, nell’industria manifatturiera e nei servizi alla persona. Quasi la metà delle posizioni riguarderà profili tecnici e professionali. «Siamo davanti a un paradosso evidente &#8211; osserva Colombo -. Da una parte le imprese non trovano competenze, dall’altra molti giovani faticano a scegliere. È il segno che l’orientamento non può essere lasciato al caso». Il mismatch produce effetti concreti: il 23% dei giovani occupati svolge un lavoro che non valorizza pienamente il proprio titolo di studio, mentre la sovraqualificazione convive con la carenza di profili tecnici. Anche le competenze digitali restano un nodo aperto: solo il 68,6% dei giovani possiede competenze almeno di base. «Il rischio &#8211; avverte Colombo &#8211; è che i ragazzi arrivino a pensare: “Questo percorso non fa per me, quindi mollo”. In realtà l’orientamento dovrebbe evitare proprio questo, offrendo alternative e accompagnando la crescita personale nel tempo».</p>
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<div class="half-story" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="30546"></div>
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<h3>Bassa istruzione terziaria</h3>
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<p>Sul fronte dell’istruzione terziaria, l’Italia resta sotto la media europea, con il 31,6% di laureati tra i 25 e i 34 anni. La Lombardia sale al 35,2%, ma con forti divari territoriali. Milano supera il 45%, mentre altre province restano indietro. «Qui l’orientamento diventa anche una questione di equità &#8211; spiega Colombo &#8211; perché aiuta a rendere visibili opportunità che altrimenti resterebbero accessibili solo a chi ha più strumenti culturali e sociali».</p>
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<div class="article-body">
<p>Nonostante le criticità, la Lombardia mostra indicatori positivi: tasso di occupazione giovanile al 42%, abbandono scolastico al 7,7%, dispersione implicita al 3,7%. Un contesto che può diventare un laboratorio avanzato. «L’orientamento non è una scelta individuale che riguarda solo i ragazzi &#8211; afferma Colombo . &#8211; È un investimento sul territorio in cui un’impresa si colloca e quindi sulla sostenibilità futura dell’impresa stessa. L’alternativa è una logica autoreferenziale che spinge i giovani a studiare altrove e poi a lavorare altrove».</p>
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<blockquote class="float-quote-article-cont">
<h3><span style="color: #0000ff;"><strong>«Senza bussola i ragazzi scambiano una difficoltà per un fallimento personale»</strong></span></h3>
</blockquote>
<p>Da qui il ruolo strategico delle aziende come attori educativi. La ricerca valorizza diverse best practice, tra cui il caso di Edison. Con il progetto Scuola Edison, l’azienda ha costruito percorsi strutturati di incontro con studenti e docenti, basati su laboratori, testimonianze e attività esperienziali sui temi dell’energia, della transizione ecologica e dell’innovazione. Un modello che interpreta l’orientamento come responsabilità condivisa. «Quando le imprese entrano nei percorsi di orientamento &#8211; sottolinea Colombo &#8211; contribuiscono a creare quella pari dignità tra i diversi percorsi formativi che è essenziale per aiutare i giovani a scegliere senza gerarchie precostituite».</p>
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<div id="scroll3" class="article-body">
<h3>Servono strumenti per scegliere</h3>
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<div class="article-body">
<p>Accanto a Edison, emergono esperienze promosse da ITS Academy, associazioni datoriali e soggetti del terzo settore, accomunate dalla continuità nel tempo e dal forte radicamento territoriale. Sono iniziative che non si limitano a informare, ma permettono di sperimentare. «L’orientamento &#8211; ribadisce Colombo &#8211; non è un momento di scelta isolato, ma un percorso che dura nel tempo, attraversa più enti e accompagna le persone lungo tutta la vita». Il messaggio che emerge è netto: non esiste un percorso giusto in assoluto. «Dobbiamo rilanciare l’idea che non ci siano strade di serie A e di serie B &#8211; conclude Colombo -. Esistono percorsi più o meno coerenti con le persone. L’orientamento serve a dare strumenti per scegliere, per riorientarsi e per crescere». Perché, come emerge con forza dai dati e dalle esperienze raccontate, orientare non significa indicare una direzione dall’alto, ma camminare insieme, costruendo passo dopo passo un rapporto più solido tra persone, lavoro e territorio.</p>
