Non è lo stipendio la prima cosa che i ragazzi chiedono a un’azienda. È la possibilità di crescere. Lo dice Giuliano Noci, Prorettore del Politecnico di Milano e fondatore dell’Hub della Conoscenza, che da tre anni lavora fianco a fianco con ragazzi tra i 14 e i 18 anni e che ha coordinato la ricerca «Next Gen Power», condotta su oltre 6.000 studenti delle scuole superiori lombarde.

La prima è la crescita. «Non tanto e solo dal punto di vista di stipendio o di ruolo – dice Noci – ma di crescita di competenze».
La seconda è la coerenza di valori. Per i giovani intervistati conta la sostenibilità ambientale, ma anche una dimensione più personale: valori propri della vita di ciascuno, non solo dichiarazioni aziendali.
Un quadro che conferma quanto osservato da Delta Index: le aziende che vogliono attrarre i giovani non possono limitarsi a offrire una retribuzione competitiva. Devono costruire percorsi di crescita reali, dichiarare valori coerenti e – soprattutto – accompagnare i ragazzi nei primi mesi, quando il rischio di abbandono precoce è più alto.