ESCLUSIVO – Il ministro Calderone per Delta Index: «I nostri giovani sono la vera infrastruttura per il Paese»

Ospitiamo nella rubrica «Ciclone Z in azienda» l’intervento esclusivo del ministro del Lavoro, Marina Calderone: un contributo di grande valore per l’Osservatorio Delta Index che nasce dalla visione condivisa di costruire ponti solidi tra imprese e nuove generazioni, dove competenze, formazione e attrattività diventano vere leve utili per trasformare il talento dei giovani in valore concreto per le aziende e per il futuro del nostro Paese.

Viviamo un tempo complesso dentro al quale abitano diverse opportunità di costruire spazi, strumenti e buone prassi che accompagnino le transizioni, da quella demografica alla rivoluzione dettata dall’uso dell’intelligenza artificiale. Per politiche del lavoro efficaci serve allora visione. Serve avere l’ambizione e il coraggio di riconoscere quanto ancora è funzionale, cosa va aggiornato e cosa, invece, ha bisogno di revisioni più radicali, agendo secondo priorità e consapevolezza delle possibili aree di azione. Tanto più per le politiche giovanili in uno dei Paesi più anziani del mondo.
Partiamo dal dato di realtà. L’occupazione giovanile in Italia migliora e il tasso di disoccupazione degli under 29 è sceso del 6,7% tra il 2022 e il 2026. Un trend in linea con la crescita complessiva del mercato del lavoro: ormai abbiamo superato stabilmente il record di oltre 24 milioni di occupati, 16,5 milioni con contratto a tempo indeterminato. Ancora oggi, il 42% delle ricerche di lavoro è complicata dalla difficoltà di trovare candidati con le giuste competenze. Davanti a noi, la prospettiva di un turnover che porterà oltre 3 milioni di persone fuori dal mondo del lavoro entro il 2030.

Partecipazione al lavoro

In questo quadro, le politiche giovanili rappresentano l’infrastruttura per il futuro del Paese. Prima di tutto in termini di partecipazione al lavoro: un incentivo economico, da solo, non è sufficiente.
«Il tasso di disoccupazione degli under 29 è sceso del 6,7% tra il 2022 e il 2026»
Una misura funziona quando accompagna la persona verso un’occupazione solida, costruendo percorsi che valorizzino competenze, formazione e orientamento; quando mette in rete tutti gli attori del lavoro, dalle istituzioni centrali agli enti territoriali, dai centri per l’impiego alle agenzie per il lavoro, agli istituti formativi, agli enti bilaterali. Ed è tanto più vero per una generazione di giovani donne e uomini che ha un approccio al lavoro diverso dal passato: la qualità del lavoro, la misura della sua retribuzione, la sua durata nel tempo e la sua capacità di creare percorsi di crescita partecipati rappresentano la vera metrica del successo.

Il Bonus Giovani

In questa cornice si inserisce la scelta di riportare il Bonus Giovani alla decontribuzione totale, prima con il decreto Coesione e ora con l’ultimo decreto Primo Maggio. Abbiamo rafforzato lo strumento attraverso uno sgravio contributivo totale per le assunzioni a tempo indeterminato di under 35, valido due anni e di massimo 500 euro al mese nelle regioni del centronord (650 euro se le assunzioni sono in area ZES), indirizzando la misura per assumere chi è più lontano dal lavoro, Neet inclusi. A patto ci sia un aumento occupazionale netto e si applichi il «salario giusto» determinato dai contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Stabilizzazione dei contratti

Accanto al Bonus Giovani, l’incentivo alla stabilizzazione rende conveniente trasformare i contratti a termine sotto i 12 mesi, già esistenti al 30 aprile 2026, in rapporti stabili. Due strumenti diversi, un obiettivo unico: aumentare la qualità e la durata dell’occupazione giovanile. Poi l’investimento sui fondi per l’autoimpiego, che guardano anche ai passaggi generazionali: 800 milioni di euro che comprendono la formazione e il tutoraggio del giovane che vuol dare alla propria idea la forma di nuova impresa o attività professionale. In Lombardia sono già stati coinvolti 270 ragazzi e ragazze, con 70 domande ammesse al finanziamento.

Percorsi da rafforzare

Gli incentivi, del resto, poggiano su un’infrastruttura formativa che stiamo innovando e consolidando. L’apprendistato resta lo strumento che meglio tiene insieme contratto di lavoro, formazione e titolo di studio: è il ponte più solido tra la scuola e l’impresa, e non a caso vive di un regime proprio, distinto dagli altri esoneri.
«L’apprendistato è molto importante perché è il ponte più solido tra la scuola e l’impresa»
Lo affianchiamo al rafforzamento dei percorsi di IeFP in modalità duale, che riducono la dispersione scolastica, e con gli ITS Academy, i cui percorsi restituiscono tassi di inserimento occupazionale tra i più alti del sistema. È lì, nella filiera tecnica e professionale, che competenze richieste e offerte tornano a parlarsi: la ragione per cui quei giovani trovano lavoro più in fretta.

Investimenti in tecnologia

Stiamo investendo, poi, sulle potenzialità della tecnologia. La piattaforma del Ministero, il SIISL, semplifica le procedure per trovare e formare candidati, accedere agli incentivi e integra servizi digitali come AppLI, il web coach del Ministero: strumenti che riducono tempi, costi e complessità per chi assume, oltre che per chi cerca lavoro. Gli strumenti economici si integrano pienamente con il programma GOL, la riforma delle politiche attive del lavoro del Pnrr dedicata a disoccupati e lavoratori fragili di qualsiasi età. I risultati del programma, oltre i target soprattutto in Lombardia, mostrano l’efficacia della nuova collaborazione Stato-Regioni, tra pubblico e privato, destinata a produrre risultati nel tempo. Le competenze sono, e sempre più saranno, il vero tesoro per l’occupabilità.

Nuove alleanze

Per attrarre e trattenere i giovani servono modelli organizzativi capaci di valorizzare il talento e la crescita. Il rafforzamento delle politiche attive del lavoro, le revisioni al sistema normativo apportate decreto dopo decreto in questi quattro anni, la nuova alleanza con le parti sociali per recuperare qualità nel lavoro, i tagli fiscali anche su welfare e contratti di produttività, l’attenzione agli impatti dell’IA nel mondo del lavoro attraverso l’Osservatorio istituito al Ministero, punta a offrire opportunità concrete.La certificazione delle microcompetenze acquisite in azienda, poi, apre a nuove possibilità di sviluppo di percorsi formativi davvero aderenti alle necessità di innovazione della competizione su scala globale. L’adesione altissima al bando del Fondo Nuove Competenze 3 ne è la cartina al tornasole.

Una politica di inclusione

Il lavoro è la prima politica di inclusione. Per questo stiamo costruendo un sistema di relazioni, strumenti, obiettivi e risorse che protegge, forma e accompagna. Investiamo sulla tecnologia senza rinunciare alle garanzie, rafforziamo la contrattazione e ampliamo le tutele per studenti e famiglie. L’obiettivo è chiaro: creare spazi dove i giovani possano crescere, contribuire e restare.Spazi dove idee e talenti diventano opportunità per le imprese e per il Paese.
Marina Calderone
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

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