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<div id="scroll4" class="article-body">
<h2>Skillherz, il modello educativo</h2>
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<div id="scroll5" class="article-body">
<h2>che coinvolge di più le aziende</h2>
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<div class="article-body">
<p>Di fronte a un orientamento che in Italia continua a mostrarsi fragile, episodico e spesso scollegato dalla realtà produttiva, il nodo non è più solo quanto orientamento si fa, ma come lo si costruisce. I dati della ricerca di Fondazione Adapt lo dicono con chiarezza: un diplomato su tre non ha idee chiare sul proprio futuro professionale e molti giovani compiono scelte formative senza conoscere davvero gli sbocchi lavorativi. È il segnale di una distanza strutturale tra scuola e lavoro che non può essere colmata con eventi spot o testimonianze occasionali. In questo contesto si inserisce <strong class="gsto">Skillherz (società benefit Edoomark con Gruppo Sesaab e Odissea di Percassi), progetto interregionale di orientamento che ribalta l’impostazione tradizionale </strong>e prova a ricostruire il collegamento mancante partendo da un assunto semplice ma spesso rimosso dal dibattito pubblico: l’orientamento funziona solo se passa anche dalle imprese. Non come attori accessori o testimonial di una giornata, ma come parte integrante del processo educativo. Il modello Skillherz nasce proprio per superare la logica informativa, puntando su un approccio esperienziale e continuativo. Le NextGenFactory Skillherz sono spazi fisici in cui studenti e studentesse entrano in contatto diretto con il lavoro, incontrano aziende, professionisti e mestieri, osservano processi reali e comprendono come le competenze apprese a scuola si trasformano in attività concrete. Non si tratta di anticipare la selezione, ma di rendere visibile ciò che normalmente resta astratto. Skillherz lavora sulla costruzione di comunità formative territoriali, mettendo in rete scuole, imprese, enti di formazione e istituzioni. L’orientamento non è più un momento isolato, ma un percorso che accompagna i ragazzi nel tempo, aiutandoli a leggere se stessi, a conoscere le alternative e a riorientarsi quando necessario. Un punto centrale, soprattutto in un mercato del lavoro che non offre più traiettorie lineari. C’è poi un elemento che rende Skillherz particolarmente rilevante anche per le imprese. In un contesto segnato dal calo demografico e dalla crescente difficoltà di reperimento di profili tecnici e professionali, partecipare ai percorsi di orientamento significa investire sul proprio territorio e sulla sostenibilità futura del sistema produttivo. Le aziende diventano attori educativi, contribuendo a creare quella pari dignità tra i diversi percorsi formativi &#8211; tecnici, professionali, accademici- che è essenziale per scelte più consapevoli. Con i centri di Bergamo, Brescia, Lodi, Como, Lecco e Vicenza, Skillherz non propone scorciatoie ma un modello concreto per ridurre la distanza tra scuola e lavoro. Per maggiori informazioni <a href="http://www.skillherz.com/" target="_blank" rel="noopener">www.skillherz.com</a>.</p>
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		<item>
		<title>«Qui i giovani si orientano al lavoro». Le imprese promuovono Skillherz</title>
		<link>https://www.deltaindex.it/journal/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 08:05:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CAPITALE UMANO. All’inaugurazione della Next Gen Factory di Bergamo presenti diverse aziende, tra le quali Percassi, Brembo e Zucchetti: «Questi percorsi aiutano la Gen Z a scegliere con maggior consapevolezza»</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz/">«Qui i giovani si orientano al lavoro». Le imprese promuovono Skillherz</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="article__head"></div>
<div class="story">
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<p>Ripensare l’orientamento come un’esperienza reale di incontro, dialogo e scoperta. È il terreno su cui si muove Skillherz, il nuovo hub educativo promosso da Edoomark, impresa benefit bergamasca fondata e guidata da Paolo Ferrari, con il sostegno della holding «Odissea Srl» e «The Antonio Percassi Family Foundation» e la collaborazione del gruppo Sesaab, la società editrice de L’Eco di Bergamo.</p>
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<div class="article-body-full">
<div class="position2">L’obiettivo è costruire un ponte stabile tra scuola e mondo del lavoro attraverso le Next Gen Factory: qui i ragazzi si confrontano con le sfide reali delle aziende e imparano a lavorare in squadra, a risolvere problemi, a progettare. Le imprese, a loro volta, incontrano una generazione spesso sfuggente ma ricca di energia e creatività. È un modello che «accende il talento e amplifica il business», un ecosistema capace di coinvolgere 400 istituti scolastici e oltre 30mila studenti ogni anno, ponendo l’azienda come interlocutrice esclusiva del proprio settore sul territorio provinciale dove sorge il centro.</div>
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<div class="article-body">
<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a title="Il centro Skillherz di Bergamo con ragazze e ragazzi impegnati nell’alternanza scuola-lavoro" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8952f370-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_1440.jpg" data-title="Il centro Skillherz di Bergamo con ragazze e ragazzi impegnati nell’alternanza scuola-lavoro"><img decoding="async" class="lozad" title="Il centro Skillherz di Bergamo con ragazze e ragazzi impegnati nell’alternanza scuola-lavoro" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/cache/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8952f370-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_1440_v3_large_libera.jpg" alt="Il centro Skillherz di Bergamo con ragazze e ragazzi impegnati nell’alternanza scuola-lavoro" width="100%" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/cache/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8952f370-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_1440_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption>Il centro Skillherz di Bergamo con ragazze e ragazzi impegnati nell’alternanza scuola-lavoro</figcaption></figure>
<p>All’inaugurazione dell’hub di Bergamo al piano terra di Palazzo Rezzara in viale Papa Giovanni XXIII 118 (ma ne seguiranno altri anche a Brescia, Como, Lecco, Lodi, Mantova e Milano in Lombardia e a Vicenza e Verona in Veneto) erano presenti venti aziende che si sono dimostrate molto interessate al progetto Skillherz. Dai loro commenti emerge una convinzione comune: serve più dialogo. «Le scuole sono fucine di passioni e talenti, essenziali per il futuro di una comunità &#8211; riconosce Antonio Placella, Talent Acquisition &amp; Employer Branding Manager di Brembo &#8211; ma le imprese possono giocare un ruolo cruciale nel far emergere questi talenti, costruendo un ponte solido, insieme al mondo della formazione, tra scuola e lavoro. In questo contesto, diventa sempre più importante promuovere modelli di orientamento innovativi, dove studenti e aziende collaborano per costruire percorsi condivisi. Questi percorsi aiutano le giovani generazioni a comprendere meglio il mondo del lavoro permettendo loro di scegliere con maggiore consapevolezza e fiducia il proprio futuro professionale».</p>
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<div class="article-body-full">
<h3 class="position2">Esperienze condivise</h3>
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<div class="article-body">
<p>C’è poi il tema dell’incrocio tra domanda e offerta di competenze che deve passare da esperienze condivise, da luoghi in cui ragazzi e imprenditori si incontrino davvero. «La Generazione Z è sicuramente una delle più complesse da intercettare, ma anche una delle più stimolanti – sottolinea la Direzione Risorse umane del Gruppo Percassi –. Il vero nodo, oggi, è l’estrema frammentazione degli orientamenti formativi: tanti percorsi, pochi riferimenti concreti al mondo del lavoro. Questo crea incertezza nei ragazzi, che spesso non riescono a capire quale ruolo potrebbero davvero ricoprire in un’organizzazione come la nostra. Non per mancanza di capacità, ma per mancanza di una visione chiara del futuro. Il nostro impegno è prima di tutto culturale: cerchiamo di essere una guida. Non cerchiamo solo competenze, ma soprattutto voglia di crescere. Chi dimostra passione e spirito d’iniziativa può arrivare lontano».</p>
</div>
<div class="half-story" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371="5754"></div>
<div class="article-body">
<figure class="zoom-gallery new libera medium"><a title="Il centro Skillherz di Bergamo" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8a442be6-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_1440.jpg" data-title="Il centro Skillherz di Bergamo"><img decoding="async" class="lozad" title="Il centro Skillherz di Bergamo" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/cache/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8a442be6-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_1440_v3_large_libera.jpg" alt="Il centro Skillherz di Bergamo" width="100%" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/cache/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8a442be6-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_1440_v3_large_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption>Il centro Skillherz di Bergamo</figcaption></figure>
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<h3>Più dialogo tra imprese e scuola</h3>
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<p>Una convinzione forte è che la relazione tra scuola e impresa non è semplice. Le aziende faticano ad avere contatti diretti con gli istituti e spesso si trovano di fronte a ragazzi disorientati. «Abbiamo solo il 16% di dipendenti della Generazione Z e vorremmo incrementarne la presenza – racconta Roberto Piazzalunga, People &amp; Organization Specialist di Telmotor –. Il problema è che la Generazione Z non resta più di un paio d’anni in azienda. E dai colloqui spesso emerge la mancanza di vocazione, di un interesse specifico. Credo che Skillherz possa offrire ai giovani un orientamento più concreto, aiutandoli a capire come possono identificarsi in un’azienda. E può essere utile anche a chi si occupa di risorse umane, per imparare a comprendere meglio le nuove generazioni».</p>
</div>
<div class="article-body">
<p>È questo, forse, il punto più critico: capire i giovani. Le imprese parlano di un nuovo modo di intendere il lavoro, in cui la stabilità lascia il posto al desiderio di senso, equilibrio e libertà. «La Generazione Z – sottolinea Alessia Pezzotta, HR Specialist di Plastik – vive il lavoro in modo diverso: per loro l’equilibrio fra vita-lavoro non è un obiettivo da costruire, ma un diritto. Valutano l’ambiente, la flessibilità, la qualità della vita. E noi dobbiamo imparare a parlare la loro lingua».</p>
</div>
<div class="article-body">
<div class="float-img-article-cont left">
<figure style="width: 231px" class="wp-caption alignleft"><a title="Il simbolo di Skillherz e una tirocinante nel centro di Bergamo" href="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8b49ccf8-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_2560.jpg" data-title="Il simbolo di Skillherz e una tirocinante nel centro di Bergamo"><img loading="lazy" decoding="async" class="lozad" title="Il simbolo di Skillherz e una tirocinante nel centro di Bergamo" src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/cache/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8b49ccf8-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_2560_v3_medium_libera.jpg" alt="Il simbolo di Skillherz e una tirocinante nel centro di Bergamo" width="231" height="308" data-src="https://storage.ecodibergamo.it/media/photologue/2025/10/20/photos/cache/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz_8b49ccf8-ad89-11f0-8cce-bf1b9d25f283_1920_2560_v3_medium_libera.jpg" data-loaded="true" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Il simbolo di Skillherz e una tirocinante nel centro di Bergamo</figcaption></figure>
<p class="zoom-gallery new libera left">Skillherz possa anche aiutare le Pmi a farsi conoscere di più sul territorio e, quindi, incuriosire e, al tempo stesso, a creare un legame con chi si affaccia al mondo del lavoro».</p>
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</div>
<div id="scroll3" class="article-body">
<h3>Percorso verticale e concreto</h3>
</div>
<div class="article-body">
<p>Il tema dell’orientamento non riguarda solo la scuola, ma anche l’innovazione. «Le aziende devono affrontare un periodo segnato da grandi trasformazioni – fa presente Luca Stella, Innovation Manager &amp; Strategic Alliances di Zucchetti –. Il nostro Osservatorio, in collaborazione con Delta Index, sta cercando di capire come la tecnologia possa diventare un ponte digitale tra domanda e offerta di lavoro, tra giovani e imprese. Avendo identificato un’azienda ambassador per ogni categoria produttiva permette a Skillherz di offrire un percorso verticale e concreto, che aiuta i ragazzi a scoprire quale possa essere il proprio ruolo nei settori produttivi del territorio».<br />
<strong>Lucia Ferrajoli</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.deltaindex.it/journal/qui-i-giovani-si-orientano-al-lavoro-le-imprese-promuovono-skillherz/">«Qui i giovani si orientano al lavoro». Le imprese promuovono Skillherz</a> proviene da <a href="https://www.deltaindex.it">Deltaindex</a>.</p>
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